DOSSIER MIGLIORAMENTO GENETICO

Nuove mele selezionate a Bologna per qualità e resistenza alla ticchiolatura

DOSSIER MIGLIORAMENTO GENETICO – Derivate dal programma di miglioramento genetico dell’Università di Bologna (CMVF-DCA) presso il Centro Sperimentale di Cadriano, le selezioni più interessanti sono ora affidate a valutazioni esterne e di mercato.

La coltura del melo, in Italia, è da tempo caratterizzata da una graduale evoluzione verso sistemi intensivi e specializzati, che si pongono ai più alti livelli mondiali per efficienza ed eccellenza delle produzioni frutticole. Nel volgere di un trentennio (1980-2008) sono state licenziate, nel mondo, più di 1.500 nuove varietà di provenienza soprattutto americana, europea (Repubblica Ceca, Francia, Russia, Italia, Germania, ecc) ed asiatica (Cina, Corea e Giappone) (8).Le varietà introdotte negli ultimi anni derivano da programmi di miglioramento genetico pubblici e privati, nazionali ed internazionali, di ampio respiro. Il settore commerciale continua a proporre a getto continuo nuove varietà: per le principali mele policlonali, non fa in tempo ad affermarsi una mutazione migliorativa che già ne vengono lanciate altre con l'“ambizione” di sostituire la precedente (7).

Obiettivi del miglioramento genetico

Generalmente si mira all'ottenimento dell'ideotipo della cosiddetta “mela perfetta”, che affianca alle caratteristiche organolettiche anche presenza estetica ed “adattabilità” ambientale. Dal punto di vista merceologico, lo scenario di commercializzazione induce a scelte differenziate, visto che la qualità delle mele cambia da mercato a mercato, oltre che nel tempo (8). I principali obiettivi del miglioramento genetico vanno alla ricerca di nuove caratteristiche ad alto contenuto ecologico, ossia con resistenze alle principali malattie e avversità e quindi a ridotto fabbisogno di trattamenti, a basso impatto ambientale e a basso fabbisogno “energetico” (come acqua e nutrienti) (6, 8).
I mercati del Sud Europa o americani ricercano mele dolci, aromatiche (poco acide o subacide, tipo dessert) con polpa fondente o relativamente soda, croccante, succosa, fine ed attraente (aspetto, pezzatura, forma e colore), mentre nel Centro-Nord Europa si prediligono mele di polpa soda ed acidula, adatta al fuori pasto. In alcuni mercati asiatici sono più gradite, invece, mele sode, croccanti, succose, dolci-subacide, moderatamente aromatiche e serbevoli. In altri, viceversa, la preferenza è rivolta a frutti con gusto prevalentemente acidulo, con polpa croccante come Braeburn e Pinova o anche soltanto acidula, poco dolce e poco aromatica, come Granny Smith. La polpa deve essere, in ogni caso, succosa, abbastanza consistente e croccante, mentre il colore e la forma possibilmente di aspetto gradevole e facilmente riconoscibile (7). Infine, una nicchia di mercato è rappresentata dal ritorno, moderato, ma continua crescita, ad “antiche varietà” del cosiddetto germoplasma (di forma variabile, non sempre sufficientemente colorate e sode, in genere anche poco succose, ma di buone qualità gustative e serbevoli). Tuttavia, la melicoltura industriale, al momento, difficilmente riesce a trovare spazi per occuparsi di queste piccole, ma significative realtà, che ancora resistono, anche numerose, come ad esempio in Piemonte (7).
Pertanto lo scenario mercantile internazionale lascia spazio a diverse tipologie di prodotto, verso cui si devono indirizzare necessariamente anche le varietà di mele licenziate in Italia (6, 7). Tra gli obiettivi del “breeding” sta assumendo sempre maggiore importanza la serbevolezza (con o senza atmosfera controllata) e la conservabilità fuori cella dei frutti maturi (“shelf-Iife”), nonché alcuni aspetti agronomici come la compattezza della chioma, la facilità di gestione dell'albero (per ridurre i costi), la capacità dell'albero di produrre con costanza (per ridurre l'alternanza), l'attitudine a produrre un solo frutto per corimbo, grazie ad infiorescenze monocarpiche, capaci geneticamente di auto-diradarsi (“self-thinnig”), la resistenza alla cascola, alla rugginosità, al “cracking”, ecc. In tutti i programmi di miglioramento genetico comunque, il primo obiettivo resta l'ottenimento della resistenza alla ticchiolatura. Il gene Vf (da M. floribunda 821) (la nomenclatura internazionale è variata, vedi Bus et al, 2011), è ancora quello più utilizzato, ma negli ultimi anni si cerca di rendere durevole la resistenza introducendo anche altri geni (Vh2, Vh4, Vr2, Vb e Vm). La “piramidizzazione” di più resistenze consentirebbe, infatti, di evitare il pericolo del loro superamento e quindi della perdita di resistenza al patogeno, obiettivo già parzialmente raggiunto in alcuni centri del Nord Europa (6, 8).
Oggi le varietà resistenti a ticchiolatura hanno raggiunto buoni livelli qualitativi, paragonabili agli altri standard di prodotti in commercio. Quelle disponibili sul circuito vivaistico sono in realtà portatrici del solo gene Vf che conferisce resistenza alle comuni razze di ticchiolatura. Il gene Vf, però, è già stato superato da alcune razze (n° 6 e 7) in alcuni Paesi del Centro Nord Europa, ma fortunatamente non ancora in Italia (5). Tuttavia, nonostante il progressivo diffondersi di nuove varietà resistenti, i rischi di superamento delle resistenze derivano anche dalla comparsa di ceppi del patogeno (5).

