Agrifood innovation, 98 start up italiane attive nel settore agroalimentare

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L’Osservatorio Smart Agrifood ha rilevato la massima concentrazione di start up smart AgriFood in Lombardia (33%) ed Emilia Romagna (17%). Nel lattiero-caseario le soluzioni si concentrano su benessere animale e controllo qualità

Sono 98 le start up italiane censite dall’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia attive nell’innovazione tecnologica e digitale del settore agricolo e agroalimentareLombardia ed Emilia Romagna sono le regioni con la maggiore presenza di nuove aziende Smart AgriFood (33% e 17% rispettivamente). Non trascurabili il Lazio, che conta il 9% degli incubatori, il Veneto (8%) e la Campania con il 6%. Il dato inedito emerge dalla ricerca sull’ecosistema start up realizzata dall’Osservatorio e viene diffuso a pochi giorni dall’inizio delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona 2018 (dal 24 al 27 ottobre a CremonaFiere), manifestazione che all’interno del salone Agrinnovation Summit - dedicato proprio alle soluzioni smart per l’agrozootecnia - vede l’Osservatorio Smart AgriFood fra i principali partner scientifici.

Viticoltura e frutticoltura le più innovative

Esplorando i mercati di riferimento delle start up analizzate, si coglie la spinta verso soluzioni tecnologiche trasversali a più ambiti agricoli e agroalimentari. Guardando invece i settori verticali, emergono come i più esplorati il vitivinicolo (17%) e l’ortofrutticolo (14%). Il 4% delle start up analizzate offre soluzioni per il settore lattiero-caseario, soluzioni volte a monitorare e migliorare il benessere animale oppure per monitorare e controllare la qualità dei prodotti nelle fasi produttive. Ne sono un esempio le startup Qualitade TechMass che il 26 ottobre presenteranno durante l’evento “Innovare con le Startup Smart AgriFood Italiane”, all’interno delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, le proprie proposizioni per il settore.

Start up, domina l'e-commerce

Il 50% delle start up opera nell’ambito dell’e-commerce, comparto in cui emergono business model innovativi volti a dare sostenibilità ai piccoli produttori di qualità, aprendo loro un canale diretto verso i consumatori finali, come nei casi delle start up Biorfarm e Save by booking. Il 20% delle start up censite offre soluzioni di Agricoltura 4.0, volte a supportare le decisioni e le attività degli agricoltori grazie ai dati. Emergono inoltre spunti particolarmente innovativi nell’ambito della tracciabilità, comparto che conta il 6% delle start up italiane e che sta riscontrando l’applicazione di tecnologie innovative come la blockchain al fine di garantire la filiera produttiva.

Le start up come generatori di valore

«Le nuove imprese, quelle che ora sono chiamate start up, incentivano e generano la ricchezza futura di un settore. La forte crescita delle start up Smart AgriFood riscontrata in Italia nell’ultimo biennio è perciò un dato estremamente positivo» – osserva Filippo Renga direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood e cofondatore degli Osservatorio Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.
«Le start up che lavorano sull’Agricoltura 4.0 stanno puntando in modo deciso sulla raccolta, gestione ed elaborazione dei dati, cercando di collaborare sempre più con le imprese consolidate di qualsiasi filiera produttiva, dal vitivinicolo all’ortofrutta, dall’olivicolo al cerealicolo, ecc. – completa Andrea Bacchetti, co-direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood e Ricercatore dell’Università degli Studi di Brescia».
«Proprio per offrire quella panoramica fra soluzioni smart per l’agrozootecnia e il contatto diretto fra start up e operatori del settore - è il commento del presidente di CremonaFiere Roberto Zanchi - abbiamo pensato all’Agrinnovation Summit durante le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. In questo contesto, la stretta integrazione tra veterinaria, zootecnia, nutrizione, agricoltura, agrotech e foodtech, diventa una straordinaria opportunità per avere: un collegamento diretto con la comunità scientifica internazionale, una visione di scenario completa e di alto profilo, un’indicazione di soluzioni concrete per l’impostazione del proprio business».

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