LE NOSTRE INIZIATIVE

Soia da granella su minima e sodo

LE NOSTRE INIZIATIVE – Risultati produttivi e considerazioni tecniche delle prove agronomiche del progetto Agricoltura Blu nell’azienda Carpaneta di Ersaf.

L’adattamento della soia all’agricoltura conservativa sembra dipendere da alcuni fattori quali: a) l’apparato radicale non completamente fittonante e in grado di estrarre acqua da una estesa massa di terreno; b) la resistenza della pianta a brevi periodi di siccità senza subire stress idrici “di non ritorno”; c) il minore consumo complessivo d’acqua per completare il ciclo vegetativo rispetto, ad esempio, alla coltura di riferimento rappresentata dal mais.

L’obiettivo di questa prova agronomica, svolta nell’ambito del progetto triennale Agricoltura Blu in campo, effettuato presso l’azienda Carpaneta di Ersaf a Gazzo di Bigarello (Mn) e organizzato da Ersaf, Aigacos e dalla testata Terra e Vita de Il Sole 24 Ore, è stato quello di verificare se anche la soia su sodo in 1a semina è in grado di competere con la minima lavorazione dopo una precessione di mais granella.

Conduzione agronomica

Nella 2a decade di ottobre su una superficie con stocchi non trinciati di 1,5 ha è stata eseguita una fresatura con un attrezzo tradizionale; mentre sullo stesso appezzamento, un’eguale superficie, coltivata a sodo è stata invece trattata con Roundup 450 Plus (a 6 kg/ha) per una successiva semina autunnale di Brassica che pur subendo fortissimi danni da gelo è stata comunque necessariamente diserbata in primavera, con un secondo intervento a base di Roundup 450 Plus alla dose di 2,5 l/ha.

Nel corso dell’inverno non è stata effettuata alcuna operazione né su minima né su sodo.

Su minima, a maggio, il giorno prima della semina è stato eseguito il 1° e unico diserbo intercolturale con Roundup 450 Plus alla dose di 6,5 l/ha mentre su sodo prima della semina è stato fatto il 3° diserbo con Roundup 450 Plus alla dose di 7,5 l/ha

Le semine sono state eseguite con 4 varietà di soia (Demetra di Syngenta Seeds, PR92M22 di Pioneer, Atlantic di Venturoli e Dekabig di Agroqualità) sia per le due seminatrici da minima: Gaspardo e Kuhn che per le due da sodo: Bertini e Semeato.

Nella 3a decade di giugno tutta la soia è stata diserbata in post-emergenza con graminicida e dicotilenicida (il 20 giugno con Agil alla dose di 1,1 l/ha e il 28 giugno con Armony a 5 g/ha + Pulsar a 0,6 l/ha). Le irrigazioni sono state 4, esclusa quella di germinazione resasi necessaria per completare l’emergenza delle n. 4 varietà di soia seminate con Semeato.

La gestione del terreno

Nelle condizioni sperimentali autunnali di metà ottobre, su terreno umido, franco, con stocchi non trinciati e con una discreta presenza di giavone è apparsa irrealizzabile una minima lavorazione con un solo passaggio di un attrezzo trainato che, tra l’altro, avrebbe creato sicuramente dei cumuli di stocchi e di terra.

Un passaggio “leggero” a 12 cm circa di profondità di una fresatrice tradizionale, sebbene non dotata di organi estirpatori posteriori per la rottura della suola di lavorazione e per l’inversione delle particelle di terreno, ha reso possibile ed economico l’unico intervento meccanico prima della semina, in quanto ha svolto più funzioni contemporaneamente: 1) ha trinciato e semi-interrato gli stocchi (foto 1); 2) rispetto al sodo ha surrogato il diserbo autunnale e quello di fine inverno per il controllo della cover crop; 3) ha preparato direttamente il letto di semina; 4) ha favorito il drenaggio dell’acqua piovana; 5) ha mantenuto il letto di semina più caldo e quindi favorito l’anticipo di semina della soia; 6) ha mantenuto le scorte idriche del suolo perché in primavera il terreno è stato seminato direttamente senza alcun’altra lavorazione, proprio come avviene nella semina su sodo (foto 2).

Il fallimento della coltura di copertura con colza è stato determinato soprattutto dall’arrivo anticipato della 1a gelata (5 dicembre), in presenza di una semina a spaglio per altro tendenzialmente tardiva (5 ottobre) e con una elevatissima piovosità autunnale che ha causato prolungati ristagni soprattutto in corrispondenza delle ormaie.

Non si è salvato neppure il colza seminato, per errore, su una superficie di circa 2.000 m2, ad una dose di circa 5-6 volte la dose ordinaria di seme (foto 3).

Su minima la soia è stata seminata, in questa prova, con circa una settimana di ritardo, mentre su sodo il ritardo è stato di circa 2 settimane rispetto al periodo programmato.

Nonostante ciò, su minima, l’umidità e la struttura del terreno sotto-crosta hanno consentito un’emergenza estremamente regolare di tutte le varietà in prova.

Per contro, la semina su sodo ha trovato un suolo più tenace e tendenzialmente più asciutto in superficie e solo il seme depositato in profondità, entro i 5-6 cm in molti punti del campo, semina fatta casualmente con Bertini, è riuscito ad emergere con buona regolarità.