Il programma di miglioramento genetico al DipSA

I principali obiettivi su cui è incentrata l'attività di breeding del melo del DipSA di Bologna sono tre: la resistenza ai patogeni, principalmente ticchiolatura (Venturia inaequalis) e, secondariamente, oidio (Podosphaera leucotrica), e la qualità del frutto. Relativamente al primo scopo sono stati utilizzati, negli ultimi anni, come parentali, una decina di cultivar fra cui in particolare GoldRush, Primiera, Prime Red, Crimson Crisp (tutte e quattro con resistenza di tipo monogenica derivata dal Vf) e Ariwa, la quale accanto al gene Vf presenta resistenza ad oidio (Pl2). Oltre a varietà portanti il gene Vf, sono state utilizzate anche altre fonti di resistenza, tra queste Murray (Vm), Realka (Vh2 e Vh4), Antonovka e Hansen's baccata 2 (Vb). Alcuni di questi incroci avevano l'obiettivo prioritario di poter studiare la segregazione di questo carattere soprattutto nelle progenie derivate da incroci con specie selvatiche. Per questo, oltre alle tradizionali fonti di resistenza monogenica, sono statI utilizzati anche genotipi che presentano elevata tolleranza a ticchiolatura in condizioni di pieno campo. Tra queste si segnalano le varietà autoctone Durello di Forlì e Renetta Grigia di Torriana che presentano anche un habitus di tipo spur. Queste antiche varietà, insieme ad altre della collezione di germoplasma di Cadriano (Bo), grazie al progetto Europeo FruitBreedomics (3, 8) sono da qualche anno oggetto di studi molecolari e fenotipici relativi all'accertamento delle caratteristiche di resistenza e qualitative del frutto.
Il programma di MG dell'Università di Bologna, già CMVF-DCA (fino al 2012), è iniziato nel 1977. Fino al 2000 ha usufruito di finanziamenti del Mipaaf (Progetto Frutticoltura) e, successivamente, di un biennio di contributi concessi dal Consorzio New Plant di Forlì. Nell'intero periodo di vita del programma sono stati eseguiti quasi 600 incroci per un totale di circa 50.000 semenzali. Ad oggi sono rimaste in campo poco meno di 300 progenie per un totale di 12.052 piante (Tab. 1).
Dal 1992 i semenzali sono stati sempre innestati su M9 fin dal secondo-terzo anno di vita; le piante che nel primo stadio di selezione (S1) presentano caratteristiche interessanti vengono poi replicate (in numero da 3 a 10 per semenzale) e portate al successivo stadio di selezione (S2), che prevede anche la distribuzione ad altre sedi per testare le caratteristiche dei semenzali selezionati in ambienti diversi. Il ciclo di compimento dei tre stadi selettivi è, dunque, molto lungo (l'intero percorso richiede mediamente 15-20 anni ed oltre), come è successo, per esempio, per la varietà Gold Chief®, i cui incroci vennero eseguiti nel 1981, mentre la licenza di brevettazione è stata rilasciata all'inizio degli anni 2000.
Lo scopo prioritario del presente lavoro è quello di segnalare alcune valide selezioni di melo (ora in fase S2 e S3) con caratteristiche qualitative paragonabili o superiori agli standard varietali attuali, ma dotate anche di resistenze monogeniche o poligeniche a Venturia e/o ad altri patogeni. L'identificazione delle migliori selezioni di melo, emerse dal programma di breeding di Bologna, è scaturita da una indagine multidirezionale relativa alla caratterizzazione fenotipica delle selezioni (albero e frutti) e al superamento di panel test sensoriali con analisi comparate dei frutti con varietà standard di mercato. Inoltre, il DipSA ha già raccolto giudizi provenienti da centri di valutazione esterna (CReSO di Cuneo e ISF di Verona), per cui è già in grado di distinguere il comportamento delle selezioni in aree di pianura e collina. Nei prossimi anni le valutazioni saranno estese anche ad altri centri e saranno programmati dei “consumer test” per determinare l'accettabilità del mercato.

