SPECIALE MELO

Le nuove varietà resistenti alla ticchiolatura

SPECIALE MELO – A oltre quarant’anni dalle prime introduzioni, una nuova generazione di mele TR si sta affacciando sul mercato. La resistenza non è più il carattere principale, ma deve far parte dei pre-requisiti che una buona varietà deve possedere per poter essere diffusa su vasta scala.

Le discussioni attinenti alla deriva ed ai residui di fitofarmaci, la crescente consapevolezza ambientale del consumatore moderno e la probabile riduzione del rame nella melicoltura biologica stanno dando una nuova spinta all'interesse verso varietà con tolleranza o resistenza ai patogeni. Un terzo degli oltre 80 programmi di miglioramento genetico del melo esistenti al mondo (in Europa sono oltre il 70%) ha perseguito negli ultimi decenni come obiettivo primario la selezione di cultivar di melo resistenti alla ticchiolatura. Effettivamente, fino ad oggi, sulla resistenza a Venturia inequalis si è concentrata la maggior parte degli sforzi e si sono visti i migliori risultati nello sviluppo di nuove varietà ticchiolatura resistenti (TR). Le primissime iniziative in questa direzione si sono registrate oltre mezzo secolo fa nello storico programma americano PRI delle Università di Purdue, Rutgers ed Illinois. A metà degli anni '90, non solo in Europa, si è assistito ad una prima ondata di entusiasmo intorno alle varietà resistenti a ticchiolatura immesse in commercio. Questa prima generazione di cultivar portatrici del gene Vf originario da Malus floribunda, tra cui sono da menzionare soprattutto la serie Coop del programma americano PRI, la serie “Re” selezionata a Dresda in Germania e vari incroci francesi e cecoslovacchi, avevano però un valore agronomico o una qualità organolettica inferiore rispetto alle varietà tradizionali in coltivazione. In ultima analisi, queste varietà (es. Florina) che in quell'epoca hanno innescato un'ondata di euforia non si sono mai veramente affermate. Un'eccezione è forse Topaz, incrocio tra Rubin e Vanda originario dell'Istituto di Botanica Sperimentale di Praga, che si è consolidata nel mercato biologico tedesco, austriaco e svizzero e trova tuttora buoni sbocchi di mercato presso consumatori affezionati che preferiscono una mela acidula con un'aromaticità molto particolare quale essa ha. Tant'è vero che le stime di produzione del Bio Obst Forum europeo, un'organizzazione che riunisce i maggiori produttori biologici del continente (non vi aderiscono la Francia del Sud e l'Italia tranne l'Alto Adige) indicano una produzione totale di circa 15.000 t di Topaz su una superficie stimata intorno ai 500 ha in Europa, corrispondente comunque a circa il 10% di tutta la produzione melicola biologica. In Alto Adige, con circa 50.000 t, regione maggiormente produttrice di mele biologiche in Europa, nel 2013 si sono prodotte 1.240 t di Topaz su poco meno di 40 ha. L'attuale generazione di varietà resistenti a ticchiolatura disponibili commercialmente ha invece raggiunto risultati agronomici qualitativi che sono all'altezza delle varietà standard (rispetto a venti anni fa le varietà sono state totalmente sostituite). Tale affermazione è supportata dai risultati ottenuti, tra gli altri, nelle prove varietali presso il Centro di Sperimentazione di Laimburg, che da oltre tre decenni sta seguendo l'evoluzione delle varietà resistenti provando, di mano in mano, le novità che vengono proposte alla sperimentazione e dai “breeder” attivi nel mondo. Di seguito sono descritte, in ordine alfabetico, una quindicina di cultivar resistenti ritenute fra le più interessanti tra le oltre 100 che sono attualmente in prova nel campo di valutazione a Laimburg (220 m s.l.m.) e Laces (670 m s.l..m.); molte di queste sono già in un'ulteriore fase di valutazione, perché esistono già in alto Adige impianti pilota in varie zone microclimatiche caratteristiche della provincia.

