Robot di mungitura / Ballan – Michele Durante

Michele Durante e il proprio robot di mungitura.
Michele Durante: “Perché scommetto sull’innovazione tecnologica”. Questo allevatore trevigiano ha adottato il robot di mungitura, dichiara, per razionalizzare le operazioni di stalla. E quindi per contenere i costi di produzione del latte

Da quando ha preso le redini dell’azienda zootecnica di famiglia, Michele Durante, ventitreenne tecnico agrario di Ponzano Veneto (Treviso), ha premuto sull’acceleratore degli investimenti e dell’innovazione. La nuova stalla, più grande e tecnologica della precedente, è stata inaugurata nell’ottobre 2014.

Attualmente vi sono allevate una novantina di vacche (il 60-70% delle quali sono al primo parto), ma l’obiettivo dell’azienda è quello di arrivare a 120 capi. «Siamo partiti acquistando vacche Pezzate Rosse e Frisone Italiane – spiega Michele – ma ora puntiamo sugli ibridi. Per gli incroci, utilizziamo soprattutto seme delle razze Rossa Svedese (Srb) e Montbéliarde. Ci interessa avere in stalla vacche che producano sì molto latte e di qualità, ma anche rustiche, resistenti e longeve. Inoltre, con l’obiettivo di ridurre i tempi di lavoro, gli animali devono far registrare una buona attitudine al robot di mungitura». Il robot è stato installato dalla ditta Zootecnica Ballan, di Santa Maria di Sala (Ve).

Le dotazioni della stalla

Aumento della produzione e riduzione dei costi sono i due parametri costantemente nel mirino dell’imprenditore trevigiano. Per il latte, si punta gradualmente ai 32-33 l/g/capo, abbastanza facilmente raggiungibili quando tutte le vacche (o buna parte della mandria) saranno in piena lattazione.

Come fare? «La condizione principale – aggiunge Durante – è quella di somministrare agli animali una razione alimentare adeguata ed equilibrata. Quella, media, che prepariamo in azienda è composta da: 13 kg di insilato di erbai autunno-vernini (con circa il 16% di proteine); 6,3 kg di farina di mais e cotone; 4 kg di acqua; 2,8 kg di nucleo base (soia e girasole) e 2,2 kg di fieno. Ora distribuiamo il mangime con il carro unifeed, ma stiamo completando l’installazione dell’impianto di distribuzione robotizzato su rotaia, che, a regime, potrebbe farci risparmiare 30mila euro l’anno».

Nella stalla sono state installate anche 4 spazzoloni e 3 enormi ventilatori destratificatori. La zona di riposo è dotata di lettini in caucciù coperti da un po’ di paglia. «Il benessere animale è importante, per la vacca stessa e per la produzione del latte – sottolinea il giovane allevatore -. Combinato con l’alimentazione e una gestione perfetta dell’acqua per l’abbeverata, si riesce a ridurre di molto la spesa farmaceutica. Nella nostra azienda essa incide per una cifra pari a 0,005 euro per ogni litro di latte prodotto».

Dal punto di vista energetico, l’allevamento Durante è autosufficiente grazie a due impianti solari già installati per una potenza complessiva di 120 Kw. Ma a Michele non basta ancora. Infatti, sta valutando un certo numero di preventivi per l’installazione di un nuovo impianto a biogas.

Il robot di mungitura

Nel cuore dell’allevamento dei Durante, la Zootecnica Ballan ha installato un robot di mungitura; il robot è della danese Sac (modello Rds Futureline Max), commercializzato in Italia dal 2011. Una macchina “semiobbligata”, completamente automatizzata, con due postazioni di mungitura del costo (chiavi in mano) di 250mila euro, come viene dettagliato da uno dei titolari, il signor Enrico Ballan.

Le vacche hanno “libero” accesso al robot durante tutta la giornata. O, meglio, relativamente libero accesso. Infatti, all’interno della stalla dove le vacche si muovono liberamente, l’unico punto di congiunzione tra la zona di alimentazione e abbeverata e la zona di riposo, è proprio il robot di mungitura. Gli animali, perciò, per passare da un settore all’altro, incrociano obbligatoriamente una delle due postazioni della macchina.

Attraverso il collare identificativo, il computer che governa il robot, legge le informazioni relative a ogni capo, in tempo reale. Riconosce la storia giornaliera della singola vacca. Se è appena stata munta, la lascia passare senza ripetere l’operazione.

Se è stata munta non completamente (a esempio, per qualche motivo, è rimasta fuori dalla munta precedente una mammella), il braccio automatizzato che governa le coppe, procede a raccogliere il latte solo della parte rimasta fuori dall’operazione di raccolta precedente, senza ripassare sulle altre. Se la vacca non transita attraverso la macchina per un numero troppo elevato di ore (l’intervallo di tempo tra le munte è determinato dall’operatore; Michele l’ha impostato a 5 ore), scatta un allerta che l’allevatore deve interpretare e, di conseguenza, attivarsi per intervenire (mediamente, sono circa 4, giornalmente, gli animali ritardatari).

Il robot, dunque, in assoluta autonomia e senza necessità alcuna di intervento umano, provvede a lavare le mammelle, prelevare il latte, inviarlo alla vasca di refrigerazione (separando quello eventualmente non idoneo alla commercializzazione), distribuire il mangime e gestire l’eventuale aggiunta premiante per le vacche più produttive. Una volta uscita dal robot, la vacca deve percorrere un breve tratto di pedana per giungere all’area di alimentazione e abbeverata, consentendo in questo modo al capezzolo di chiudersi ed evitando l’insorgere delle pericolose e dannose mastiti.

Tagliare i costi di produzione

«Siamo sul mercato delle attrezzature zootecniche da oltre 40 anni - dice Ballan -. Il robot che abbiamo installato nell’azienda Durante è il modello più recente e automatizzato, con il minor costo di gestione annuale. È una macchina a due postazioni automatiche (ne serve una ogni 60 capi allevati) e indipendenti, che si caratterizza pure per il suo basso consumo energetico e di acqua. I detergenti utilizzati per la pulizia sono al 95% biodegradabili e vengono smaltiti attraverso i canali di depurazione aziendale che sono separati rispetto a quelli della concimaia».

«Credo che l’innovazione nella zootecnia sia una scelta obbligata – conclude Durante -. Diversamente, è difficile reggere i bassi prezzi ai quali ci viene liquidato il latte, anche se fai qualità (la media aziendale è caratterizzata da 4,00% grasso; 3,20% proteine; 110.000 cellule). Nel 2014, mediamente, abbiamo incassato 0,38 euro al litro (+ Iva). Nel primo semestre del 2015, il prezzo medio di vendita è sceso a 0,32 euro al litro (+ Iva). Una delle condizioni indispensabili per un allevatore da latte, dunque, non è solo quella di produrre di più, ma soprattutto quella di tagliare e ridurre i costi di gestione della stalla e di produzione del latte».

 

SCHEDA AZIENDALE

Denominazione: Azienda Durante.

Località: Ponzano Veneto (Treviso).

Razza bovina allevata: Frisona Italiana, Pezzata Rossa Italiana, ibridi.

Numero capi in lattazione: 85-90.

Ettari coltivati: 120 (20 ettari coltivati a erba medica, i restanti 100 a prato stabile).

Produzione latte: 28 l/g/vacca.

Qualità del latte: 4,00% grasso; 3,20% proteine; 110.000 cellule.

Robot di mungitura: Rds Futureline Max, realizzato dalla danese Sac, distribuito dalla Zootecnica Ballan di Santa Maria di Sala (Ve).

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