Seme sessato, il laser per disattivare gli spermatozoi maschili

Questa nuova tecnologia è stata presentata lo scorso 14 novembre a Cremona in occasione del convegno organizzato da Abs Italia: un sistema “gentile” che promette risultati decisamente buoni

Da sempre il fatto di poter predeterminare il sesso dei vitelli è un sogno per gli allevatori, che potrebbero essere così in grado di programmare esattamente la quota di soggetti da adibire alla rimonta aziendale.
Per ottenere come risultato la separazione degli spermatozoi X da quelli Y, negli anni si sono susseguite diverse tecnologie più o meno efficaci, anche grazie alla scoperta dell’esatta differenza di contenuto di Dna tra gli spermatozoi maschili e quelli femminili.
Oggi la ricerca ha fatto un ulteriore passo avanti, e Abs Italia sta lanciando sul mercato Sexcel, un prodotto innovativo che promette grandi risultati dal punto di vista del tasso di concepimento.
Si tratta dell’applicazione di una nuova tecnologia, più “dolce”, che non sottopone le cellule all’alta pressione, alle correnti elettriche e alle forze di taglio che spesso vengono utilizzate negli altri sistemi.
Sexcel è stato presentato a Cremona lo scorso 14 novembre in occasione di un convegno svoltosi presso l’Hotel Palace, che ha visto la partecipazione, tra i relatori, di Karim Bitar, Ceo di Genus; Olivier Hiers, Brand Manager di Sexcel; Mitch Amundson, Global Dairy Brand Manager di Abs.

Karim Bitar, Ceo di Genus.

La sala era gremita da un gran numero di allevatori – d’altronde Cremona si trova nel cuore della zootecnia da latte italiana – a testimonianza del sempre crescente interesse per le novità in campo genetico, che rappresenta per gli allevatori un fattore cruciale per una mandria di qualità.
Karim Bitar ha tracciato un profilo di Genus a livello globale: un’azienda leader nel settore della genetica che può contare su più di 50mila clienti in tutto il mondo, ma soprattutto che ogni anno investe 50 milioni di euro, circa il 10% del fatturato, in ricerca e sviluppo.
Ed è proprio da questa tensione verso l’innovazione e il continuo miglioramento che è nato Sexcel, un nuovo prodotto basato su una tecnologia con un approccio completamente diverso rispetto a quelli convenzionali.
«A questo progetto – ha sottolineato Olivier Hiers – hanno lavorato ben 110 tecnici e 45 scienziati, che prima di entrare nella nostra squadra davano un sostanziale contributo in ambienti molto diversi tra loro, dalla medicina al settore aerospaziale. Questa diversità di background ci ha consentito di pensare fuori dagli schemi, ed arrivare a concretizzare questo nuovo e innovativo sistema».

Olivier Hiers, Brand Manager di Sexcel.

Sostanzialmente, il cromosoma X, quello femminile, è più grande del maschile Y e contiene il 3,8% di Dna in più. La differenza di massa consente di identificare i due tipi di cromosomi molto facilmente attraverso la colorazione del Dna: le cellule con il cromosoma femminile, quando vengono colpite da un fascio laser per il rilevamento, risultano più luminose. A questo punto, un laser per la neutralizzazione dei cromosomi rende inabili quelli del sesso desiderato, mantenendo nel seme solamente quelli funzionali al nostro obiettivo.
Questo processo, decisamente più “gentile” nei confronti delle cellule, ha ottenuto risultati molto positivi rilevati su allevamenti di tutto il mondo: con Sexcel, il tasso di concepimento relativo è arrivato a toccare il 90%, e Olivier Hiers ha portato le testimonianze di diversi allevatori italiani che hanno visto il Cr (Tasso di concepimento) aumentare anche del 15% rispetto alla vecchia tecnologia.
«I vantaggi non si contano solo in termini di aumento del tasso di concepimento – ha aggiunto Hiers – ma anche dal punto di vista produttivo: un recente studio condotto su quasi un milione e mezzo di vacche in lattazione ha evidenziato che gli animali che partoriscono femmine producono di più. Di particolare importanza sul futuro delle lattazioni è il sesso del primo vitello partorito: le vacche che partoriscono femmine producono in media 445 kg in più di latte nelle prime due lattazioni».
Per finire, i parti di femmine sono anche meno esposti a bio-contaminazioni, quindi un minore rischio di complicazioni nel post-parto.
«La tecnologia è nostra – ha concluso Hiers -. Nessun altro la possiede. Basiamo tutto su dati reali, dimostrabili, ed è questa concretezza che stiamo fornendo al mercato».

Mitch Amundson, Global Dairy Brand Manager di Abs.

Un seme di altissima qualità
L’ultimo intervento del convegno è stato di Mitch Amundson, che si è focalizzato sull’attività di Abs nella selezione genetica e nella produzione di seme di altissima qualità.
«Grazie al nostro lavoro – ha evidenziato Amundson – abbiamo calcolato che il nostro toro n.1 che nascerà alla fine di quest’anno avrà in proiezione 100 punti di NM$ sopra la media dei 30 migliori tori a livello mondiale».
Il NM$ (Net Merit) è un indice che incorpora diversi tratti distintivi delle vacche che hanno associati dei valori economici, vale a dire caratteristiche che possono produrre risultati economici significativi.
L’impegno di Abs nella selezione genetica è decisamente scientifico e basato sui numeri: i tecnici dell’azienda hanno calcolato che per produrre un toro d’élite, che quindi abbia un indice NM$ di molto superiore alla media (parliamo di 200 punti superiore) la probabilità è di 1/1.872. L’investimento in questo settore da parte di Abs è quindi molto elevato.

Progresso genetico più rapido
Il convegno si è concluso con molti e interessati interventi da parte del folto pubblico di allevatori: l’argomento è molto caldo, soprattutto perché i risultati che sono stati presentati dai relatori hanno fatto accendere più di una lampadina, anche per quanto concerne le opportunità economiche che deriverebbero da un maggior numero di vitelli femmine in azienda.
Oltre a una migliore produttività e la possibilità di ricavi dalla vendita di un surplus di femmine, il fatto di avere in azienda più vitelle consente un progresso genetico della mandria più rapido ed eventualmente l’inizio di un programma da carne o di crossbreeding per diversificare l’attività dell’allevamento.l

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