INIZIATIVE

Olivicoltura, nuovi percorsi per alta qualità e tutela ambientale

INIZIATIVE – Nel terzo workshop di Nova ad Agrilevante è protagonista l’olivo, una delle colture più importanti della Puglia e strategiche per il nostro comparto agroalimentare.



Riccardo
d'Andria
direttore dell'istituto per i sistemi agricoli e forestali del
Mediterraneo (Cnr-Isafom)

La zonazione in
olivicoltura

“Con il progetto Cisia, dice Riccardo d'Andria, raccogliamo
una serie di informazioni sui fattori ambientali del territorio che determinano la qualità
dell'olio extravergine di oliva. Sono i fattori che concorrono a stabilire il
nuovo concetto di “zonazione agricola”, cioè la segmentazione del territorio di
produzione in unità omogenee dal punto di vista delle pratiche agricole e della
qualità delle produzioni. E' possibile produrre differenti oli, in termini di
composizione - e quindi di caratteristiche organolettiche e nutrizionali - in
differenti pedo-ambienti e questo aspetto può essere vantaggiosamente
considerato dai produttori, per caratterizzare i loro oli sulla base della loro
origine pedo-ambientale;

Le informazioni sull'ambiente fisico disponibili (prodotte
dal CNR-ISAFoM) sia scala provinciale sia comprensoriale, possono tornare utile
nella realizzazione della così detta “Carta d'identità degli oli” “leggibile”,
per esempio, attraverso tecnologie RFID;

L'approccio pedo-ambientale utilizzato per caratterizzare
l'olio d'oliva consente tuttavia di affermare che esiste una generale
specificità, nonostante le (piccole) differenze locali (pedo-ambientali);
questo aspetto potrebbe essere rilevante in vista del riconoscimento della DOP.”


Nazario
D'Errico
dell'Unaprol

Il rilancio della
Peranzana da tavola

“La Peranzana Alta Daunia, dice D'Errico, è una varietà a
duplice attitudine, molto pregiata per l'olio ma che merita una valorizzazione
anche come prodotto da tavola. Il progetto dell'Unaprol, sulla Peranzana da tavola persegue tre
obiettivi:

1) studiare
le potenzialità commerciali del comparto olivicolo da mensa e verificare l'esistenza di una potenziale filiera strutturata con un
proprio indotto commerciale;

2) attuare
un programma di valorizzazione e qualificazione per il miglioramento
qualitativo della varietà (miglioramento genetico, disciplinare di produzione,
tracciabilità di filiera ecc.;

3) favorire l'affermazione dellafiliera
corta” e
l'integrazione verticale di filiera (conciliando le nuove
tecnologie con la tradizione e l'identità del territorio). La Peranzana ha
ottenuto il riconoscimento di “Prodotto Tradizionale” e la costituzione del
Consorzio Peranzana dell'Alta Daunia
diventa un fattore strategico per il consolidamento della filiera olivicola. E'stato
costituito anche un comitato promotore che coordina le procedure per la
richiesta della DOP.”


Giuseppe
Lopriore
Università di Foggia

 

 

Come ridurre gli
impatti della fase produttiva

 

 

“A seguito della identificazione e quantificazione degli
impatti ambientali, dice Giuseppe Lopriore, con il metodo LCA (analisi del
ciclo di vita della coltura e dei processi di trasformazione) i miglioramenti
che si possono conseguire nella fase agricola sono il controllo integrato,
l'uso della concimazione organica e l'applicazione di sistemi più efficienti di
irrigazione. Per la fase industriale, i miglioramenti possono riguardare
l'estrazione dei fenoli, la valorizzazione agronomica del compost e l'uso del
nocciolino per fini energetici. Sono stati monitorati anche gli effetti di un
sistema razionale di irrigazione denominato PRD (partial rootzone drying) che prevede di bagnare
alternativamente solo la metà dell'apparato radicale con le ali gocciolanti. I
risultati sono molto incoraggianti:l'attività vegetativa totale aumenta ( come
lunghezza del germoglio principale e dei secondari) così come l'allegagione e
la produzione totale.”


Enzo Perri
del Cra Oli di Rende (CS)

 

In arrivo l'Olio
extravergine di Alta Qualità

“E' allo studio presso i
ministeri competenti, dice Enzo Perri, una nuova categoria di olio extravergine,
in aggiunta a quelle esistenti, che sarà denominato Alta Qualità, regolata da
uno specifico disciplinare unico nazionale. Si tratta, almeno nel suo impianto
in discussione, di parametri per le caratteristiche chimico-fisiche certamente più
stringenti rispetto a quelle che regolano attualmente l'extravergine. In
effetti oggi nell'offerta di olio extravergine ci sono variazioni qualitative
troppo ampie ed è quindi opportuno disporre di norme più rigide. Ad esempio per
i biofenoli totali il nuovo disciplinare prevede un valore non inferiore a 200
mm/kg, parametro che comporterà un grande sforzo agronomico per gli
olivicoltori ma che potrà comunque essere ripagato dal mercato. Dal momento che
i consumatori italiani finalmente dimostrano di cominciare ad apprezzare gli
extravergini di alta
qualità”.

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