Nova in campo, innovazione a 360 gradi

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Nova in campo, non solo conservativa e precisione a Bentivoglio (Bo)

È  stata, come ormai da tradizione, all’insegna dell’innovazione ad ampio raggio la quarta edizione di Nova in campo, la giornata organizzata dalle riviste a marchio Edagricole di New Business Media (gruppo Tecniche Nuove) che, come lo scorso anno, si è tenuta presso la Cooperativa Agricola “Il Raccolto” in quel di Bentivoglio (Bo), con il patrocinio della regione Emilia-Romagna.

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Seminatrice a densità variabile presentata da Dekalb.

Un migliaio di visitatori

Come per la terza edizione, anche quest’anno un migliaio tra agricoltori, contoterzisti, agronomi e agrotecnici sono arrivati nelle campagne di Bentivoglio per poter vedere all’opera le ultime tecnologie in tema di meccanizzazione agricola, sfidando il caldo afoso che ha puntualmente caratterizzato la giornata.

Cinque percorsi guidati

Pur avendo mantenuto le sue due colonne portanti dell’agricoltura conservativa e del precision farming, infatti, quest’anno la manifestazione ha visto anche il coinvolgimento di altri “settori”, tanto che sono stati organizzati ben cinque percorsi guidati distinti.

Oltre ai primi due, dedicati appunto ad agricoltura conservativa e agricoltura di precisione, un terzo “itinerario” ha riguardato l’agricoltura biologica (con una finestra diserbo meccanico del mais grazie alla presenza della sarchiatrice della Oliver), la semina a file binate del mais (Matermacc) e la distribuzione di digestato su coltura in atto (Tecnosima e Kuhn); un quarto percorso ha visto all’opera alcuni carri miscelatori (Faresin e Storti dotati di dispositivi per la scansione Nir dell’insilato, uno dei quali prodotto da Dinamica Generale) e sollevatori telescopici (Merlo e Manitou) all’interno dell’impianto per la produzione di biogas della cooperativa “Il Raccolto” (vedi box); infine, un quinto percorso è stato dedicato ai principi e ai vantaggi dell’agricoltura conservativa, condotto da Fabio Stagnari dell’Università di Teramo.

 

 

CropSpec, sensore di rilevamento del vigore vegetativo presentato da Topcon

Anteprime anche quest’anno

Anche quest’anno è stato possibile ammirare delle vere e proprie anteprime. Segnaliamo in particolare la seminatrice a densità variabile della Dekalb realizzata in collaborazione con Precision Planting (società acquisita di recente da John Deere, ndr), l’irroratrice semovente RoGator 655D di Chal lenger con barra da 36 metri e il sensore di rilevamento del vigore vegetativo CropSpec della Topcon.

Per il resto, i settori toccati sono stati i più svariati: dai sistemi per l’agricoltura di precisione, (con ArvaTec, Spektra Agri e Topcon in primo piano, droni compresi, anche se non è stato possibile farli volare per questioni di normative di sicurezza) alle macchine per l’agricoltura conservativa (Kuhn, Maschio Gaspardo, Maag, Ermo, Väderstad, Agrisem, Aguirre e Sky i marchi presenti, questi ultimi tre al debutto per quanto riguarda Nova in campo), dai trattori equipaggiati con sistemi per l’agricoltura di precisione (New Holland e McCormick, ai trattori telescopici (Merlo), dagli spandiconcime Isobus compatibili (Bogballe e Kuhn) fino alle irroratrici (Hardi).

Uno spazio particolare è stato occupato dai pneumatici, con Trelleborg che ha tenuto nell’occasione la tappa del suo European Road Show, ripetendo l’efficace dimostrazione pratica effettuata nel 2015 per mostrare quanto possa incidere la corretta pressione di gonfiaggio degli pneumatici sul consumo di gasolio (-24%) e sul tempo di lavoro (-13%).

La giornata si è conclusa con il tradizionale convegno del pomeriggio che ha visto in primo piano il resoconto sull’assegnazione dei finanziamenti per l’agricoltura conservativa, concentrati in particolare  sulla semina su sodo, previsti dal Psr Emilia-Romagna (vedi box al piede).

