Tenuta Amadio, Prosecco sostenibile grazie alla tecnologia

Prosecco
In provincia di Treviso un giovanissimo imprenditore coltiva Glera e produce un Prosecco di qualità e amico dell’ambiente, dopo aver introdotto in azienda tecnologie all’avanguardia che permettono di praticare un’agricoltura di precisione

Agricoltura di precisione e utilizzo di macchine di ultima generazione per praticare una viticoltura sostenibile, così da poter valorizzare ancora di più il vino prodotto, oltre a impattare meno sull’ambiente. Questa la ricetta applicata da Simone Rech nella sua Tenuta Amadio di Monfumo (TV), situata nel cuore dei Colli Asolani, in piena Docg Prosecco. Un’azienda agricola di collina, nata nel 2012 per la volontà e la passione del giovanissimo Simone (oggi ha solo 31 anni), che si estende su 23 ettari di cui 12 a vigneto suddivisi in tre possedimenti: vigneto del Biss, vigneto del Longon e vigneto Era Grande, che grazie alle loro specificità offrono uve diverse per sapore e caratteristiche. Le altre superfici sono dedicate a seminativi, frutteti, ulivo e bosco.
Rech, una laurea in storia ma anche una grande passione per la viticoltura, ha piantato le barbatelle di Glera grazie ai fondi Psr del “Piano ristrutturazione e riconversione dei vigneti” che hanno contribuito a rimborsare un terzo dei costi sostenuti, dopo aver ereditato i terreni dal nonno Bruno.

Filiera completa, corta e controllata

La zona di produzione del Prosecco Asolo Docg si trova in un’area collinare con altezze comprese tra 100 e 450 metri sul livello del mare. I terreni sono marnosi-argillosi e marnosi-sabbiosi, facili da lavorare e disgregabili dagli agenti atmosferici, il colore è rosso. Sono decarbonatati e a reazione acida, con buona capacità di riserva idrica e buona mineralità. «Oltre alla produzione abbiamo deciso di realizzare anche la cantina per trasformare le uve – spiega Rech – perché ritengo che oggi un agricoltore non possa più limitarsi alla coltivazione, ma debba anche trasformare quello che raccoglie per ottenere un valore aggiunto: lo scopo è avere una filiera corta e controllata, che permette di realizzare un margine soddisfacente». In azienda lavorano cinque persone, tra cui Silvia, la sorella di Simone. La cantina è scavata nella roccia a una profondità di sette metri, in maniera da integrarsi ancora meglio nell’ambiente circostante ed è stata costruita utilizzando materiali naturali e locali come pietra e legno. Le bottiglie prodotte ogni anno sono in tutto circa centomila, sei le varianti: Asolo Prosecco Superiore Docg Dry Millesimato, Extra Dry, Brut, Extra Brut “Era Grande”, Spumante Extra Dry Rosè e Prosecco di Treviso Doc Brut “Monfumino”. Quest’anno Tenuta Amadio si è piazzata al terzo posto al concorso nazionale dei Nuovi Fattori di Successo, iniziativa targata Ismea e Rete Rurale Nazionale, che seleziona le buone prassi condotte da imprenditori agricoli under 40.

Innovazione preziosa alleata per reddito e qualità

ProseccoTra i filari della Tenuta Amadio non si pratica il diserbo chimico, bensì meccanico, utilizzando macchine di precisione, come la fresa interceppo di Falconero: «In questo modo riusciamo a tenere sempre in ordine il sottofila – precisa Rech – le malerbe vengono fresate e non diserbate. In realtà non possiamo fresare dappertutto perché siamo in collina e ci sono problemi di erosione e dilavamento. Per questo utilizziamo anche una macchina dotata di una sorta di spazzola che tramite un tastatore gira attorno al tronco della vigna ed elimina le malerbe, in particolare il convolvolo, che tende ad arrampicarsi».
Il giovane viticoltore veneto crede molto nella potatura verde e tra i filari ha montato due centraline di rilevazione fornite da Pessl Instruments per raccogliere dati sul suolo e sul clima (temperatura e umidità dell’aria e del terreno, millimetri di pioggia, ecc…). L’elaborazione di queste informazioni consente di intervenire in modo mirato e tempestivo in caso di bisogno, soprattutto per i trattamenti fitosanitari. «L’anno scorso abbiamo realizzato una mappatura dei vigneti con il drone – racconta Rech – che mi consente di trattare in maniera diversa e mirata le varie zone: è un investimento importante che all’inizio può pesare economicamente, ma poi si hanno notevoli benefici, perché se devo trattare solo un terzo o un quarto del vigneto invece di tutta la superficie, il risparmio economico per manodopera e prodotti alla lunga diventa importante. Inoltre – sottolinea il giovane imprenditore – l’utilizzo di queste tecniche mi permette di portare in cantina uve sane e di aumentare la qualità del prodotto finito». La concimazione è praticata in modo naturale, utilizzando letame e liquami. E da quest’anno alla Tenuta Amadio per reintegrare la sostanza organica del terreno si è iniziato a fare anche il sovescio. La raccolta delle uve avviene a mano.

Prosecco in cantina e sul mercato

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Simone Rech

La cantina è dotata di un impianto fotovoltaico da 25 KW, che la rende autonoma dal punto di vista energetico, realizzato con i fondi dell’ex misura 121 del Psr. Inoltre, l’ubicazione sotterranea rende la refrigerazione del vino meno bisognosa di energia. L’edificio è anche dotato di un sistema di raccolta e riciclo dell’acqua piovana. La vendita delle bottiglie avviene nel canale Horeca oppure direttamente in azienda, o attraverso l’e-commerce. Tenuta Amadio esporta il 30% della produzione di Prosecco in Svizzera, Belgio, Austria, Germania e Regno Unito.
Per l’immediato futuro Rech ha intenzione di costruire alloggi certificati “Casa clima” per l’accoglienza turistica: «Abbiamo già presentato la domanda per accedere ai fondi del Psr – confida Rech – e siamo in attesa di sapere se il nostro progetto sarà finanziato. Ritengo che l’accoglienza turistica sia un valore aggiunto molto importante per un’azienda come la nostra».
E in quest’annata 2017 caratterizzata da condizioni climatiche particolarmente difficili, com’è andata la vendemmia? «Non è stato facile – ammette Simone senza tanti giri di parole – abbiamo registrato un calo produttivo di circa il 20%, ma senza la viticoltura di precisione, probabilmente la perdita sarebbe stata maggiore. In generale non mi lamento – conclude – perché qui intorno c’è chi ha fatto volumi superiori all’anno scorso ma anche chi ha perso l’80%».

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