GESTIONE DEIEZIONI

Liquami:«Ne bastano 80 tonnellate per nutrire un ettaro di mais»

GESTIONE DEIEZIONI – E’ l’indicazione di Giuliano Oldani, contoterzista esperto nella distribuzione dei reflui zootecnici e autore di diverse prove in collaborazione con la Regione Lombardia.

La
corretta gestione dei reflui passa per un principio: distribuire invece di
smaltire. In altre parole, utilizzare letame e liquami per quel che valgono
invece di liberarsene scaricandoli in fretta e furia. A queste condizioni,
assicurano gli esperti della società di Oldani e Co Servizio&Qualità, i reflui diventano una risorsa preziosa e possono persino sostituire in
toto la concimazione di sintesi.

Vediamo le tecniche di
spandimento “ sostenibili” messe in campo da Oldani.

Distribuzione localizzata. Dietro alla
botte si colloca una barra con calate che portano il liquame fino a pochi
centimetri dal suolo. Rispetto allo spaglio, ha due vantaggi: localizza molto
bene il prodotto (si arriva a uno scarto del 5% rispetto al bersaglio, per i
sistemi più precisi) e riduce fortemente gli odori, perché i liquami sono
rapidamente assorbiti dal terreno.

Interramento
superficiale.
Dietro alla botte non
abbiamo le calate ma una barra con falcioni o dischi che incidono il terreno e
depositano il liquame a due o tre centimetri di profondità. Il sistema mantiene
una buona capacità di lavoro - si arriva a 8 km orari di velocità - e riduce
fortemente la dispersione dell'azoto ammoniacale, oltre a eliminare il problema
degli odori.

È
una soluzione valida soprattutto sui prati stabili, dove non sono necessarie
lavorazioni del terreno.

Interramento
profondo, primo tipo.
Può essere di
due tipi. Il primo - e più semplice - è quello effettuato con le ancore che
molti costruttori montano sulle botti. Senza dubbio evita la volatilità dell'azoto
ammoniacala e i cattivi odori, ma d'altra parte non sfrutta appieno il potere
fertilizzante del liquame, perché le ancore sono poste solitamente a una
distanza di almeno mezzo metro e in questo modo collocano il prodotto troppo
lontano dalle radici delle piante che si vengono a trovare tra le ancore.

Interramento
profondo, secondo tipo.
Il secondo
tipo di interramento prevede file molto più ravvicinate e soprattutto la
contestuale lavorazione del terreno, attraverso file di dischi o ancore. In
questo modo si ottengono due risultati: si distribuisce il liquame e,
contemporaneamente, si effettua una prima preparazione del letto di semina.

 

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