 

 

 

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Anteprima mondiale in campo della nuova irroratrice semovente RoGator 655D della Challenger con barra da: 36 metri

                                                                                                                                                                         

Emilia-Romagna, rilancio sul conservativo.

Frasi da un convegno di mezza estate dedicato all’innovazione, all’agricoltura conservativa e, più in generale, a cercare di trovare soluzioni per fare bene l’agricoltore, produrre adeguatamente e risparmiare quanto basta per ritrovare un briciolo di marginalità.

L’acchito è dell’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli: «Manifestazioni come questa vanno sostenute e incentivate. Solo conoscendo e facendo innovazione si può rimanere competitivi. La nostra amministrazione continua a investire in misure innovative e non è un caso che nel nuovo bando per i Goi (i gruppi operativi per l’innovazione) siano stati investiti 12 milioni di € che andranno a finanziare 52 Goi, inedite alleanze tra aziende agricole e agroalimentari, università ed enti di ricerca».

«Abbiamo – continua Caselli – tutti i bandi ‘murati’ di domande. Ora dob biamo spingere ancora di più sul conservativo».

É Giampaolo Sarno dell’assessorato regionale agricolo a fornire i numeri del primo anno della misura dedicata al conservativo «L’aiuto di 250 €/ettaro ha portato a stanziamenti per 224mila €, visto che sono stati poco meno di un migliaio gli ettari finanziati. La Regione per una scelta precisa ora sta ‘premiando’ solo chi fa sodo, ma stiamo ragionando su come ampliare il numero delle domande».

«In effetti – ragiona Roberto Guidotti di Cai - Coordinamento agromeccanici italiani – considerando il numero di seminatrici da sodo (una cinquantina solo in provincia di Bologna) presenti sul territorio regionale, gli ettari finanziati potevano essere di più. E potrà senz’altro aumentare con l’incremento della conoscenza di queste tecniche».

«Perchè – come ricorda Giuseppe Elias, presidente di Aigacos, l’associazione per la gestione conservativa del suolo – il terreno ‘ha memoria’ e si ricorda le stupidaggini. Fare le cose bene paga e il conservativo (non a caso 150milioni di ettari nel mondo) è una filosofia agronomica vincente».

Cosa confermata dal padrone di casa, Eros Gualandi della coop Il raccolto: «Ormai abbiamo una rilevante mole di dati storici che confermano la validità della semina su sodo, della minima lavorazione e delle azioni anticompattamento del suolo. Validità agronomica ambientale e, soprattutto, economica».                  G.G.

                                                                                                                                                                         

Una buona produzione di biogas parte dall’analisi dell’insilato

www.novagricoltura.comGrande interesse alla quarta edizione della manifestazione Nova in campo per la visita all’impianto a biogas della cooperativa “Il Raccolto” a Bentivoglio, una visita arricchita quest’anno dalla presentazione di alcune macchine innovative che i visitatori hanno potuto vedere in azione in particolare sul mais insilato.

Partendo dall’analizzatore Nir portatile di Dinamica Generale che consente di rilevare in tempo reale il contenuto in umidità, proteina grezza, lipidi, fibra, sostanza secca, ceneri della materia prima in ingresso nel digestore (una tecnologia simile è stata presentata anche da Faresin, vedi foto), ai sollevatori telescopici di Manitou, Merlo e Faresin e alla pala gommata New Holland, strumenti ideali per lo stoccaggio dell’insilato in trincea, fino ai carri miscelatori di Faresin e Storti.

Su quest’ultimo carro miscelatore semovente Dobermann Evo a miscelazione verticale è montato uno strumento brevettato di Dinamica Generale: un analizzatore Nir «indispensabile per la gestione della razione, dal momento che la qualità del trinciato è fondamentale per avere una buona produzione di biogas» sottolinea Sandro Bargellesi, il tecnico che gestisce l’impianto a biogas.    www.terraevita.it            www.terraevita.it

di Dulcinea Bignami

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