Eu Pig, una rete europea per l’innovazione in suinicoltura

Un progetto quadriennale che si pone l’obiettivo di condividere buone pratiche e risultati innovativi di ricerche utili per il progresso del comparto. Finanziato dai fondi di ricerca e sviluppo della Commissione europea Horizon 2020. Il Crpa fa parte del comitato esecutivo

Eu Pig Innovation group è la nuova rete tematica europea per l’innovazione delle aziende suinicole a cui partecipano il Centro Ricerche Produzioni Animali e l’Organizzazione Interprofessionale Gran Suino italiano, in rappresentanza dell’Italia. Si tratta di un progetto quadriennale che si pone l’obiettivo di condividere buone pratiche e risultati innovativi di ricerche utili per il progresso della suinicoltura. É finanziato dai fondi di ricerca e sviluppo della Commissione europea Horizon 2020 e gestito da un consorzio di 19 organizzazioni di ricerca e di produttori suinicoli europei, coordinato dall’ente britannico Ahdb, specializzato in analisi agricole tecniche ed economiche (www.ahdb.org.uk). Sono in tutto 13 gli Stati Membri coinvolti (UK, IE, NL, DK, FI, BE, DE, AT, IT, FR, ES, PL, HU), che rappresentano in Europa il 92% della produzione di carne suina e l’89% del patrimonio suinicolo. Il consorzio è composto da istituti di ricerca applicata, enti di sviluppo rurale, organizzazioni di produttori e singoli allevatori.
In Eu Pig il Crpa fa parte del comitato esecutivo del progetto ed è responsabile per l’analisi economica delle innovazioni in materia di gestione sanitaria degli allevamenti, identificate sulla base dell’evidenza scientifica e su proposta dagli allevatori suinicoli nei 13 Stati Membri. Inoltre il Crpa coordina la parte del progetto dedicata ai temi inerenti la qualità delle carne suine. La terza attività riguarda la diffusione delle migliori pratiche fra gli allevatori mediante schede informative che descrivono in modo pratico l’efficacia tecnica ed economica dell’innovazione e la fattibilità di applicazione nel contesto delle aziende suinicole italiane.
Eu Pig è l’occasione per i suinicoltori italiani di conoscere in un modo rapido e diretto le innovazioni aziendali applicate da suinicoltori attivi nei più importanti Paesi produttori, ma anche di proporre a livello europeo innovazioni già utilizzate con successo nel nostro Paese.
In Eu Pig i suinicoltori hanno un ruolo centrale nella identificazione dei fabbisogni prioritari d’innovazione e nella proposta e selezione delle relative migliori pratiche di allevamento, fungendo così da “ambasciatori” dell’innovazione, secondo la filosofia di Eu Pig.
Nei quattro anni di durata di Eu Pig le migliori pratiche innovative, suffragate dalla ricerca scientifica, verranno identificate e descritte mediante schede informative e verranno divulgate attraverso il sito web del progetto (www.eupig.eu) in tutte le lingue degli Stati Membri che partecipano al consorzio.

Quattro temi principali d’innovazione
Eu Pig si occupa di quattro temi principali d’innovazione: gestione sanitaria, zootecnia di precisione, benessere animale e qualità delle carni. Ogni anno vengono proposte, per ciascuno di questi temi, due sotto tematiche specifiche d’innovazione in relazione alle quali proporre e selezionare migliori pratiche innovative.
Nel corso del primo anno, le sotto tematiche relative alla gestione sanitaria hanno riguardato la riduzione dell’uso di antimicrobici e il miglioramento del livello di biosicurezza degli allevamenti. Per il secondo tema, zootecnia di precisione, sono stati scelti l’uso efficiente degli alimenti e l’uso efficiente dell’acqua di bevanda. Le due sotto tematiche d’innovazione in materia di benessere animale sono state: la gestione dell’allevamento senza il taglio della coda e le alternative alla castrazione chirurgica senza anestesia. Per la qualità delle carni la scelta è ricaduta sulle tecniche di riduzione dell’odore di verro nelle carni di suini maschi non castrati e sulle nuove filiere suinicole capaci di aumentare il valore aggiunto per i produttori e di soddisfare le nuove esigenze dei consumatori.
In relazione a queste sotto tematiche, 13 Gruppi Regionali di Innovazione Pig (Rpig), rappresentativi dei comparti suinicoli dei 13 Paesi membri che partecipano a Eu Pig, hanno proposto 248 migliori pratiche; queste sono state poi valutate da una rete di esperti per i quattro temi d’innovazione.

