Ciliegio, nuove prospettive per le reti antinsetto

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Ciliegio in Trentino, coltura in diffusione. Le aziende sperimentali Fem aprono le porte: in vetrina nuove forme di allevamento, sistemi di copertura e portinnesti

La Fondazione Edmund Mach ha organizzato una visita guidata alle aziende sperimentali di Maso Part a Mezzolombardo e Vigalzano di Pergine Valsugana per la giornata tecnica sul ciliegio.
L'incontro è stata l'occasione per illustrare le caratteristiche della coltura del ciliegio in provincia di Trento, presentare le attività sperimentali  e illustrare, in campo, al mondo produttivo,  i diversi sistemi di copertura adottati in azienda, i risultati del confronto fra forme di allevamento e le caratteristiche vegetative dei portinnesti in osservazione.
La Fondazione Edmund Mach è alla ricerca di sistemi alternativi al tradizionale Spindle per ridurre i costi di gestione e facilitare l'utilizzo delle reti anti-insetto indispensabili in Trentino per contenere la Drosophila suzukii. Dai primi risultati il sistema "Bi-asse" ha dimostrato un'ottima performance produttiva e adattabilità al nostro territorio.

Soluzioni per la cerasicoltura intensiva

La coltivazione del ciliegio in Trentino rappresenta una parte ridotta del panorama nazionale, con una superficie di circa 200 ettari, tuttavia rappresenta una coltura interessante per la frutticoltura provinciale. Le zone in cui è più diffuso sono la Valsugana, la Valle di Non, il Bleggio, le colline della valle dell’Adige e in minima parte il fondovalle.
Le varietà più diffuse sono Kordia e Regina a maturazione medio tardiva per sfruttare la fine della campagna commerciale e puntare remunerazioni più interessanti. La scelta della forma d'allevamento in combinazione con il portainnesto e la cultivar riveste un ruolo chiave per realizzare un ceraseto intensivo.

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