Caratterizzazione fenotipica

Gli elementi annotati per la fenotipizzazione dei semenzali sono stati distinti in caratteri dell'albero e caratteri dei frutti, seguendo la metodologia già descritta da Gregori et al (2013). Nel corso delle ultime sette annate (2007-13) sono stati acquisiti quasi 400.000 dati fenotipici dagli oltre 12.000 semenzali presenti in azienda.

I panel test

Al fine di valutare gli aspetti qualitativi dei semenzali presenti nei campi in osservazione, nello stadio S1 e S2 sono stati eseguiti in parallelo, per alcuni anni, panel test sensoriali, per cui ciascuna selezione è stata sottoposta a prove di assaggio più volte nel corso degli anni. Queste valutazioni ripetute sono state accomunate ed espresse come media di più saggi. Si tratta, come noto, di valutazioni (test) collegiali (panel) di caratteri gustativi dei frutti (“tasting”). Per quanto riguarda le procedure e modalità di esecuzione dei panel test si rimanda alla metodologia analitica di comparazione già descritta da Gregori et al (2013). Le valutazioni sensoriali si sono avvalse, per ogni sessione di assaggio, dell'apporto di un numero variabile di assaggiatori esperti (4-7). I frutti scelti facevano parte di un gruppo di semenzali (stadio S2) che negli ultimi anni hanno presentato una o più caratteristiche organolettiche e fenotipiche positive, comparabili o superiori agli standard presenti in commercio.
Oltre alle due valutazioni, gustativa ed estetica, delle mele a confronto, sono stati presi in considerazione anche i dati delle analisi fisico-chimiche di laboratorio. Per tali analisi sono stati scelti campioni omogenei, uniformi per pezzatura e colore, pienamente rappresentativi delle mele di origine. Le mele, dopo la raccolta, sono state poste a temperatura di conservazione di 2°C con umidità relativa superiore al 90% (generalmente i frutti sono stati mantenuti in cella di conservazione per circa 1 mese), poi tenuti per uno o più giorni alla temperatura di 20°C fino alla maturazione di consumo e quindi alle analisi qualitative. I dati raccolti sono stati elaborati ed analizzati secondo il test statistico della “scala di valori” (4).

Confronto fra le singole selezioni (test a “scala di valori”)