Ariane

Incrocio sviluppato dall'INRA di Angers (Francia). Matura qualche giorno prima di Golden Delicious. Il frutto è rosso, attraente, con tipiche lenticelle pronunciate, con un sapore prevalentemente acidulo ed una polpa succosa. La pezzatura è medio piccola (risulta infatti difficilmente diradabile, motivo per cui non si è diffusa tra i produttori biologici) ed è suscettibile agli imbrunimenti interni se conservata in atmosfera controllata per un periodo medio-lungo. In Francia è da anni una realtà commerciale diffusa dal gruppo Novadì che riunisce la maggioranza dei vivaisti francesi, con circa 500 ha coltivati in produzione integrata ed un volume stimato intorno alle 20.000 t. In poche parole, una varietà “made in France” sviluppata, prodotta e commercializzata in Francia, anche se in Svizzera ed in Nuova Zelanda ci sono diversi ettari messi a dimora. Info:www.pomme-ariane.com

CH101 - Galiwa®

Varietà derivante da un incrocio del 1992 dell'istituto Agroscope di Waedenswill in Svizzera nell'ambito di un programma di miglioramento genetico che è co-sponsorizzato dal Consorzio dei vivaisti altoatesini KSB. Si raccoglie tra Gala e Golden Delicious; l'aspetto ricorda Gala, il sapore è più dolce: probabilmente è la cultivar resistente più dolce attualmente sul mercato. Colorazione e maturazione dei frutti sono molto scalari ed irregolari sullo stesso albero e la rendono improponibile per zone con clima caldo. Comunque, anche in zone di montagna richiede numerosi stacchi. In Svizzera negli ultimi anni sono nati i primi impianti commerciali.

CIV323 - Isaaq

Incrocio del CIV di Ferrara; lo sviluppo commerciale globale è da pochi anni in mano dell'altoatesina Kiku. Fiorisce in periodo molto precoce, matura tra Gala e Golden Delicious, sembra avere un'ampia finestra di raccolta, non soffre di cascola pre-raccolta, ma tende a leggera untuosità. Il frutto è decisamente (e volutamente) più piccolo di Gala, tant'è vero che i canali commerciali a cui si indirizza sono bar, distributori o negozi che chiedono una “mela snack” tascabile. Buona e costante la produttività; il colore del frutto è rosso scuro su oltre il 70% della superficie. Non si è notata finora rugginosità, va tenuta sotto controllo la suscettibilità all'oidio. Il sapore è equilibrato, con una piacevole e rinfrescante acidità; buona la conservabilità, ma soprattutto la “shelf life”. Al momento ci sono circa 8 ha di impianti pre-commerciali in Austria, Alto Adige e Pianura Padana.

Coop 39 - Crimson Crisp®

Cultivar ottenuta nell'ambito del Progetto americano PRI selezionata nel lontano 1979. Si raccoglie una settimana dopo Gala. Il potenziale produttivo è medio, tende ad allegare solo uno - due frutti per corimbo ed è pertanto facilmente gestibile. La forma del frutto è sferica, simmetrica, la buccia liscia con sovraccolore rosso luminoso appariscente. La polpa è fine, soda, croccante e succosa, il sapore equilibrato. Particolarmente sensibile all'oidio, in zone di montagna può mostrare anche irritazioni dell'epidermide sotto forma di spot neri la cui causa è ancora oggetto di studio. Comunque, le notevoli caratteristiche qualitative, di livello simile alle cultivar di riferimento standard estive, hanno indotto ad effettuare impianti commerciali pilota in Piemonte e in Francia. In particolare, in Italia finora sono state vendute quasi 200.000 piante.

Coop 43 - Juliet®

E' un altro incrocio dello storico programma americano PRI. Matura tardivamente, intorno a Fuji, mostra una buona produttività ed una pezzatura di poco inferiore a Fuji. È una varietà bicolore con tipica pruina, gusto dolce e buona conservabilità. Uno dei punti deboli è l'elevata suscettibilità alla butteratura amara. Varietà soggetta a vincoli di regime di coltivazione (è cioè solo concessa a produttori biologici) e commercializzazione; attualmente è a dimora esclusivamente in Francia in agricoltura biologica su oltre 250 ha. Info: www.pomme-juliet.com

Dalinette - Choupette®

Derivata da un incrocio tra due selezioni dell'INRA francese, questa varietà è produttiva e di facile gestione agronomica. Matura dopo Fuji; il frutto, di elevata consistenza, mostra colore rosso opaco su sfondo verde non sempre gradito. La tipologia gustativa è acidula alla raccolta, anche se il contenuto zuccherino è elevato. Al consumo il gusto è equilibrato, il sapore eccellente e l'aroma intenso. Può essere commercializzata con la denominazione varietale Dalinette da frutticoltori biologici o su mercati locali. Il marchio registrato Choupette® è riservato nell'ambito del club. Si coltiva prevalentemente in Francia su circa 100 ettari (60% a coltivazione integrata, il resto in agricoltura biologica). Info: www.pomme-choupette.com