Il confronto tra i due sistemi di semina

Le produzioni riportate per il sodo nella tabella 1 sono leggermente sovrastimate perché riferite a parcelloni che non comprendono le aree prossime alle capezzagne; aree nelle quali, senza interventi di “ristoro” dalla compressione delle macchine e degli attrezzi, il sodo mostra limitazioni produttive molto più gravi rispetto alla minima; per contro, è utile considerare che, in questa prova, la minima è stata seminata con una settimana di anticipo rispetto al sodo.

Senza trascurare questi aspetti non secondari, il confronto minima-sodo ha evidenziato alcuni aspetti che meritano attenzione. Su minima, con terreno umido, è stato facile con una fresatura superficiale trinciare gli stocchi e le malerbe presenti, interrarli parzialmente e preparare un ottimo letto di semina. Nessun altro attrezzo trainato, oggi disponibile, sarebbe stato in grado, con un unico passaggio, di svolgere lo stesso lavoro e ciò anche per il fatto che il terreno umido solcato da organi fissi trainati, non si sarebbe “rotto/sbriciolato”, ma solo tagliato, creando per altro mucchi di stocchi e di terra con conseguente necessità di altri tipi di intervento prima della semina della soia.

Su sodo le intense piogge autunnali hanno generato scorrimento superficiale delle acque piovane, mentre su minima ciò non è stato osservato. Su minima la temperatura del terreno è risultata superiore rispetto al sodo, soprattutto nei giorni successivi una precipitazione e ciò per la minore velocità di asciugatura del terreno non lavorato e pacciamato con stocchi.

Il diserbo

Sulla lavorazione a minima si è reso necessario effettuare un solo diserbo con glifosate prima della semina perché l’azione rinettante della fresatura superficiale di metà autunno è stata efficace fino alla semina primaverile della soia; al contrario sul sodo con coltura di copertura sono stati fatti, sebbene con dosi molto differenziate, 3 diserbi con glifosate (uno autunnale prima della semina a spaglio della coltura di copertura, uno nella 1a decade di marzo per essiccare la coltura di copertura e un terzo a metà maggio prima della semina della soia). Se si considerano le diverse operazioni intercolturali, sul sodo se ne contano 4, contro le 2 della minima (fresatura e diserbo del giorno prima della semina).

Nascite e altezza delle piante

La soia seminata su minima con seminatrici Gaspardo e Kuhn è nata regolarmente; mentre la soia su sodo, seminata con Bertini e Semeato, una settimana dopo con terreno meno umido in superficie e temperature che si stavano innalzando, è nata bene solo dove è stata seminata in profondità nell’umido (anche oltre i 5 cm in qualche punto). L’investimento è risultato pari a 48 piante/m2 per la minima e a 41 per il sodo; mentre l’altezza media delle piante è stata di 104 e 97 cm rispettivamente per minima e sodo (tab. 1); la produzione di granella è stata di 4,1 t/ha al 14% U su minima e di 3,8 su sodo con una maggiore produzione della minima rispetto al sodo del 7% circa (tab. 1);l’umidità di raccolta della granella su minima è risultata pari al 15,1% mentre su sodo è stata del 13,5% con una maggiore umidità della granella pari al 12% rispetto al sodo (foto 4). La produzione di soia riferita invece alle due migliori condizioni agronomiche su minima e sodo, corrispondenti quest’anno alle seminatrici Gaspardo per minima e Bertini per sodo, è risultata rispettivamente pari a 4,3 e 4,0 t/ha 14% U.

Le produzioni

Dekabig, Demetra, PR92M22 e Atlantic , seminate su minima con Gaspardo, Kuhn e su sodo con Bertini, Semeato hanno prodotto rispettivamente: 4,1 – 4,1 – 3,8 – 3,8 t/ha 14% U con una umidità percentuale della granella alla raccolta rispettivamente pari a: 14,4 – 14,5 – 14,4 e 13,8 %. In prima semina la soia seminata su sodo ha evidenziato una produzione soddisfacente, sebbene inferiore alla minima fatta per altro, con un solo passaggio di una vecchia fresatrice senza ripuntatori e con interramento di 10-11 t/ha ss di stocchi in 12 cm di terreno (tecnica agronomica di per sé non consigliata da molti agronomi) e una umidità della granella alla raccolta addirittura inferiore alla minima nonostante il ritardo di una settimana della semina su sodo rispetto alla minima. L’entità della riduzione percentuale di produzione e soprattutto la riduzione dell’umidità della granella di soia su sodo rispetto alla minima evidenziano una maggiore suscettibilità della soia verso il sodo rispetto, ad esempio, al mais, le cui prove indicano maggiori riduzioni percentuali di produzione di granella e soprattutto un allungamento del ciclo vegetativo.

Di Gianni Colombari, Francesco Negri,
Paolo Preus, Fabio Araldi, Mario Marchesi
Gli autori sono di ERSAF – Ente
Regionale per i Servizi all’Agricoltura
e alle Foreste – Regione Lombardia
– Struttura “Sviluppo del
Polo di Carpaneta”

Per la collaborazione nello svolgimento
dei lavori si ringraziano
Mauro Grandi e Roberto Bartolini

Allegati

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