Bovini da ingrasso, protocollo per ridurre gli antibiotici

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Ricerca di due anni per valutare punti di forza e di debolezza rispetto agli standard, i possibili percorsi di adeguamento, l’onere economico e l'incidenza sui costi complessivi di produzione

Un innovativo protocollo per la valutazione e il miglioramento del benessere animale negli allevamenti bovini da carne (vitelloni e scottone), promuovendo al contempo l’uso prudente degli antibiotici in questo settore. Questo lo scopo del progetto finanziato dalla Regione Lombardia sulla misura 16.2 del Psr 2014-2020, prevede un durata biennale ed è coordinato da Inalca – Industria Alimentare Carni S.p.A. –, in collaborazione con l’Università di Milano – Dipartimenti di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare (Vespa) e di Medicina Veterinaria (DiMeVet) – e la Fondazione Centro Ricerche Produzioni Animali (Crpa) di Reggio Emilia.
Il protocollo si basa sul nuovo approccio integrato, denominato “One health”, che vede l’uomo e gli animali tra loro strettamente collegati sui temi della salute e della sicurezza alimentare. L’obiettivo prioritario consiste quindi nel garantire elevati standard di benessere animale in allevamento, mantenendone al contempo la sostenibilità ambientale ed economica. Il professor Carlo Angelo Sgoifo Rossi del dipartimento Vespa è il responsabile scientifico del progetto. L'attività prevede anche il coinvolgimento diretto di due aziende agricole, attive nel settore bovino da ingrasso in due province lombarde (Milano e Bergamo).

boviniSi punta al benessere animale
Grazie a questo progetto, verrà quindi reso disponibile alla filiera della carne bovina un innovativo protocollo per ridurre l’utilizzo di antibiotici, basato sulle più recenti acquisizioni scientifiche; verranno, altresì, migliorati i sistemi di stabulazione e la gestione degli animali tramite misurazioni indirette e rilievi diretti sui capi in allevamento.
Inalca e gli altri partner del progetto sono infatti convinti che i temi del benessere animale e dell’uso prudente degli antibiotici sono usciti dalla sfera degli addetti ai lavori ed intercettano sensibilità etico-sociali di particolare rilevanza per il consumatore, oggi più che mai disposto a riconoscere valore, di reputazione ed economico, in questi sforzi di miglioramento.
In ogni singola azienda agricola, l’applicazione del protocollo permetterà di individuare i punti di forza e di debolezza rispetto agli standard e agli indicatori individuati e i possibili percorsi di adeguamento, sia di tipo strutturale che gestionale, valutandone l’onere economico e la relativa incidenza sui costi complessivi di produzione.
Il raggiungimento di questo obiettivo potrà produrre un favorevole impatto sulla singola azienda agricola e sull'ambito territoriale in cui essa opera. Tramite l’applicazione di questo protocollo, gli allevatori, in collaborazione con i tecnici coinvolti, potranno infatti acquisire nuove conoscenze e competenze  su aspetti rilevanti della loro gestione, quali il livello di benessere degli animali, l’idoneità delle strutture, le caratteristiche dell'ambiente d’allevamento, i parametri gestionali e igienico-sanitari di produzione, fattori fondamentali per il miglioramento del reddito dell’attività zootecnica.
Il coinvolgimento come capofila di Inalca permetterà successivamente di disseminare questo tipo di servizio ad un ampio numero di allevatori operanti in Lombardia con i quali l’azienda opera stabilmente e di valorizzare l’esperienza acquisita nei segmenti a valle della filiera, in particolare presso la grande distribuzione organizzata, le aziende di catering e food service, fino al consumatore finale.

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