COLTURE ESTENSIVE

Con Ercole si tiene lontano il pericolo diabrotica sul mais

diabrotica mais
COLTURE ESTENSIVE – Siamo andati nell’azienda Bombonati di Sustinente (MN) per vedere l’applicazione alla sarchiatura nel momento della schiusura delle uova di diabrotica.

La distribuzione di Ercole in
sarchiatura insieme al concime azotato con una sarchiatrice appositamente
configurata.

Si chiama Ercole, è prodotto da Sipcam Italia ed è una novità
assoluta della campagna mais 2014 perchè è il primo insetticida a base di
lambda-cialotrina per il controllo dei terricoli, ma è l'unico registrato su
mais per l'applicazione alla rincalzatura. Questo significa che Ercole può
rivelarsi un mezzo prezioso e decisivo per il controllo della diabrotica, una
avversità tra le più temibili per il maiscoltore che sino ad oggi non ha avuto
a disposizione sistemi davvero efficaci per contrastarne i danni su mais.


Marco Bombonati scarica Ercole nella
piccola tramoggia dedicata a questo prodotto innovativo per il controllo dei
terricoli e della diabotrica.

E proprio per seguire in diretta il trattamento con Ercole alla
sarchiatura siamo andati nell'azienda agricola Bombonati Zenari Marco a Sustinente in provincia di Mantova. “Noi ogni anno
seminiamo circa 40 ettari di mais in rotazione con frumento da seme e soia,
dice Marco Bombonati. Da tre anni la diabrotica per noi costituisce un problema
serio, tant'è che abbiamo anche avuto un appezzamento completamente allettato
per i danni causati dalle larve alle radici delle piante.”

Ercole e la tramoggia dedicata
alla sua distribuzione. Questa tramoggia, in acciaio inox avente una capacità
di circa 90 kg di Ercole, è dotata di 6 distributori volumetrici
(microgranulatori) prodotti dalla ditta Gaspardo. Ad ogni microgranulatore è
affidato il compito di dosare Ercole per ciascuna fila di mais. L'azionamento
dei microgranulatori viene garantito da un rinvio a catena che prende il moto
da una ruota dentata a terra, la stessa che aziona i distributori del
fertilizzante.

La distribuzione in campo nel 2014

Come avete usato Ercole nel 2014? “Ercole è stato distribuito alla semina del mais, avvenuta
nella terza decade di marzo, alla dose di 12 kg/ha nel solco, insieme al
perfosfato triplo, per combattere gli elateridi e il risultato è stato ottimo.
Ora che il mais è alla sesta foglia, in concomitanza con l'operazione di
sarchiatura e di distribuzione dell'urea, effettuiamo il secondo intervento con
Ercole alla dose di 15 kg/ha; in questo periodo infatti siamo alla schiusura
delle uova e alla fuoriuscita delle larve di diabrotica, che corrisponde allo
stadio più pericoloso per i danni che procurano all'apparato radicale del mais.

Vista posteriore della
sarchiatrice a 6 file con telaio pieghevole idraulico della ditta Gaspardo,
mod. HS. La sarchiatrice è dotata di cassone per la distribuzione del
fertilizzante e di una piccola tramoggia centrale per la distribuzione di Ercole;
si tratta quindi di una macchina combinata, capace di eseguire con un solo
passaggio la lavorazione del terreno, l'apporto del fertilizzante azotato e
l'applicazione di Ercole.

Grazie a questa operazione Ercole dovrebbe garantire una riduzione
efficace di danni da diabrotica, con effetti positivi sulle rese. Queste misure
di contenimento delle larve assieme all'abbattimento degli adulti sulla parte
aerea e ad opportune misure agronomiche riteniamo possano condurre ad una
riduzione significativa delle infestazioni negli anni successivi.”

Particolare degli elementi
sarchianti: la macchina è dotata di elementi sarchianti standard con 5 molle
flex per elemento e paratie laterali proteggi pianta. Da notare i tubi
spiralati di colore grigio che trasportano Ercole dall'uscita del
microgranulatore sino alle parte posteriore della molla flex, in ciascuna
coppia di molle poste sul primo rango del sarchiatore. Dietro a queste è stato
posizionato un tubo di ferro che segue l'ansa della molla flex e che rilascia i
granuli di Ercole nel solco aperto dal vomere a lancia montato nella parte
finale della molla. Ogni fila riceverà Ercole su ambo i lati, ad una distanza
di circa 12-15 cm dal centro fila e ad una profondità di circa 6-10 cm. Questo
per garantire la migliore protezione dell'apparato radicale delle giovani
piante di mais.

Salvaguardare le produzioni

D'altra parte è fondamentale salvaguardare la produttività che
sugli appezzamenti di Bombonati raggiunge livelli ragguardevoli. “Come mais da
trinciato, dice Bombonati, abbiamo medie intorno ai 700 ql/ha per il frumento
tenero siamo sui 90 ql/ha e anche per la soia non ci lamentiamo con 45-50 ql/ha
di media.”

Marco Bombonati applicherà Ercole anche su altri appezzamenti.
“Visti i risultati delle prove effettuate gli scorsi anni da Sipcam
Italia sono convinto dell'efficacia di Ercole pertanto lo distribuirò anche sui
300 ettari a mais dell'azienda Serravalle Energia della quale mi occupo per la
conduzione tecnica. Si tratta di un'azienda che ha installato due impianti di
biogas da 1 MGW cadauno e che alimenta esclusivamente con insilato di mais e
altri cereali.”

Mais
allo stadio di 5-6 foglie che ha appena ricevuto la sarchiatura e
l'applicazione di Ercole. Da notare l'ottima lavorazione del suolo (si stava
operando su terreno tendenzialmente limoso, che presentava una tenace crosta
superficiale) ed il completo rispetto delle piantine di mais.

Le peculiarità di Ercole

La lamba-cialotrina presente in Ercole agisce per contatto ed
ingestione ed ha un'azione repellente, quindi contrasta l'avvicinamento dei parassiti alle piante
con un effetto barriera. Nel terreno il prodotto si fissa alla sostanza
organica e non si muove anche in situazioni di forti precipitazioni
garantendo una protezione degli apparati radicali per circa 60 giorni.

Il granulo di Ercole ha caratteristiche omogenee, è poco
igroscopico e non si impacca durante lo stoccaggio. Presenta un'ottima
scorrevolezza e agevola la taratura delle attrezzatura di distribuzione. Il
prodotto va distribuito su ambo i lati delle radici del mais interrato ad una
profondità di qualche centimetro il più possibile vicino all'apparato radicale
e per questo si ricorre ad assolcatori montati su una struttura portante
collegati al tubo di calata proveniente dal microgranulatore.

 

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