Questo tipo di saggio, comparato tra selezioni e varietà di riferimento, ha consentito di giudicare le varietà per ciascun carattere mediante l'utilizzo integrale dei parametri inclusi nel panel test. I parametri esaminati sono stati: durezza, croccantezza, succosità, farinosità, dolcezza, acidità, aromaticità, sapore (giudizio globale) e, post-assaggio, aspetto esteriore. Ogni parametro considerato è stato rapportato ad una empirica scala di valori da 1 a 9 (1: assenza; 9: massima intensità percepita). I campioni per l'assaggio sono stati ridotti in spicchi codificati per evitare il riconoscimento. L'ordine di presentazione dei campioni, ovviamente, era randomizzato e sconosciuto ai “panelisti”.
I restanti frutti di ciascun campione sono stati poi sottoposti ad analisi fisico-chimica il giorno successivo al test. Strumentazione utilizzata: per la durezza penetrometro con puntale da 11 mm (espressa in kg/cm2); per il peso dei frutti (g) una comune bilancia di precisione; per la calibratura (x, y espressa in mm) un comune calibro; per il colore la valutazione “non parametrica” è stata espressa come estensione, in %, di superficie (buccia) colorata; per il residuo secco un rifrattometro Atago (RSR espresso in °Brix); per l'acidità e il pH un titolatore Crison NaOH 0,1N (g/l di acido malico); per il test dell'amido (colorazione della polpa in soluzione iodio iodurata) è stata usata una scala da 1 a 10 (1 per i frutti immaturi, totalmente amidacei, e 10 per i frutti maturi, corrispondenti ad assenza di amido).

Analisi statistica

Tutti i dati delle prove sono stati processati utilizzando un programma di statistica, Statgraphics Centurion. I dati sono stati elaborati attraverso l'analisi della varianza (Anova) secondo Fisher's LSD. Le medie con lettere differenti sono significativamente differenti (P ≤ 0,05).

I risultati fin qui ottenuti

Le selezioni di melo qui descritte sono il risultato di un lavoro selettivo fenotipico durato alcuni anni, partendo da più di 12.000 semenzali, dopo un primo “screening” di oltre 50.000 semenzali. I semenzali S1 più promettenti sono 126, provenienti da 46 incroci, mentre gli S2 più promettenti sono 144, provenienti da 48 incroci (Tab. 2). Il parametro qualitativo delle mele scelto è stato considerato (dopo accertamento della resistenza genetica a ticchiolatura) previa verifica della presenza di soddisfacenti requisiti agronomici e non (produttività degli alberi, loro comportamento e resistenza e/o tolleranza ad altre malattie).

Parentali utilizzati nel programma di ricerca

I parentali che sono risultati più interessanti nel conferire buone caratteristiche alle progenie sono stati GoldRush, Braeburn, Cripps Pink, Florina, Gold Chief, Royal Gala e Mondial Gala, Primiera, Ariwa e Golden Delicious. Alcuni dei parentali qui elencati presentano geni di resistenza alla ticchiolatura (Vf: GoldRush, Florina, Primiera e Ariwa) e all'oidio (Pl2: Ariwa). Alcuni di questi sono presumibilmente incroci con possibile presenza di resistenze multiple, soprattutto nei riguardi della ticchiolatura (ulteriori indagini fenotipiche e di laboratorio sono in corso). Questi sono anche tra i parentali che, a posteriori, si sono rivelati i migliori genitori perché capaci di trasmettere non solo le resistenze, ma anche buone caratteristiche qualitative ai frutti. A questo riguardo, sono risultati validi anche altri genitori resistenti o suscettibili quali Renetta Grigia di Torriana, diversi cloni di Fuji e Coop 39 (Vf).
Dei 270 semenzali S1 e S2 giudicati positivamente a seguito di un più scrupoloso screening qualitativo (fenotipico e merceologico), i semenzali interessanti si sono ridotti a 24 (Tab. 3), suddivisi, poi, a seconda dell'epoca di maturazione, in selezioni estive, autunnali ed invernali. Questi, per la maggior parte sono stati portati nella linea di selezione S3 e replicati in varie sedi di pianura e montagna. Infine, tra queste 24 selezioni abbiamo voluto rendere noto i profili delle cinque più interessanti (senza dimenticare le altre 19), tuttora oggetto di osservazione, le quali si assottiglieranno ulteriormente nei prossimi anni, fino al possibile licenziamento di una o più selezioni la cui decisione terrà maggiormente conto del parere degli esperti dei gruppi interessati alla commercializzazione. Di seguito vengono descritte le caratteristiche merceologiche ed agronomiche delle cinque selezioni più interessanti, riportando anche le tabelle relative ai dati analitici di laboratorio e alle valutazioni sensoriali (Tabb. 4 e 5).

