Risparmio e sostenibilità con la concimazione su misura

In questo filmato illustriamo le soluzioni più interessanti per distribuire i nutrienti a rateo variabile

Una corretta concimazione si basa sulla distribuzione del concime alla dose voluta in ogni punto dell’appezzamento. L’innovazione disponibile si basa su metodi che consentono un rateo variabile di distribuzione. Prima della concimazione deve essere individuato un diagramma di distribuzione che dipende dalle caratteristiche della macchina e del concime. La taratura dello spandiconcime deve essere fatta in campo prima della distribuzione così come è fondamentale una corretta manutenzione che consente di mantenere inalterate le condizioni funzionali dello spandiconcime. È fondamentale stabilire la distanza fra le passate in campo tenendo conto della sovrapposizione dei diagrammi di distribuzione. Per la determinazione del flusso di concime in uscita sono disponibili sistema di pesatura del prodotto ad elevata frequenza di lettura oppure sistemi di rilevazione della pressione idraulica di azionamento dei dischi. Oggi sono anche disponibili sistemi che consentono l’auto-taratura dello spandiconcime in modo da velocizzare e rendere più precisa questa funzione. Sistemi di lettura di immagini permettono di verificare la traiettoria e la velocità di lancio del concime. Gli spandiconcime a rateo variabile permettono di dosare il concime in base alle specifiche esigenze del terreno e delle colture nei diversi punti dell’appezzamento. Per determinare la concimazione azotata di possono adottare particolari sistemi dotati di sensori ottici che mettano in correlazione la quantità di azoto con la riflessione della luce. Il sistema può essere implementato con i vincoli previsti per legge o la presenza di fasce di rispetto. Il protocollo Isobus permette la comunicazione fra la trattrice, lo spandiconcime e il sistema informatico aziendale, per un rapido flusso dei dati fra quest’ultimo e le macchine. Questo permette di conoscere nei dettagli la quantità di elementi nutritivi forniti ad ogni sub-area dell’appezzamento e, allo stesso tempo, di tracciare e programmare la fertilizzazione degli anni a venire.

L’esperto: Carlo Grignani
Professore ordinario del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (Disafa) - Ulf Agronomia e presidente dell’Associazione italiana di agronomia.

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