Fratelli Bonelli, sostenibilità per vocazione

Le due aziende vitivinicole della famiglia Bonelli lavorano solo uve del territorio, usano vetro riciclato per le bottiglie e stanno per avviare l'iter per la certificazione biologica

Le Due Querce è un'azienda viticola di 15 ettari che appartiene alla famiglia Bonelli, proprietaria anche della Fratelli Bonelli Srl, storica cantina di Rivergaro (Pc). Acquistata dagli eredi Bonelli negli anni Novanta, si trova in una zona particolarmente vocata delle colline piacentine: alle spalle di Carpaneto Piacentino, tra le valli Chero e Vezzeno, dove si producono eccellenti rossi, complessi ma al tempo stesso non troppo carichi.

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Da sinistra: Andrea, Franco, Enrico ed Elena Bonelli

Gli eredi dei fratelli Bonelli – i cugini Franco, Dina, Enrico, Elena e Andrea – hanno deciso di giocare, per le loro aziende, la carta della sostenibilità. Non tanto per trarne benefici commerciali, dal momento che, attualmente, la sostenibilità è soltanto auto-certificata, quanto, soprattutto, per non pesare sull'ambiente e cercare di mantenere viva una valle – quella del Trebbia, dove ha sede la cantina – altrimenti destinata alla desertificazione antropologica.

Pertanto la cantina acquista e lavora soltanto uve prodotte in zona, di varietà locali (Bonarda, Barbera, Ortrugo e Malvasia). Invece, le Due Querce è diventata dapprima un'azienda integrata e sarà, presto, biologica. Del resto la Fratelli Bonelli produce, già da tre anni, una linea di vini biologici valorizzando le uve di alcuni produttori della val Trebbia.

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La stazione meteo tra i filari

«Procediamo per gradi – spiega Elena Bonelli – realizzando ogni anno un obiettivo sostenibile e programmandone uno per l'anno successivo». Così, un paio d'anni fa hanno realizzato e installato tra i filari una centralina meteo che ha permesso di contenere i trattamenti, mentre lo scorso anno hanno iniziato a testare la produzione biologica, con l'obiettivo di iniziare, in un prossimo futuro, l'iter per la certificazione.

In cantina, inoltre, si usano bottiglie più leggere e con un'alta percentuale di vetro riciclato, si privilegiano i fornitori del territorio (non soltanto per le uve) e si realizzano ogni anno due incontri di formazione con i viticoltori, per spiegare loro i rudimenti della sostenibilità.

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