Le 8 migliori pratiche
Le 8 migliori pratiche selezionate nel 2017 da Eu Pig in relazione alle suddette sotto tematiche d’innovazione sono le seguenti:

  1. Per la riduzione dell’uso di antimicrobici, la pratica denominata “Uso di antibiotici a livello zero” dell’azienda olandese Van der Meijden che, a partire dal 2006, ha iniziato una collaborazione con l’Università di Wageningen. L’azienda è indenne da patogeni specifici (SPF - specific pathogen free) ed ha ridotto al minimo l’uso di antibiotici grazie un piano efficiente di biosicurezza interna ed esterna, all’utilizzo di protocolli di lavoro di facile applicazione e all’installazione di tecnologie di controllo del microclima di allevamento che garantiscono un efficacie ricambio d’aria con tenori minimi di ammoniaca. In particolare, nel reparto maternità, l’utilizzo di una piastra di raffreddamento del liquame a 15°C nelle fosse sotto fessurato.
  2. Per il miglioramento del livello di biosicurezza, la pratica denominata “Adozione dello strumento di BioCheck della biosicurezza a punteggio”, sviluppata dell’Università di Ghent, è utilizzata dal Dipartimento di sviluppo suinicolo dell’organismo irlandese Teagasc, nell’ambito del loro pacchetto di assistenza tecnica, per classificare 73 aziende suinicole (25% delle aziende suinicole irlandesi) ed identificarne gli interventi migliorativi prioritari per migliorare la salute e le prestazioni produttive dei suini, riducendo i costi di produzione.
  3. Per l’uso efficiente degli alimenti, la pratica denominata “Pesatura sistematica di routine”, è stata proposta in Danimarca per monitorare in continuo le prestazioni produttive dei suini. L’innovazione tecnologica consiste in un sistema automatico di pesatura settimanale di tutti i suini e di archiviazione e analisi dei dati per monitorare la crescita dei suini. Il sistema si presta per testare e confrontare razioni alimentari diverse per le diverse fasi di allevamento. Inoltre è utile per uniformare il peso individuale dei suini nei lotti destinati al macello.
  4. Per l’uso efficiente dell’acqua di bevanda, la pratica denominata “Acqua pulita e accessibile”, viene proposta in Danimarca per il trattamento dell’acqua destinata agli animali. La pratica prevede l’utilizzo di un sistema di trattamento di purificazione dell’acqua che limita anche la formazione di biofilm nelle tubazioni e si basa sull’impiego di un disinfettante biodegradabile e approvato per l’utilizzo in zootecnia. Per garantire l’igiene dell’acqua di bevanda ai suini appena svezzati i truogoli vengono lavati almeno una volta al giorno, il ché assicura che i suinetti iniziano bene la fase di accrescimento, riducendo l’insorgenza di patologie e riducendo, quindi, l’impiego di antibiotici in questa fase; quando i suinetti sono più cresciuti i truogoli vengono utilizzati solo per l’alimentazione liquida mentre l’acqua viene distribuita mediante abbeveratoi a coppetta (almeno uno per 28-30 capi e due per ogni box).