Fujion

Incrocio effettuato dal CIV di Ferrara e lanciato insieme a Smeralda, Civren Renoir®, Gaia e Gemini sotto il marchio collettivo Sweet Resistants®, alludente al fatto che si tratta di varietà resistenti con sapore dolce. Il nome Fujion, invece, allude alla similitudine con Fuji. Oltre ad essere resistente, Fujion in confronto a Fuji non ha problemi di alternanza. Matura intorno a Fuji, ha una pezzatura leggermente minore ed una forma un po' meno globosa. Presenta una leggera pruinosità su colore di copertura rosso con striature evidenti. Il gusto e la polpa sono comparabili ad una Fuji alla raccolta; nella media e lunga conservazione tende però a perdere la succosità e la fragranza della polpa. Non è una varietà club, ma è prevista una “entry fee” ed una soglia minima di ettari da piantare per poter essere coltivata. Al momento hanno aderito 140 produttori che hanno messo a dimora circa 60 ha. Sara diffusa commercialmente anche attraverso il marchio “Melapiù”.

Inored - Story®

Dopo Ariane, questa varietà sembra essere la migliore uscita dal programma francese di Novadi. È una varietà adatta ai climi caldi dove si ottiene un buon livello di colorazione. La pianta pecca in vigoria e va quindi gestita con le dovute attenzioni. La forma conica è molto regolare, il gusto dolce, la polpa compatta, ma poco succosa dopo conservazione. In climi freschi si sono registrate perdite importanti per imbrunimenti interni, sembra quindi una delle poche cultivar più adatte al clima caldo di pianura. Dal suo lancio commerciale nel 2011 sono state messe a dimora 250.000 piante. Sembra che venga propagata e diffusa in Italia senza clausole di Club.

KSB 406/1

E' un incrocio tra Topaz e Cripps Pink sviluppato nell'ambito di uno specifico progetto di miglioramento genetico dell'Istituto di Botanica Sperimentale di Praga finanziato dal Consorzio dei vivaisti altoatesini KSB. Ha una produttività media e costante. I frutti sono estremamente omogenei come pezzatura, forma e colorazione. La colorazione rosso rosata è molto accattivante, il sapore è mediamente intenso, leggermente acidulo con note profumate. Da verificare la tenuta della consistenza in conservazione visti i risultati finora modesti in frigoconservazione ad atmosfera normale. Negli ultimi anni sono stati messi a dimora impianti pilota pre-commerciali in Alto Adige e Germania.

Ladina

Incrocio svizzero proveniente da Agroscope Wädenswil che si distingue per il suo particolare aroma che ricorda la pesca e frutti esotici. Il frutto è appiattito, con colore rosso intenso e polpa succosa. Secondo lo “screening” eseguito da Agroscope questa selezione, oltre ad essere resistente alla ticchiolatura, ha una suscettibilità molto bassa al “colpo di fuoco batterico”. In conservazione può presentare una fisiopatia della buccia che si manifesta con macchie scure; tale aspetto è al momento soggetto di approfondimenti scientifici.

Lb 17906

Iniziato nel 1997, il programma di miglioramento genetico del Centro di Sperimentazione di Laimburg inizia a sfornare i primi risultati concreti. Questo incrocio tra Topaz e Coop 38 GoldRush® è stato selezionato per la sua eccellente conservabilità. La pianta ha un habitus compatto, da verificare ancora la costanza di produzione. Matura tra Fuji e Cripps Pink; il frutto è tipicamente bicolore con un rosso brillante. Il gusto variaa da acidulo a bilanciato a seconda del sito di produzione e della durata di conservazione. Si nota una buona aromaticità. I primi alberi sperimentali sono stati piantati a Laimburg nel 2008, di seguito sono stati distribuiti ad una dozzina di istituti europei che effettuano prove varietali ed è stato inserito insieme ad altre sette cultivar in uno specifico progetto locale per la selezione di varietà resistenti per l'Alto Adige, con impianti pilota in vari siti climatici della provincia. È in corso la procedura per l'ottenimento della privativa comunitaria.

