Innovazione varietale per stare sul mercato

innovazione
Confermata la strategia dell'innovazione varitale al convegno organizzato al Macfrut da Edagricole.

Non solo per rispondere alle crisi, ma anche soltanto per stare sul mercato la risposta più classica ed efficace resta l’innovazione di prodotto. Che in ortofrutta significa essenzialmente innovazione varietale. La validità di questa strategia è stata confermata da un convegno organizzato al Macfrut da Edagricole.

Qui Giuseppe Pallotti, di Apo Conerpo, ha sottolineato come questo grande gruppo stia mettendo a fuoco, «scoutizzando», decine di novità. Fra queste emergono la pera Falstaff e la susina Black Glamour. La prima è una specie di evoluzione dell’Abate ma più attraente per il colore rosso (vedi foto sopra, a sinistra) e ben gradita secondo un panel test anche per il gusto. La susina è più conservabile, si adatta agli impianti fitti e presenta un sapore più attraente.

Silviero Sansavini dell’Università di Bologna ha ricordato come l’innovazione varietale in frutticoltura si stia concentrando essenzialmente sulle caratteristiche qualitative. Un esempio su tutti le ciliegie, evolute in modo decisivo verso maggiori pezzature, colori più intensi e scuri; oggi sono più pesanti e duracine di qualche anno fa. E ha bollato come un luogo comune privo di fondamento l’idea secondo la quale l’elevato numero di varietà di pesche ostacoli la commercializzazione: permette al contrario di offrire al mercato frutti sempre al giusto grado di maturazione. Piuttosto converrebbe proporre “linee” di varietà di pesco, in modo da evitare di confondere il consumatore con troppi nomi diversi del frutto.

Intenso il lavoro di innovazione di prodotto anche in orticoltura. E’ il caso per esempio dell’esperienza di Orogel: al convegno Silver Giorgini, il direttore qualità della cooperativa, ha segnalato come l’azienda stia puntando molto sulla biodiversità, anche in chiave commerciale. E così a ricordato numerose nuove proposte come il friariello, il cavolo nero, il cardo, l’ortica, la soia, la borragine, il carciofo, la soia “edamame”, l’orzo a elevato contenuto di betaglucani…

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