TECNICA E TECNOLOGIA

Cidia e anarsia, sostenibilità incentrata sull’uso dei feromoni

TECNICA E TECNOLOGIA – Doppia minaccia per i produttori di pesche da affrontare con tempestività

Cidia (Cydia molesta) ed anarsia (Anarsia lineatella): insieme rappresentano il principale nodo fitoiatrico da risolvere per i produttori di pesche.

 

La pericolosità di questi due fitofagi è dovuta infatti, da un lato, alla capacità di aggredire i frutti, dall'altra, in particolare per la cidia, dalla presenza costante e con voli continui degli adulti per tutta la stagione; occhio dunque a non abbassare mai la guardia e a non lasciare varchi nella difesa.

 

Richiedono di norma numerosi trattamenti durante la stagione ed è estremamente difficile giungere a fine stagione senza dover registrare almeno qualche piccolo problema soprattutto sulle varietà tardive.

 

Si tratta di due Lepidotteri che possono colpire sia i giovani germogli che i frutti (soprattutto cidia), e proprio questa capacità li rende assai pericolosi sugli impianti in produzione, mentre l'attività a carico dei germogli può risultare estremamente dannosa su piante ancora in allevamento, di cui ritarda la formazione dello scheletro. In particolare alla ripresa vegetativa, può risultare pericolosa l'azione delle giovani larve svernanti di anarsia (può determinare anche il completo fallimento degli innesti a gemma dormiente).

Danni diretti e indiretti

 

Il danno prodotto da cidia e anarsia può essere di due tipi: perdita diretta di produzione per i frutti colpiti che vanno soggetti a gommosi e che, per attacchi precoci, possono cadere; perdita di germogli, che diviene particolarmente grave negli impianti ancora in fase di allevamento in cui ritarda la formazione dello scheletro della pianta. Inoltre vanno ad assommarsi le difficoltà durante la raccolta, perché si devono riconoscere i frutti colpiti, ma che non presentano ancora né gommosi, né deperimenti facilmente identificabili; l'attività delle larve è, infatti, interna e non risulta visibile nelle prime fasi.

 

La presenza di cidia e anarsia nelle aree di coltura del pesco si caratterizza secondo due diverse modalità:

 

1 - cidia mostra una regolare e uniforme presenza sul territorio;

 

2 - anarsia è caratterizzata da una presenza territoriale irregolare.

 

Per quanto riguarda il monitoraggio della popolazione di cidia e anarsia in campo è affidato in primo luogo alle trappole a feromoni; si tratta di uno strumento pratico, preciso e di facile applicazione, che consente il monitoraggio del volo dei maschi adulti; le trappole per la cidia vanno collocate a inizio aprile, mentre per l'anarsia è possibile ritardare l'installazione alla terza decade dello stesso mese. Da questo momento occorre controllare il numero di catture settimanali e confrontarlo con le soglie di intervento fissate. Per la prima generazione della cidia è fissata una soglia più alta (30 catture/settimana/trappola) rispetto alle generazioni successive (10 catture) perché in genere le femmine nate dalle larve svernanti hanno un potenziale riproduttivo ridotto a causa delle temperature serali che non raggiungono di frequente i 16 °C necessari affinché avvengano gli accoppiamenti.

Pressione in aumento

 

I voli di cidia sono di solito continui, con livelli spesso costantemente al di sopra della soglia di tolleranza che rendono difficile anche la distinzione tra le varie generazioni. I controlli sulle trappole devono essere settimanali e non sono comunque sostitutivi rispetto ai controlli su germogli e frutti. Per anarsia le soglie sono di 7 catture/trappola/settimana oppure di 10 catture in due settimane.

 

Le soglie non sono vincolanti per le aziende che applicano i metodi della confusione o del disorientamento sessuale.

 

Per completare il quadro delle osservazioni da effettuare nel pescheto, bisogna sempre ricordare di controllare i germogli e i frutti per evidenziare la presenza di un eventuale attacco sfuggito ai trattamenti effettuati.