Lumaga - Galant®

Incrocio tra Resi e Delbard Jubilee effettuato dal breeder privato svizzero Markus Kobelt. La pianta è di vigoria media. Matura poco prima di Golden Delicious, è un frutto bicolore con tonalità rossa attraente coperta da leggera pruinosità, su sfondo verde. È meno dolce di Gala, presenta una buona tenuta della consistenza della polpa. I primi impianti sono stati messi a dimora nella regione melicola intorno al Lago di Costanza ed in Sassonia; in Italia questa varietà sta suscitando forte interesse in Trentino.

SQ159 - Natyra®

Incrocio olandese dell'Università di Wageningen, uno dei due parentali è Elise. L'albero mostra vigoria molto scarsa. Matura con Braeburn, il frutto è molto aromatico, succoso e croccante, di colore rosso scuro, a volte brunastro. In impianti giovani sui frutti si possono notare vari disturbi fisiologici, dal “cracking” all'accumulo di clorofilla nella zona peduncolare. Inizialmente il “variety manager” Springquest aveva preso un accordo con i produttori biologici tedeschi che hanno ottenuto accesso prioritario a questa varietà piantando finora 200.000 piante. Di recente Springquest ha cessato la sua attività e SQ159 non è più soggetta a vincoli di impianto e commercio.

UEB32642 - Opal®

Trattasi di un altro incrocio dell'Istituto di Botanica Sperimentale di Praga di un certo interesse. Senza dubbio è tra le mele a buccia gialla più promettenti, indipendentemente dalla sua resistenza. Matura due settimane dopo Golden Delicious. Ha una polpa soda e un sapore molto tipico ed intenso. La rugginosità può manifestarsi anche oltre alla zona peduncolare, tant'è vero che chi la sta lanciando commercialmente sta creando l'immagine di una mela rustica. In Europa sono state messe a dimora oltre 500.000 piante; negli Stati Uniti l'azienda Broetjes sta introducendo con successo questa varietà dal colore giallo paglierino, con difetti cosmetici, ma con un sapore superiore alle mele in concorrenza. Info: www.opal-apple.com

Conclusioni

Nella tabella 1 è riportata una stima delle superfici di varietà resistenti alla ticchiolatura messe a dimora nel mondo, che comunque non oltrepassano nel totale i 3.000 ha. Siamo quindi solo agli inizi di una possibile evoluzione. La varietà più piantata secondo questa statistica risulta CIVG198 Modì®, inoltre la maggioranza degli impianti si trova nel Continente Europeo. L'interesse nei riguardi di varietà ticchiolatura resistenti nell'emisfero meridionale è tuttora molto modesto, anche se si intravedono i primi segnali anche in queste zone di produzione. Ne è un esempio il recente lancio in Australia della varietà ticchiolatura resistente Kalei Azana® sviluppata dal DAFF Queensland, per la quale non sono ancora disponibili risultati di prove in Europa. Nonostante il generale crescente entusiasmo, soprattutto in Europa, va infine sottolineato che l'attuale generazione di varietà resistenti porta un solo gene di resistenza, cioè una cosiddetta resistenza monogenica. In alcune zone dell'Europa settentrionale questa resistenza è già stata sorpassata (vedi la cv Coop 38 GoldRush®); fortunatamente non ancora in Italia. Inoltre, la gamma di malattie fungine che minacciano la melicoltura non si ferma alla sola ticchiolatura; oltre all'oidio, nei frutteti altoatesini e non solo la sfida è quella di controllare in modo efficace altri funghi come Alternaria, Marssonina, patina bianca; altri pericoli vengono da “colpo di fuoco batterico”, fitoplasmi e da una vasta serie di insetti. Il mondo della ricerca è già attivo su questo fronte; si sta lavorando per creare la terza generazione di varietà resistenti, cercando di combinare, ovvero “piramidizzare”, varie fonti di resistenza alla ticchiolatura aggiungendo anche resistenze ad altri patogeni. Nella tabella 2 sono elencate le fonti di resistenza finora identificate e pubblicate, per le quali sono stati anche sviluppati marcatori molecolari che rendono possibile la cosiddetta selezione assistita (“marker assisted selection” MAS). È chiaro che anche per questa terza generazione di varietà resistenti che vedremo comparire a partire dal prossimo decennio la qualità dei frutti non potrà essere trascurata, ma anzi essere almeno pari alle altre varietà diffuse sul mercato. Il primo motivo per cui le mele vengono comperate e consumate è e resterà la qualità estrinseca ed intrinseca, di certo non la resistenza a patologie.

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