Selezioni autunnali

Sel. BO B47G047 (GoldRush x Prime Red)

Epoca di fioritura: 1^ settimana di aprile. Epoca di raccolta: 1^-2^ settimana di settembre (con ampia finestra di raccolta, superiore al mese).
Caratteristiche dell'albero: vigoria medio-scarsa, habitus semi-spur, habitus di fruttificazione di tipo III (tipo I: spur, II: Renetta, III: Golden, IV: Morgenduft), cascola assente o scarsa, con potenziale produttivo medio-elevato, densità di fogliame medio, portamento leggermente assurgente, non ha mostrato alternanza. Nelle valutazioni di campo, questa selezione è risultata resistente a ticchiolatura, confermando i dati molecolari, in quanto è portatrice del gene Vf; resistente alle razze comuni di ticchiolatura e portatrice del gene di resistenza a Dysaphis plantaginea (afide grigio del melo).

Caratteristiche del frutto: frutto tronco-cronico breve, di calibro medio-grosso (peso superiore a 210 g), colorazione uniforme rosso brillante estesa su quasi tutta la superficie del frutto (oltre l'80%) e rugginosità quasi assente. Buccia liscia, con assenza di untuosità, lenticelle piccole e bianche, leggermente incavate, poco evidenti. Peduncolo di lunghezza media, con ampia cavità calicina, con punte leggermente evidenti. La tessitura della polpa è media, croccante, soda (alla raccolta si attesta su valori intorno a 6,4 kg), succosa, dal sapore molto buono ed equilibrato. I Brix, a maturazione, superano i 14° e l'acidità si attesta su valori di 3,8 (meq/10g polpa). La polpa è di colore bianco crema, che intenerisce solo nella lunga conservazione. Conservabilità media in refrigerazione normale e in “shelf life”. Da valutare la resistenza alle manipolazioni.
Nell'ambito delle valutazioni sensoriali ha avuto punteggi molto buoni per quanto riguarda succosità, dolcezza, aromaticità e sapore e ottenuto il punteggio più alto per quanto riguarda l'aspetto dei frutti. Nel complesso questa selezione è parsa fra le più interessanti. Da una analisi complessiva, di tre diverse date di raccolta, non emerge alcuna differenza significativa di peso dei frutti, ma solo di % di colore (la prima raccolta scarseggia di colore, 74 %). Per la durezza della polpa prevale la raccolta anticipata (dalla prima alla terza raccolta scende da 8,1 a 6,4 a 4,9 kg). L'acidità, pure, tende a ridursi col passare del tempo, in parallelo con l'aumentare del RSR, a favore dell'ultima raccolta (da 13,7 sale a 14,2° Brix). Nel complesso, la seconda raccolta sembra rispecchiare i canoni di calibro, consistenza, colore, sapore e acidità più idonei ed equilibrati per una corretta esaltazione delle qualità organolettiche.

Sel. BO B47G086 (Royal Gala x Florina)

Epoca di fioritura: 3^ settimana di aprile.
Epoca di raccolta: 3^-4^ settimana di settembre (con una ampia finestra di raccolta, superiore al mese).
Caratteristiche dell'albero: vigoria media, habitus standard, habitus di fruttificazione di tipo III, cascola assente o scarsa, con potenziale produttivo elevato, densità di fogliame abbastanza rado, portamento aperto, non ha mostrato alternanza. È una selezione portatrice del gene Vf, resistente alle razze comuni di ticchiolatura e portatrice del gene di resistenza a Dysaphis plantaginea (afide grigio del melo).
Caratteristiche del frutto: frutto tronco-cronico breve, di calibro medio (peso di circa 180 g), colorazione uniforme rosso-intenso e brillante, estesa su quasi tutta la superficie del frutto (oltre il 90%), rugginosità quasi assente se non nella cavità peduncolare. Ottima tenuta del frutto in pianta anche se raccolto in ritardo. Buccia spessa e liscia, con assenza di untuosità, le lenticelle sono piccole e bianche, leggermente incavate. Peduncolo mediamente lungo, cavità calicina ampia e pronunciata, con prominenze abbastanza evidenti. La polpa è gialla, con tessitura media, croccante, soda (alla raccolta si attesta su valori superiori a 6 kg), succosa, che tende ad ossidare rapidamente, dal sapore molto buono ed equilibrato, tendenzialmente dolce. Supera facilmente i 14,5° Brix; acidità intorno a 4,4 (meq/10g polpa). Lunga conservabilità in refrigerazione normale e in “shelf life”. Talora manifesta una leggera vitrescenza, ma questa tende a riassorbirsi durante la conservazione. Frutto resistente alle manipolazioni.
Le valutazioni sensoriali della selezione sono state molto positive per durezza, croccantezza, succosità, aromaticità e, soprattutto, sapore ed aspetto. Nel complesso questa selezione è parsa una delle più promettenti, ormai pronta per un probabile rilascio varietale.

