Vigneto, interventi tempestivi e mirati con l’atomizzatore a rateo variabile

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Atomizzatore pneumatico con testata ripiegabile idraulica.
Il sistema di lettura a distanza del volume fogliare consente di spandere solo la quantità necessaria di prodotto e con un numero inferiore di passaggi

Dopo una fase di sperimentazione durata due anni, il prototipo di atomizzatore pneumatico a rateo variabile Vrt realizzato da Cima Spa è entrato a pieno servizio nell’azienda agricola San Felice di Castelnuovo Berardenga (SI), 145 ettari di vigneto in piena zona Chianti classico.
Abbiamo quindi fatto una ricognizione con Roberta Pugliese, agronoma della tenuta di proprietà del gruppo Allianz e con Jacopo Cricco, agronomo della società Ager, per sapere se la tecnologia sviluppata dallo stessa società in collaborazione con il marchio di Pavia, Arvatec e l’Università di Milano, ha dato in campo i risultati sperati.

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Roberta Pugliese

Rapidità e precisione
«La stagione 2016 è stata la seconda di impiego della macchina – racconta Pugliese – siamo soddisfatti del funzionamento, soprattutto per la velocità con la quale permette di eseguire i trattamenti di difesa, per i quali riuscire a risparmiare 24 ore fa una grande differenza in termini di risultati». Infatti, l’atomizzatore Vrt riesce a trattare due filari a passaggio, riducendo quindi il tempo necessario per distribuire il prodotto con un risparmio di ore lavorate e carburante.
Ma la caratteristica principale del dispositivo è la precisione di intervento, in quanto consente di modulare la quantità di miscela composta da agrofarmaco e acqua, distribuito in funzione delle dimensioni delle chiome e non della superficie di terreno da trattare. L’atomizzatore pneumatico è stato equipaggiato con un sistema di distribuzione proporzionale che, oltre al rilievo della velocità, utilizzando i dati di dimensione delle chiome forniti in tempo reale da una coppia di sensori ad ultrasuoni montata sulla parte anteriore del trattore, esegue la gestione dell’erogazione in modo proporzionale rispetto alla velocità e al vigore della vegetazione.
Inoltre, è possibile abbinare al sistema un distributore di concime fogliare, capace di lavorare in modo selettivo tramite la lettura di mappe di prescrizione per la concimazione precaricate (della mappatura della coltivazione), o in modalità manuale.
I vantaggi evidenti sono una distribuzione uniforme dei principi attivi, un risparmio di prodotto, nonché l’aumento della qualità del trattamento e la riduzione drastica della deriva, possibile grazie alla capacità di mantenere costante la quantità di prodotto rapportata alla superficie fogliare, a differenza del trattamento tradizionale che tende a diminuire la copertura all’infoltirsi delle chiome.
«Utilizziamo Vrt per tutta la campagna di difesa (una decina di passaggi) eccetto i primi tre trattamenti – spiega Pugliese – perché in quella fase i germogli sono troppo piccoli e i sensori non sono in grado di “leggere” in maniera corretta il volume fogliare, mentre quando i tralci raggiungono i 25/30 centimetri la macchina funziona perfettamente. Questa soluzione è per noi l’ideale – sottolinea l’agronoma – perché i nostri vigneti non si prestano molto alla meccanizzazione a causa della morfologia del terreno: per usare macchine a recupero di prodotto dovremmo avere capezzagne molto più larghe».
Oltre alla difesa con Cima Vrt, nei vigneti Sangiovese, Merlot e Cabernet della tenuta toscana si eseguono anche le operazioni di sovescio e concimazione modulate in base alle mappe di vigore realizzate sempre in collaborazione con Ager. Questo permette di restituire al terreno la giusta quantità di azoto, fosforo e potassio esattamente dove serve.

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L'atomizzatore pneumatico a Rateo Variabile Vrt

Al lavoro per migliorare ancora
Nonostante gli ottimi risultati in termini di sostenibilità economica e ambientale, il prototipo realizzato da Cima è ancora migliorabile: «Vogliamo mettere a punto una serie di modifiche e implementazioni che rendano il sistema più flessibile, cioè che consenta di far funzionare gli atomizzatori con diversi tipi di macchine e di ugelli – spiega Jacopo Cricco – e che lo renda più adattabile alle varie tipologie di superficie fogliare».
Infatti, la cooperativa Ager assieme ad altri partner, ha predisposto un progetto di ricerca che partecipa a un bando del Psr della Regione Toscana nella misura 16.1 (Sostegno per la costituzione dei Gruppi operativi del Pei in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura), per il quale si attende a breve il termine dell’istruttoria.

Se sei un agricoltore innovativo e vuoi segnalarci la tua storia scrivi a: simone.martarello@newbusinessmedia.it

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