L’innovazione si fa largo negli allevamenti di bufale

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Produzione di formaggi artigianali e investimenti nell’ammodernamento della conduzione degli allevamenti sono le principali innovazioni che la nuova generazione di allevatori sta introducendo nelle aziende bufaline campane. Tre casi aziendali di giovani allevatori tra Salerno e Caserta

La multifunzionalità entra anche nelle aziende vocate all’allevamento delle bufale, come nel caso di Salvatore Di Masi, che gestisce con sua sorella Annalisa un’azienda ad Altavilla Silentina (Sa) e che intende aprire un caseificio artigianale di bufala, dove si avrà la possibilità di acquistare prodotti caseari innovativi. L’energia richiesta da questa struttura sarà fornita da un impianto a biogas, che verrà realizzato in seguito all’interno della stessa azienda. Ma la strada della multifunzionalità è percorsa anche da Damiano Altieri, che nella sua azienda collocata a Eboli (Sa) ha deciso di creare una filiera chiusa per il latte aziendale, costruendo anche lui un caseificio.

La lavorazione all’interno dell’azienda del latte di bufala appare quindi una soluzione molto seguita da alcuni produttori decisi a innovare la propria impresa e da questo solco non si discosta nemmeno Pietro Parente, agronomo e proprietario d’un’azienda a Francolise (Ce).  Eppure Parente ha voluto andare oltre introducendo in stalla dei software che gli permettono di monitorare ogni capo singolo della mandria, di sapere quanto produce, cosa mangia e in che quantità. Oltre a questo ha introdotto innovazioni nella raccolta e nella conservazione dei foraggi, ricavando una migliore qualità degli stessi, ha dotato la sua stalla di un sistema temporizzato di raffreddamento che ricorre alla ventilazione e alla bagnatura dei capi fino a decidere di conferire i latticini che produce esclusivamente rivolti ai mercati esteri.

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