Selezioni invernali

Selezione: BO B48F054 (GoldRush x Amasya)

Epoca di fioritura: 3^ settimana di aprile.
Epoca di raccolta: 2^-3^ settimana di ottobre.
Caratteristiche dell'albero: vigoria medio-scarsa, habitus semispur, habitus di fruttificazione di tipo III, cascola assente o scarsa, potenziale produttivo medio-alto, densità di fogliame medio, portamento assurgente-aperto. Nelle valutazioni di campo questa selezione è risultata resistente a ticchiolatura, confermando i dati molecolari, quindi portatrice del gene Vf resistente alle razze comuni di ticchiolatura.
Caratteristiche del frutto: frutto tronco-cronico oblungo, dall'aspetto simile a Golden Delicious, calibro medio-grosso (peso superiore a 220 g), colore di fondo verde brillante e sovraccolore che sfaccetta nel giallo a fine maturazione. Frutto privo di rugginosità (rara presenza in zona peduncolare) con buccia liscia e leggerissima untuosità. Lenticelle piccole e poco evidenti. Peduncolo mediamente lungo, cavità calicina abbastanza stretta con le cinque prominenze abbastanza pronunciate. La tessitura della polpa è fine, croccante, fondente (durezza alla raccolta intorno a 6,7 kg), molto succosa, di sapore buono ed equilibrato, tendenzialmente dolce. Brix a 13,5° e acidità di 2,8 (meq/10g polpa). Polpa di colore bianco crema. Da verificare la conservabilità in refrigerazione normale e in “shelf life”. Frutto abbastanza resistente alle manipolazioni. Le valutazioni sensoriali sono state molto positive per succosità, sapore e aromaticità. Nel complesso, questa selezione è parsa una delle più interessanti.

Selezione: BO B48C251 (Renetta Grigia di Torriana x GoldRush)

Epoca di fioritura: 4^ settimana di aprile.
Epoca di raccolta: metà ottobre.
Caratteristiche dell'albero: vigoria media, habitus standard, habitus di fruttificazione di tipo III, cascola medio-scarsa, con potenziale produttivo di buon livello, fogliame mediamente folto, portamento aperto, leggermente alternante. Pur essendo incrociata con un parentale resistente a ticchiolatura, tale resistenza non è stata trasmessa. La ticchiolatura sulle foglie provoca danni mediamente modesti.
Caratteristiche del frutto: frutto ellissoidale, di calibro medio o medio-grosso (peso intorno a 200 g). La ticchiolatura sui frutti è rara dovuta alla rugginosità estesa che ricopre la totalità del frutto (100%). La rugginosità è molto fine, regolare e levigata, di colore bronzeo (questa sua peculiarità la rende facilmente distinguibile anche ai non addetti ai lavori). La buccia è mediamente poco spessa, con lenticelle piccole e bianche, leggermente sporgenti, che risaltano sulla superficie bronzea del frutto. Peduncolo mediamente corto, con cavità calicina mediamente ampia e pronunciata. La tessitura della polpa è fine, di colore bianco ghiaccio, molto croccante, soda (a raccolta si attesta su valori superiori a 7 kg), molto succosa, di sapore molto buono e tendenzialmente dolce. I Brix superano i 17° e l'acidità si attesta su valori di 3,4 (meq/10g polpa). La conservabilità non è molto lunga in refrigerazione normale e in “shelf life” in quanto tende a perdere liquidi a causa della permeabilità della buccia particolarmente rugginosa. E' da ottimizzare la tecnica di conservazione, soprattutto quella in atmosfera controllata, per preservarne le caratteristiche organolettiche. Il frutto è abbastanza resistente alle manipolazioni.
Questa selezione è stata giudicata, secondo le valutazioni sensoriali, con punteggi molto buoni per quanto riguarda dolcezza e sapore dei frutti ed ha eccelso per quanto riguarda l'aromaticità. Discorso a parte va fatto per l'aspetto, dove la completa rugginosità ne caratterizza il frutto. Nel complesso, questa selezione è stata giudicata molto positivamente.

