RINNOVABILI

Soltanto con la forza del sole orticole, frutta e aromatiche

RINNOVABILI – È nato il marchio “OhSole” dell’azienda Favella di Corigliano Calabro (Cs).

Non è un inno al dio sole o un omaggio all’influenza della canzone napoletana sulla cultura calabrese. Ma la sottolineatura che solo i raggi solari hanno contribuito alla crescita e alla maturazione di verdure ed ortaggi. Il marchio “OhSole” è stato coniato da poco, dalla tradizionale azienda Favella ubicata nel cuore della rigogliosa e ricca pianura di Sibari. La sede è lungo l’assolata strada statale 106 a Cantinella nel comune di Corigliano Calabro (Cs). Qui Nicola Rizzo ed il fratello Luigi non hanno interrotto una tradizione di famiglia che ha toccato gli ottant’anni di duro lavoro, nel “solco” dell’innovazione e della realizzazione di una filiera completa che andasse dalla produzione alla commercializzazione, non tralasciando il passaggio della degustazione e della tavola.

«Il filo conduttore – afferma Nicola Rizzo – è stato quello di lavorare a valle della produzione e l’ultimo atto sarà quello di mettere sul piatto i nostri prodotti. Infatti stiamo cercando di realizzare l’apertura di alcuni punti vendita – ristoro con tutte le specialità aziendali, in collaborazione con un famoso chef ed importanti istituzioni finanziarie».

Questa’anno Favella spegne ben ottanta candeline e nel corso dei decenni si sono succedute varie trasformazioni, ma quelle principali sono «relative al passaggio da azienda agro-pastorale della fine degli anni trenta ad una moderna azienda zootecnica alla fine degli anni sessanta» ricorda Nicola Rizzo.

L’allevamento bufalino

Poi l’ultimo passaggio, conseguenza delle richieste del mercato: «dall’allevamento vaccino a quello bufalino. Ognuno di questi passaggi è stato dettato dalle esigenze di mercato ed in particolare dalla necessità di arrivare sempre più vicino al consumatore».

Nel 2005 l’allevamento bovino è stato trasformato in bufalino con l’acquisto di materiale genetico altamente selezionato. Un allevamento moderno: parti destagionalizzati, fecondazione artificiale sul 90% della mandria, impiego di seme sessato. Una strada inevitabile per avere la giusta flessibilità e disporre del latte da avviare alla trasformazione in ogni mese, la produzione si concentra infatti per il 60% circa da marzo a settembre e cala del 2% circa da ottobre a marzo.

L’azienda oggi si presenta con due marchi importanti Torre Saracena e Bufavella. La prima è la linea di specialità agroalimentari calabresi dalle verdure sott’olio, alle creme di verdure, ai sughi, al riso, alle confetture extra di fichi e alle marmellate di arance moro e di clementine. Inoltre fanno deliziare il palato i bastoncini d’arancio e i quarti di clementine entrambe candite e ricoperte al cioccolato. Il secondo firma le mozzarelle e i derivati dagli allevamenti di bufala.

Oggi l’azienda ha creato il nuovo marchio OhSole che segna il sistema di produzione a forte rispetto ambientale per verdure e ortaggi biologici utilizzando solo la forza del sole.

L’azienda è a «forte vocazione ambientale e la dimostrazione è data dal fatto che le nostre stalle sono coperte da pannelli fotovoltaici – ricorda Nicola Rizzo –. Gli scarti della produzione, liquami e siero vengono trasformati in energia in un impianto di biogas e l’energia dell’impianto stesso viene utilizzata per riscaldare le serre fotovoltaiche, per una produzione invernale e quindi ad alto valore aggiunto, di funghi ed erbe aromatiche».