 

In questi ultimi anni la difesa contro cidia e anarsia sta diventando sempre più problematica. L'incremento delle popolazioni di cidia (sempre più catture nelle trappole) richiede un numero di interventi chimici sempre maggiore, con conseguenti aggravi, dal punto di vista economico, dei costi sostenuti. Le cause dell'aumento della pressione del fitofago non sono ben definite anche se si possono individuare diversi fattori in gioco:

 

1 - ampliamento del calendario di raccolta fino a settembre inoltrato;

 

2 - l'adozione di portinnesti vigorosi;

 

3 - varietà a maturazione molto scalare;

 

4 - l'esigenza di ridurre il carico di interventi chimici per ottenere frutti con meno residui;

 

5 - graduale perdita di efficacia di alcuni insetticidi tradizionalmente impiegati.

 

Sono tutti fattori che sicuramente giocano un ruolo attivo nel favorire lo sviluppo del fitofago.

 

Negli ultimi anni le strategie di difesa si sono quindi evolute portando alla quasi totale sostituzione degli insetticidi fosforganici con altri gruppi di molecole dotate di meccanismi di azione diversi. Inoltre il disciplinare di Produzione Integrata della Regione Emilia-Romagna relativi alla coltura del pesco, raccomanda l'applicazione del metodo della confusione sessuale dove le caratteristiche del frutteto lo consentono. Tale tecnica si è ormai consolidata negli areali peschicoli emiliano-romagnoli, permettendo così una riduzione notevole dei prodotti fitosanitari utilizzati nei confronti di cidia e anarsia.

 

È ormai riconosciuta l'importanza di impostare strategie sostenibili in base ai principi di Difesa Integrata che diventerà obbligatoria, a partire dal 2014, secondo la Direttiva 2009/128/CE riguardante l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Posizionamento dei trattamenti

 

L'utilità della difesa insetticida nei confronti della prima generazione di cidia è da sempre stata messa in discussione, data la scarsa dannosità che essa può arrecare (le larve danneggiano principalmente i germogli). Viceversa è successo che l'assenza di interventi nei confronti di questa generazione in passato ha determinato, nelle situazioni in cui il livello della popolazione era particolarmente elevato, una maggiore difficoltà nel contenimento delle generazioni successive. Di conseguenza è bene valutare attentamente la storia del pescheto, l'andamento climatico del mese di aprile e il monitoraggio dei lepidotteri, per valutare correttamente se intervenire sulla prima generazione o meno. Quindi, soprattutto se il mese di aprile presenta un andamento favorevole allo sviluppo della generazione svernante, è consigliabile effettuare, dove superata la soglia (30 catture), degli interventi cautelativi per evitare di veder amplificare il problemi nei mesi a seguire.

 

Altre informazioni molto utili per stabilire il posizionamento dei trattamenti sono fornite dai bollettini tecnici provinciali di Produzione integrata elaborate sulla base delle indicazioni fornite dai modelli previsionali di sviluppo valide ovviamente anche per le generazioni successive.

 

Risulta quindi importante il servizio che è stato attivato dalla regione Emilia-Romagna del sistema di previsione e avvertimento per le avversità delle piante con lo scopo di fornire utili indicazioni sui momenti più opportuni per eseguire i trattamenti di difesa. Per fare questo, si utilizzano i modelli previsionali che sono in grado di simulare lo sviluppo dei principali insetti fitofagi delle colture frutticole. Il modello Mrv è del tipo “a ritardo variabile” è stato messo a punto e validato anche in campo per la Cydia molesta e l'Anarsia lineatella del pesco. Esso è in grado di simulare lo sviluppo della popolazione dell'insetto descrivendo il passaggio degli individui attraverso i propri stadi (uovo, larva, pupa e adulto) unicamente sulla base delle temperature rilevate in campo. Più precisamente, viene calcolata la percentuale di presenza di uova, larve, pupe e adulti sul totale della generazione, che hanno raggiunto quel determinato stadio.