Selezione: BO B47G082 (Primiera x Pink Lady)

Epoca di fioritura: 2^ settimana di aprile.
Epoca di raccolta: 4^ settimana di ottobre.
Caratteristiche dell'albero: vigoria medio-scarsa, habitus semispur, habitus di fruttificazione di tipo I o II, con cascola scarsa e potenziale produttivo mediamente elevato, densità di fogliame abbastanza rado, portamento aperto, possibile alternanza di produzione. Nelle valutazioni di campo questa selezione è risultata resistente a ticchiolatura a livello molecolare; è una selezione portatrice del gene Vf, resistente alle razze comuni di ticchiolatura; appena sensibile ad oidio.
Caratteristiche del frutto: frutto sub-globoso cilindrico, di calibro medio (peso di circa 180 g), colorazione uniforme rosa intenso brillante estesa su almeno il 70% della superficie, rugginosità quasi assente. Buccia liscia, assenza di untuosità, lenticelle piccole e bianche, poco evidenti. Peduncolo mediamente lungo, cavità calicina ampia. Tessitura della polpa media, croccante, molto consistente (durezza alla raccolta superiore a 8 kg), succosa, sapore buono ed equilibrato, tendenzialmente acidulo. Brix intorno a 14° e acidità di 3,8 (meq/10g polpa). La mela, a differenza di Cripps Pink, risulta essere già alla raccolta con ottime caratteristiche organolettiche ed ha una polpa meno dura di colore bianco. Conservabilità in refrigerazione normale e in “shelf life” ancora da valutare. Il frutto però è abbastanza resistente alle manipolazioni. Valutazioni sensoriali, molto positive sono state espresse per aspetto, consistenza della polpa, dolcezza, croccantezza, succosità, sapore e aromaticità. Nel complesso, anche questa selezione tardiva è parsa molto interessante.

Conclusioni

Delle 24 selezioni di melo derivate dal programma di miglioramento genetico svolto presso l'Università di Bologna e sottoposte a valutazioni fenotipiche incrociate e test sensoriali, solo cinque (due autunnali e tre invernali) sono state giudicate meritevoli di ulteriori valutazioni zonali e di mercato. Da queste potranno scaturire altre informazioni per poter procedere a brevettazione e licenziamento con denominazione varietale.
I programmi di MG dell'Università di Bologna hanno dato alla luce genotipi con buone caratteristiche di adattabilità ambientale, alberi produttivi, di ottime caratteristiche qualitative e comparabili con la maggior parte delle varietà commercialmente affermate di pari epoca, con un valore aggiunto rappresentato dall'essere mele ecologiche. Quattro delle cinque selezioni sono, infatti, resistenti alla ticchiolatura, quindi a basso impatto ambientale e proponibili, se confermeranno queste qualità dopo ulteriori valutazioni critiche, per una nuova melicoltura ecosostenibile. Il nostro giudizio è comunque riferito alla melicoltura di pianura, con aperture ai primi riscontri positivi in altre aree settentrionali pianeggianti o di montagna.
Delle cinque selezioni più promettenti sono stati valutati in campo ed in laboratorio le resistenze a ticchiolatura e all'afide grigio del melo. I dati di campo vengono confermati dalle indagini di laboratorio: le Sel. BO B47G047, BO B47G086, BO B48F054 e BO B47G082 sono portatrici del gene Vf, resistente alle razze comuni di ticchiolatura. A questa resistenza se ne aggiunge un'altra, per le due selezioni BO B47G047 e BO B47G086, a Dysaphis plantaginea (Dp-fl); quindi sono selezioni con resistenze multiple e “piramidizzate”, molto interessanti per il futuro. Non presenta, invece, geni di resistenza, ma solo di tolleranza, la Sel. BO B48C251 (Renetta Grigia di Torriana x GoldRush), comunque interessante per altri aspetti agronomici e pomologici.

Allegati

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