Per ogni kg di merce risparmiati 5 kg di CO2

Tra i prodotti di punta che arriveranno sul mercato con il nuovo marchio inneggiante al sole: anice, aneto, coriandolo, timo, origano, salvia, rosmarino, alloro, finocchio selvatico, lavanda, mirto, menta, prezzemolo, basilico e peperoncino. Inoltre piante e frutti: Stevia rebaudiana, Lycium barbarum, Moringa oleifera, fragoline di bosco, lamponi, more, tayberry, boysenberry, ribes, uva spina. Sono 30.000 mq di serre fotovoltaiche dove vengono prodotti le verdure e gli ortaggi tutti CO2 free. Per ogni chilo di merce prodotta si risparmiano circa 5 kg di CO2.

L’azienda prevede inoltre di dare ulteriore impulso al risparmio energetico attraverso la realizzazione di un parco fotovoltaico che consentirebbe il completamento del progetto OhSole e perché «avrebbe una ricaduta occupazionale significativa in un momento particolarmente difficile».

Il marchio OhSole è stato presentato al Cibus di Parma e rappresenta «un’evoluzione dei tempi che mi auguro – dice Nicola Rizzo con un pizzico di soddisfazione – ci consenta di poter produrre in futuro, utilizzando per quanto possibile, esclusivamente energie rinnovabili. Un esempio di tutto ciò potrebbe essere proprio il nostro nuovo parco fotovoltaico all’interno del quale si muoveranno soltanto mezzi elettrici o a biodisel ed utilizzeremo per l’irrigazione, esclusivamente l’acqua piovana raccolta in vasi e la termica dal nostro impianto di biogas». Tutto al naturale e a risparmio energetico senza sprecare risorse.

L’impianto fotovoltaico posto sui tetti dei capannoni è da 687 kW e ogni serra da 1 MW consente di risparmiare 1 milione di kg di CO2 all’anno e produce circa 1,5 milioni di kWh/anno. La superficie coperta da moduli è complessivamente per la serra e i tetti di 18.500 mq. Per i tetti sono stati investiti 2,3 milioni di euro. L’impianto da biogas da 999 kW ha previsto un investimento di 5 milioni di euro, è stato realizzato dal gruppo Rota e Gruppo Bruno e produce 7,5 milioni di kWh/anno e utilizza per il 70% scarti di produzione o piante non alimentari.

Risaie, oliveti e agrumi

Oggi l’azienda si estende su circa 430 ettari di cui 75 investiti a risaie, varietà arborio e karnak. Ben 18 sono gli ettari investiti ad oliveto con una buona produzione di olio e di aromatizzato al limone, mentre 72 gli ettari investiti ad agrumeti prevalentemente clementine. L’azienda per produrre foraggi utili all’alimentazione delle bufale ha a disposizione ben 230 ettari tra fieno di erba medica, trinciato di mais e triticale.

Infine, in azienda Favella esistono due serre fotovoltaiche da 1,50 ettari.

L’azienda possiede un allevamento bufalino di circa 1.000 capi e produce circa 700.000 litri di latte all’anno che viene trasformato nel caseificio aziendale tra mozzarelle, formaggi, yogurt, gelati al latte di bufala, pizza surgelata, preparata in pizzeria con forno a legna con la mozzarella di bufala.

Si distingue per utilizzo dei prodotti agricoli e derivati la linea di cosmesi al latte di bufala: crema mani, crema viso, crema corpo, bagno crema e burro cacao.

La carne di bufala viene venduta pure in pezzi sottovuoto, wurstel e hamburger surgelati.

L’azienda conta tra dipendenti fissi e stagionali circa 50 unità lavorative.

I mercati dell’azienda Favella spaziano in diversi continenti; una prima vendita viene effettuata direttamente al consumatore finale attraverso il punto vendita adiacente il caseificio. Le nazioni europee dove i prodotti sono diffusi sono: Germania, Inghilterra, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Belgio e Danimarca. Una buona presenza dei prodotti Favella con i vari marchi si riscontra in Nuova Zelanda, Usa, Australia e Giappone.

I programmi d’espansione e diversificazione non si fermano, dalla terra, al prodotto e al consumatore. Nicola Rizzo non ha segreti, per il futuro sarà implementata la linea di cosmesi al latte di bufala e la sperimentazione sulla Arundo donax per la produzione di biomassa vegetale e legnosa. 

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