Mais, rese più ricche con la semina a diamante

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Nel 2016 in Italia la superficie seminata a mais è diminuita del 15% rispetto al 2015. Gli agricoltori stanno abbandonando questa coltura perché poco redditizia, ma l'innovazione può fare molto per invertire la rotta. Ecco un esempio di maiscoltura che fa tornare i conti

Un sistema di semina del mais ad alta densità che garantisce rese più alte fino al 20% rispetto alla media, concimazione a rateo variabile, trattamenti mirati contro le malerbe e mappatura dei raccolti per un monitoraggio completo del ciclo produttivo utile per migliorare l’efficienza delle lavorazioni, ottimizzare i costi e aumentare la redditività, oltre a migliorare l’impronta ambientale delle pratiche agricole. Tutto questo è possibile solo grazie alla combinazione degli strumenti tecnologici più avanzati a disposizione degli imprenditori agricoli ed è ciò che ha scelto di fare per la sua attività di contoterzista Flavio Lissignoli, che con la sua Agromeccanica Lissignoli Lavorazioni gestisce circa 1.500 ettari di terreni agricoli nella zona di San Paolo in provincia di Brescia

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La seminatrice Kverneland Optima AV e-drive

Semina, la scienza in campo
La spinta decisiva verso l’innovazione inizia nel 2012 con l’acquisto di una seminatrice Kverneland Optima HD e-drive trainata, con stacchi satellitari e con l’avvio delle lavorazioni di precisione. I risultati sono stati subito evidenti rispetto alla semina tradizionale, ma si poteva fare ancora di più.
Ecco allora che nel 2015 Lissignoli compra una seminatrice Kverneland Optima AV e-drive che consente la cosiddetta “semina a diamante” con file distanti 50 centimetri contro i tradizionali 70 e di concentrare fino a 11 piante per metro quadrato contro le 7/8 della vecchia semina. In questo modo la resa per ettaro di trinciato aumenta del 20% mentre quella di granella del 17%, passando da 150 a 170 quintali per ettaro di media. La nuova macchina per la semina a sette file consente di variare la larghezza di queste ultime da 70 a 37 centimetri, oltre a essere sollevata dal terreno, offrendo quindi un minor compattamento.
«Questo tipo di semina si può fare sia con l’aratura, sia con la minima lavorazione sia con la semina diretta – spiega Lissignoli – qui da noi il terreno è a medio impasto e non crea particolari problemi di ristagno idrico».
Ma adottando questa tecnica ci sono anche degli inconvenienti da affrontare: di certo con file di 50 cm è più difficile irrigare ed eseguire i trattamenti contro diabrotica e piralide. Poi, alla raccolta, c’è il problema dello spannocchiatore, di norma largo 70 cm: «Quando si fa trinciato non c’è problema – precisa il contoterzista lombardo – ma per fare granella bisogna affrontare la spesa dello spannocchiatore da 50, strumento che ho intenzione di acquistare proprio quest’anno».
La seminatrice è anche dotata di sincronizzatore, in modo che a fine campo quando la macchina rientra per riprendere a seminare, in automatico si riporta perfettamente in linea con le distanze prescelte sfruttando il segnale Rtk.

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Botte per diserbo Kverneland Ikarus

Concimazione mirata
Per distribuire i nutrienti Lissignoli utilizza uno spandiconcime Kverneland Exacta Geospread a rateo variabile con impianto anteriore completo di sensori di vigore OptRx AG leader e sensori ndvi/ndre a infrarossi per il monitoraggio dello stato di accrescimento delle culture. L’impianto è stato realizzato da Arvatec. Il sistema macchina/sensori/Gps è in grado di “leggere” il colore della pianta per stabilire quanta sostanza distribuire: «Ad esempio sui sormonti si risparmia almeno il 15% di concime – spiega Lissignoli – evitando anche il rischio di rovinare le colture per un eccesso di nutrimento».

Agrofarmaci: dove serve, quanto serve
Dallo scorso anno Agromeccanica Lissignoli esegue i lavori di controllo delle infestanti con un’innovativa botte da diserbo Kverneland Ikarus S28 con barra da 21 metri, controllo delle sezioni e possibilità di attivare e disattivare automaticamente le sezioni a bordo campo, oppure nelle aree già coperte, per minimizzare le sovrapposizioni e gli sprechi. Non solo: anche la distribuzione degli agrofarmaci è a rateo variabile: la regolazione della quantità avviene automaticamente in base alle impostazioni specifiche inserite per il tipo di campo sfruttando le mappe satellitari: dove il terreno è più sabbioso si distribuisce meno prodotto, dove è limoso/argilloso si aumenta la dose.
La macchina è anche rispettosa dell’ambiente e sicura per gli operatori, infatti, esegue in automatico al miscelazione delle sostanze e la pulizia dei contenitori a fine trattamento, minimizzando l’intervento umano e gli sversamenti di liquidi. Grazie ai sensori il carrobotte segue le tracce della trattrice evitando di rovinare le piante.

Flavio Lissignoli
Flavio Lissignoli

La mappatura dei raccolti
Sempre dalla scorsa stagione Lissignoli ha acquistato una trincia Claas jaguar 970 completa di quantimetro, in grado di realizzare mappe di produzione che permettono di chiudere il cerchio del monitoraggio del ciclo produttivo, ottimizzare tutti gli interventi in campo e ottenere risultati che fanno la differenza nel conto economico delle aziende.
Oggi sono circa 250 gli ettari coltivati con questo sistema innovativo, in crescita del 10-15% l’anno. Perché gli agricoltori pian piano si stanno rendendo conto della convenienza: più raccolto, meno concimi e meno fitofarmaci.

Se sei un agricoltore innovativo e vuoi segnalarci la tua storia scrivi a: simone.martarello@newbusinessmedia.it

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