  5. Per la gestione dell’allevamento senza il taglio della coda la pratica “Azienda da ingrasso costruita nel 2016 che alleva suini con coda intatta”, è stata proposta in Finlandia dall’azienda Sikana Oy. L’allevamento dispone di 2.980 posti suddivisi in box da 10 posti ciascuno, a pavimento fessurato per un terzo e pieno riscaldato per due terzi. I ricoveri sono ventilati artificialmente in depressione. Nei box l’arricchimento ambientale è costituito da 2 tronchetti di legno per box e da truciolo di legno distribuito due volte al giorno. L’alimentazione liquida a base di grano, orzo, siero di latte e integratore vitaminico viene distribuita cinque volte al giorno in modo tale che il truogolo non rimanga mai vuoto e assicurando un fronte truogolo di 30 cm per suino. Le quantità di alimento da distribuire vengono aggiornate giornalmente sulla base del consumo alimentare. La qualità dell’acqua viene analizzata regolarmente e la pressione all’abbeveratoio viene regolata secondo la taglia dei suini. A loro arrivo i suini trovano un ambiente confortevole, preriscaldato, provvisto di lettiera, in cui viene somministrata nei truogoli una soluzione a base di elettroliti. L’allevamento è indenne da polmonite enzootica, rinite atrofica, rogna, salmonella, Prrs e dissenteria suina.
  6. Per le alternative alla castrazione chirurgica senza anestesia la pratica “Produzione di maschi interi”, proposta in Spagna, è largamente utilizzata per la produzione di suini leggeri. Si stima che attualmente l’80% dei suini spagnoli maschi non venga castrato allo scopo di trarre vantaggio dalla loro migliore efficienza produttiva, dalla maggiore salubrità delle carni che risultano più magre e dall’abolizione della pratica di castrazione che ha destato negli ultimi anni crescenti preoccupazioni da parte di cittadini e consumatori.
  7. Per le alternative alla castrazione chirurgica senza anestesia la pratica “Suini grassi maschi senza odore di verro”, proposta in Germania, si basa sui risultati di due studi finalizzati a ridurre l’odore di verro nelle carni suine mediante un programma di selezione dei verri terminali. L’odore di verro nelle carni è determinato, infatti, dal loro contenuto di androsterone e scatolo che è un carattere ad elevata ereditarietà; pertanto l’utilizzo di verri selezionati permetterebbe di ridurre pressoché a zero il rischio di odore di verro nelle carni dei suini leggeri. I costi di testaggio dei verri nell’ambito del programma di selezione vengono trasferiti sul costo delle singole dosi di seme ottenuto dai verri selezionati. Un vantaggio per i produttori di suinetti è rappresentato dal non dover più castrare i suinetti maschi; per gli ingrassatori l’allevamento di maschi interi comporta migliori prestazioni di accrescimento e di conversione del mangime in carne.
  8. Per le nuove filiere suinicole capaci di aumentare il valore aggiunto la pratica “Maiali di cuore”, proposta in Danimarca, prevede l’adozione di un sistema qualità basato sul benessere dei suini, secondo il quale le carni vengono etichettate con il brand “Heart pig”. I principali requisiti di benessere riguardano l’utilizzo di suini con coda integra, la stabulazione libera delle scrofe per quasi tutto il ciclo produttivo, salvo pochi giorni in concomitanza del parto, l’adozione di densità di allevamento inferiori a quelle di legge e la fornitura obbligatoria di paglia ai suini. Gli allevatori che aderiscono a questo sistema qualità ricevono un premio di 1,3 corone danesi (circa 17 €ct) per kg di peso morto che compensa i maggiori costi di produzione.

Nel 2018 verranno selezionate altre 8 migliori pratiche sulla base delle sotto tematiche d’innovazione e delle relative migliori pratiche che verranno proposte e/o segnalate dagli allevatori. Per accedere a ulteriori informazioni su Eu Pig e sulle relative migliori pratiche invitiamo gli interessati a consultare il sito web (www.eupig.eu).

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