SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

Agriturismo: La certificazione ambientale fa la differenza

SOSTENIBILITA' AMBIENTALE – Dall’energia pulita alla raccolta differenziata dei rifiuti. Nel Parco della Maremma un messaggio all’agriturista

Nel cuore della Maremma toscana, ad Alberese, in provincia di Grosseto, sorge il primo agriturismo in Europa e in Italia ad avere ricevuto nel 2004 la certificazione Ecolabel, quella riservata alle attività ricettive che guardano alla sostenibilità ambientale. Sorgere all’interno di un parco naturale, quello dell’Uccellina, di sicuro ha aiutato questa azienda a fare questo passo, anche se le motivazioni vanno ricercate altrove. Fabio Duchini e la moglie Cristina Neri dal 1988 hanno ridato vita a questi 10 ettari di terra dove per lo più si coltiva vite (4 ha) e olivo (400 piante circa in tutto da cui si ricava l’extravergine aziendale). Un percorso fin da subito proiettato verso il biologico e proprio questa certificazione contraddistingue tutte le produzioni aziendali. Oltre al vino, da cui Duchini realizza circa 9 etichette in tutto per un totale di 25mila bottiglie circa all’anno. Il Duchesco produce anche composte e marmellate con i frutti raccolti in azienda, albicocche e susine in particolare oltre alla raccolta di pere e mele. I frutti vengono anche venduti in stagione ai mercati locali. Dal 1996 la scelta di aprire l’azienda al turismo divenendo a tutti gli effetti agriturismo fino ad arrivare al 2010 anno nel quale è stato inaugurato l’agriristoro sui dettami della legge regionale che favoriva la somministrazione di prodotti anche sotto forma di ristorazione. In tutto ciò la certificazione e una particolare attenzione, da sempre, al rispetto per l’ambiente e alla possibilità di diminuire l’impatto su questo. All’interno dell’azienda è presente anche uno spaccio aziendale dove si possono acquistare con prezzi dal produttore al consumatore tutti i prodotti realizzati.

Il percorso per ottenere il certificato Ecolabel parte da lontano e si potrebbe dire che è insito nella filosofia produttiva dei due coniugi. «Lavorando in un parco naturale da sempre abbiamo portato avanti il ciclo produttivo biologico – spiega Fabio Duchini – e a un certo punto ci siamo accorti di quanto era possibile migliorare l’attenzione all’ambiente risparmiando anche in termini di costi per l’azienda».

Impianto fotovoltaico e minieolico

Ecco allora la realizzazione del primo impianto fotovoltaico, pochi metri quadrati in grado di produrre 20 kW sfruttando la copertura di un parcheggio per i clienti dell’agriturismo. A questo, grazie a dei finanziamenti dal Psr della Toscana, è seguito un investimento sulle due pale (20 kW ciascuna) che caratterizzano l’impianto di minieolico presente. «Questo investimento costato in totale circa 100mila euro – spiega Duchini – è andato in parte male nel senso che per il regolamento del parco abbiamo dovuto tenere le altezze più basse del previsto e quindi la produzione di energia ne risente, ma è comunque un pezzo del nostro percorso verso l’abbattimento delle energie tradizionali». Infine per scaldare l’acqua dell’agriturismo è stato realizzato un impianto per la produzione di energia solare termica. Il tutto facendo attenzione all’impatto ambientale che si andava a creare. «Nel momento in cui abbiamo realizzato la nuova sede dell’agriturismo – dice Cristina Neri – abbiamo già guardato in avanti cercando di sfruttare i dettami della bioedilizia». Da qui la scelta di dare un riconoscimento al lavoro intrapreso in azienda. Ecco allora tutte le pratiche, molte e lunghe come sottolineano i titolari, per l’ottenimento della certificazione Ecolabel che arriva nel 2004 dando all’azienda una sorta di primato «visto che siamo stati il primo agriturismo in Europa a riceverla», dice con orgoglio la titolare.

Perché certificare

Sono molteplici gli aspetti positivi di ottenere una certificazione, secondo l’esperienza del Duchesco. Innanzitutto il risparmio economico che un’azienda agricola può avere. «Abbiamo cominciato con l’usare lampadine a basso consumo – dice Cristina – quando ancora non sapevamo molto sui risparmi e ci siamo accorti di poter risparmiare in un anno il 10% tra acquisto di lampadine e consumi stessi». Oltre al reale risparmio che incide sulla bolletta (l’intera azienda, compreso l’agriturismo, arriva oggi a coprire il 70% del fabbisogno energetico con gli impianti a rinnovabili) anche una sorta di messaggio da dare al consumatore dei prodotti e al turista ospite dell’azienda. «Avere una certificazione Ecolabel non significa aumentare il giro di turisti – spiega Neri – ma significa dare un messaggio all’agriturista che si trova da noi e il messaggio è quello che con poche attenzioni possiamo tutti salvaguardare il patrimonio che abbiamo intorno». Per esempio attraverso le buone pratiche della raccolta differenziata sui rifiuti, che in azienda anche gli ospiti possono fare avendo a disposizione aree apposite. Infine, altro elemento importante che ha spinto alla certificazione, è quello di migliorare la gestione dell’azienda. «Dovendo rendicontare i consumi e le attività che concorrono al mantenimento della certificazione – spiega Duchini – possiamo ogni mese sapere quanto consumiamo e confrontare questi dati con gli anni precedenti cercando di capire come ottimizzare l’energia, o l’uso di acqua, cosa che per un’azienda agricola a gestione familiare come la nostra sarebbe molto difficile altrimenti da fare».

Fattoria didattica

Con questi presupposti facile capire che Il Duchesco sia diventato una sorta di pioniere nel campo della sostenibilità. Per questo Cristina Neri ha condotto alcuni corsi per l’ottenimento della certificazione Ecolabel ad altre aziende del territorio, ma anche corsi su come ottimizzare i costi. Oltre a questo, durante la bassa stagione l’agriturismo è meta di visite da parte di studenti, a partire dalle elementari (sulla forma della fattoria didattica), ma arrivando fino a studenti universitari (Pisa e Firenze) che qui arrivano per visionare un vero e proprio esempio di gestione verde dell’azienda agrituristica. 

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