 

Il modello Mrv viene impiegato nei programmi regionali di Produzione integrata e in agricoltura Biologica ha confermato la buona attendibilità della simulazione e quindi la validità del modello previsionale a supporto della difesa sostenibile del pesco dalla cidia e dall'anarsia.

 

Si ricorda come sempre che, il corretto utilizzo dei modelli è subordinato allo svolgimento di appropriati controlli in campo.

I prodotti

 

Dove non è possibile applicare la confusione o il disorientamento sessuale occorre mettere in campo un corretto piano di difesa integrata-biologica, preferendo l'impiego di formulati insetticidi a base di Bacillus thuringiensis (consentito anche in biologico) con particolare riferimento ai possibili interventi diretti al controllo delle giovani larve di anarsia.

 

Fra i diversi formulati di Bacillus thuringiensis impiegabili su pesco ci sono differenze significative di efficacia dei diversi ceppi nei confronti dei diversi fitofagi. In particolare, contro anarsia, la migliore attività risulta quella dei ceppi: B.t. kurstaki HD1, B.t. kurstaki SA11, B.t. kurstaki SA12, B.t. kurstaki EG2348.

 

Così come descritto anche all'interno dei disciplinari di Produzione Integrata, si consiglia di seguire le seguenti indicazioni:

 

- il Bacillus thuringiensis agisce per ingestione ed esplica la massima attività se applicato quando le larve sono nei primi stadi di sviluppo;

 

- si raccomanda di ripetere l'applicazione e di utilizzare formulati di recente produzione e ben conservati;

 

- in presenza di acque con pH superiore ad 8 è necessario acidificare preventivamente l'acqua prima di preparare la miscela;

 

- non miscelare con prodotti a reazione alcalina (calce e poltiglia Bordolese);

 

- assicurare una completa e uniforme bagnatura della vegetazione da proteggere.

 

Si sottolinea inoltre che la “Direttiva 128” promuove e incentiva, come strategia fitosanitaria sostenibile, l'applicazione delle tecniche di Agricoltura Biologica, nonché una graduale riduzione delle quantità di pesticidi impiegati attraverso un progressivo incremento nell'impiego di prodotti fitosanitari di origine naturale e a basso impatto ambientale.

 

Per evitare anche l'insorgenza di fenomeni di resistenza o il calo di efficacia degli insetticidi, si rende necessario limitare il numero di applicazioni all'anno e di alternare le sostanze attive con diverso meccanismo d'azione.

 

In caso di superamento soglia, solitamente il trattamento di apertura contro le generazioni successive dovrebbe prevedere l'impiego di un Mac (metossifenozide) oppure clorantraniliprole (=rynaxypir) in ovideposizione, prima della schiusura delle uova e della penetrazione delle prime larve, per poi continuare la difesa con larvicidi. Arrivando in prossimità della raccolta, invece, occorre ricorrere a prodotti caratterizzati da un breve intervallo di sicurezza, da una bassa residualità, da meccanismo d'azione diverso da Igr e fosforganici ed eventualmente attivi anche nei confronti di altri fitofagi: etofenprox, Bacillus thuringiensis, spinosad (consentito anche in biologico), emamectina.

 

L'evoluzione dei mezzi di difesa si è particolarmente accentuata negli ultimi anni e, in particolare l'applicazione della confusione o del disorientamento sessuale ha dimostrato di poter costituire un valido ed efficace metodo per la protezione del pesco da cidia e anarsia e si sta sempre più diffondendo, anche, come punto di riferimento delle strategie anti-resistenza, con innegabili vantaggi dal punto di vista eco-tossicologico.

Allegati

Scarica il file: Cidia e anarsia, sostenibilità incentrata sull’uso dei feromoni
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome