Tutte le app utili all’agricoltore

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Un mondo di software gratuito. Ma attenzione alla privacy

Negli store online, come GooglePlay e iTunes Store, si trovano centinaia di app per iOS (Apple) e Android, utili per chi opera in agricoltura, e il loro numero continua a crescere. Si tratta di una offerta di software rilevantissima, simile a quella un po’ caotica della fine degli anni ‘90. Allora, come oggi, il software era in genere scarsamente documentato e veniva offerto in grande quantità e soprattutto gratuitamente. Spesso si tratta di un effettivo “dono”, in quanto una software house intende pubblicizzare la propria attività in questo modo. Altre volte viene diffuso un prodotto “potenziale” che verrà poi venduto quando raggiungerà un numero critico di utilizzatori. WhattsApp ne è l’esempio.

In altri casi è perché, in un certo senso, il prodotto da vendere è lo stesso acquirente. Le società che propongono molte app gratuite si remunerano (legittimamente) mostrando all’utente dei banner pubblicitari. Altre volte il software ha la capacità di monitorare l’utilizzatore raccogliendo informazioni  “dentro” e attraverso l’apparecchio per capire quali sono i suoi gusti. Così diviene possibile inviare pubblicità adatta a voi.

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Bisogna fare attenzione, quando si scaricano le app, a non concedere a terzi le informazioni contenute nel proprio telefonino.
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Schermata di una app sicura che non richiede l’accesso alla memoria del telefono.

Niente di male in fondo. Però, senza eccessive paranoie prima di installare una applicazione si consiglia di leggere il giudizio espresso dagli utenti, quindi verificare i permessi richiesti (accesso del software alle informazioni contenute nel telefono). Nel corso dell’installazione bisogna fare caso alla schermata con l’elenco dei permessi che stanno per essere concessi. Se queste richieste non dovessero essere convincenti (ad esempio un’applicazione che trasforma lo smartphone in una torcia elettrica potrebbe chiedere di accedere a agenda telefonica, foto, chiamare autonomamente, leggere e inviare sms o altro…) meglio rinunciare a installare l’applicazione.

In ogni caso c’è da dire che i “depositi” ufficiali di app, sono effettivamente molto controllati. Google Play e iTunes tendono ad eliminare i software al primo sospetto di funzionamento malevolo. Più attenzione andrebbe posta quando (tipicamente nel mondo Android), si utilizzano store o servizi di terze parti.

Le app più utili su uno smartphone “agricolo” sono quelle che semplificano le attività in campo che prevedono un uso estemporaneo del tipo: passare da un sistema metrico ad un altro per determinare una quantità, leggere un Qrcode su una confezione, attivare un tag NFC o misurare una distanza. Quelle che invece sono preferibili su un tablet, consentono di effettuare operazioni più complesse. Non serve a nulla avere decine app che rischiano di riempire il telefono di pubblicità e lo rallentano, con il loro funzionamento anche mentre non vengono utilizzate.

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Per l’agricoltura sono disponibili moltissime app. Anche se sono in aumento quelle in italiano, la maggior parte sono ancora in inglese.

“Magazzini” di app
Un buon servizio che fornisce informazioni su software poco invasive è “Farming with apps” (http://www.farmingwithapps.com), certamente uno dei “magazzini” di app agricole più fornito. Ovviamente la conoscenza dell’inglese è d’obbligo.
Il software prposto è ordinato in categorie: coltivazioni, gestione aziendale, inventario magazzino, bestiame, mappe geografiche, pascoli, controllo qualità, software di varia utilità. È quindi possibile selezionare dalla massa cio che ci interessa. Molte sono web app, cioè applicazioni che somigliano a siti web interattivi. Non essendo legate a piattaforme e linguaggi specifici, funzioneranno con ogni dispositivo (anche BlackBerry e WinPhone).
Per ogni prodotto si può ottenere una schermata, con le caratteristiche del software, il costo, il Paese di origine del software. Molte di queste app sono piccoli database gestionali e consentono di tenere sotto controllo, scorte, fertilizzanti, pesticidi, ricordare scadenze. Altre sono dedicate alla gestione ottimale delle macchine, al management delle coltivazioni o dell’allevamento.
Un altro punto di riferimento è certamente uno dei servizi offerti da “Farms.com” (http://bit.ly/tev-47 ). Si tratta di un motore di ricerca dedicato alle app, e anche in questo caso possiamo focalizzare la ricerca in determinate categorie: bestiame, coltivazioni, tecnologia, tempo, infestanti, formazione, business, news, macchinari, irroratori, eventi. Anche qui tutto in inglese.

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A breve, come è già accaduto per i siti web, l’utilizzatore di app potrà diventarne produttore, grazie a sistemi automatici di realizzazione.

App di promozione
Le app non sono unicamente risorse informatiche per i tecnici dell’agricoltura che aiutano nel calcolo di dosaggi, strutture, assistono nella guida delle macchine operatrici e cose simili.

Possono anche essere strumenti informativi per la gestione del mercato.

Un collegamento fra agricoltori, allevatori e consumatori, che opera attraverso i tanti dispositivi mobili che ormai dominano il panorama dell’informatica personal.

Un’attività agricola di punta, per promuovere i suoi prodotti e servizi, potrà dotarsi di una app come nel caso della Strada del vino in Toscana (http://bit.ly/tev-48). Questa applicazione consente di gestire una informazione specifica su cantine, ristoranti, agriturismi che fanno parte del circuito Vino e dell’Olio della Costa Toscana. Orto in Tasca (http://bit.ly/tev-49) è un’App un po’ simile alla precedente. Serve per trovare, utilizzando lo smartphone, le aziende agricole che vendono prodotti a “chilometro zero”.

L’idea di un gestionale di questo tipo è eccellente e anche se il software dovrà certamente essere migliorato con il tempo, si tratta di un esempio che molti dovrebbero seguire. Tra l’altro nel 2014 sono state acquisite nuove informazioni derivanti da un progetto di ricerca sulle fattorie sociali dell’Azienda Sanitaria di Pordenone.

L’integrazione dei dati aperti (open data) nelle app è un argomento ancora da sviluppare con la collaborazione delle istituzioni locali.

Il Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano ha elaborato due app ben organizzate. La prima, Parmigiano Reggiano Audioguida (http://bit.ly/tev-50) consta di una serie di guide informative su produzione, stagionatura, processo di selezione e marchiatura, caratteristiche di autenticità del Parmigiano Reggiano e degustazione.

La seconda invece copre una esigenza informativa di tipo tecnico e interno all’impresa. Si tratta di Rpe Mobile (http://bit.ly/tev-51) ed è una App che consente ai produttori consorziati di tenere il Registro di produzione elettronico attraverso il proprio smartphone.

Da utilizzatori a produttori

Esiste dunque una grande produzione di software per l’agricoltura utilizzabile con i telefoni intelligenti. Un po’ di attenzione è però necessaria, non solo per scegliere le app più utili e convenienti, ma anche quelle più sicure. L’evoluzione del settore è talmente rilevante che presto da consumatori di software, molti si troveranno a diventare produttori, per veicolare i propri valori e collegarsi meglio al mercato di prodotti o servizi a cui aspirano. È un po’ come è stato per i siti web che cominciano ad essere alla portata di tutti per il diffondersi di sistemi semi automatici per la loro realizzazione.

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