Uva da tavola, ecco come aumentare il potenziale produttivo

Uva da tavola
I mesi invernali sono molto importanti per le colture da frutto: tra fine novembre e i primi di febbraio si mettono le basi per la stagione successiva. Una delle variabili più determinanti è la temperatura. Se le ore di freddo non sono sufficienti, in primavera e in estate le piante non riusciranno a sviluppare tutto il loro potenziale. Ma il modo per scongiurare gli effetti negativi di un clima troppo mite esiste

Mancato o ritardato risveglio delle gemme, aumento dei germogli improduttivi, crescita vegetativa e fioritura sbilanciate, grappoli piccoli e in numero ridotto, bassa produzione e maturazione disforme. Sono le conseguenze sfavorevoli che si possono verificare con effetto domino nel ciclo colturale dell’uva da tavola se durante il periodo che va dalla caduta delle foglie al germogliamento, le piante non sono esposte a un numero di ore di freddo sufficienti per interrompere la quiescenza e indurre la schiusura delle gemme in primavera. In queste condizioni diventerà difficile piazzare il prodotto sul mercato e si sarà costretti a vendere a prezzi più bassi: con ogni probabilità insufficienti a far quadrare il conto economico degli imprenditori agricoli.

Un clima sempre più caldo

Un’eventualità che può verificarsi di frequente in Italia, dove la gran parte della superficie coltivata a uva da tavola si trova nelle regioni del sud e in particolare in Sicilia, Basilicata e Puglia. Zone caratterizzate da un clima mite, dove le temperature medie annuali oscillano tra i 14 e i 17 °C. I cambiamenti climatici degli ultimi anni, inoltre, rendono le estati sempre più torride ma anche gli inverni meno rigidi.
Invece il freddo è un elemento essenziale per il ciclo vitale delle piante. Come i viticoltori sanno bene, se tra il tardo autunno e la fine dell’inverno le viti non rimangono almeno 900 e fino a 1.000 ore (equivalenti a 37,5 e 41,5 giorni) esposte a una temperatura inferiore a 7,2 °C, ci saranno alte probabilità di assistere a un germogliamento scarso e irregolare a cui seguirà una fioritura deficitaria e disforme, che provocheranno un’architettura non equilibrata della pianta e un’inevitabile riduzione del potenziale produttivo. Evidenti i danni che questo andamento colturale avrà sul conto economico delle aziende, aspetto sempre più importante, dato che siamo alle prese con un mercato agricolo globalizzato, dove la concorrenza sui prezzi è molto forte: ancora più che in passato è quindi fondamentale riuscire a ottenere il massimo potenziale dalle colture (sia in quantità che in qualità), per massimizzare la redditività.

uva da tavola

Una soluzione efficace, sicura ed economica

Un tentativo di ovviare alla necessità di soddisfare il monte ore di freddo è stato condotto dal miglioramento genetico, che ha selezionato varietà di uva da tavola con fabbisogni più bassi (400-700 ore). Tuttavia, nonostante il germogliamento di queste cultivar sia più generoso, non sempre ciò si traduce in grappoli uniformi e dal giusto carico, anche quando l'esposizione al freddo raggiunge il numero di ore previsto.
Un metodo efficace, sicuro per gli operatori, non stressante per le piante e che non lascia residui sul prodotto finito per ottenere un germogliamento ottimale è la somministrazione spray al bruno di Bluprins, un concime organo-minerale appositamente studiato da Biolchim per l’interruzione della dormienza della vite. Grazie al contenuto di amminoacidi (prolina, cisteina, ecc…), polisaccaridi e calcio, Bluprins mima gli effetti del freddo favorendo la rottura delle gemme, riducendo il numero di quelle cieche e uniformando quindi il germogliamento. Inoltre, l’azoto e i polisaccaridi contenuti nel prodotto, sono nutrienti a rapida assimilazione che forniscono l’energia necessaria alla riattivazione del metabolismo della pianta, stimolando l’attività enzimatica nei tessuti in rapida crescita. La sua azione determina lo sviluppo di un maggior numero di germogli e un aumento della fertilità, con incremento diretto della produzione finale. Il prodotto ha un’ampia finestra d’impiego e la sua composizione lo rende sicuro: l’applicazione non comporta rischi né per la pianta, né per la salute dell’operatore.
In particolare, per quanto riguarda l’uva da tavola, il trattamento va eseguito bagnando la pianta con un atomizzatore tra gennaio e febbraio (in Sicilia, nelle coltivazioni in serra, si esegue anche a dicembre), allo scopo di aumentare il germogliamento, favorire la schiusura delle gemme basali, incrementare il numero di grappoli per pianta, migliorare e uniformare fioritura e maturazione. Obiettivo finale è l’incremento della produzione e della qualità del raccolto. Frutto del lavoro di ricerca e sviluppo di Biolchim e di anni di approfondimento tecnico e sperimentazione di campo, in Italia e all’estero, Bluprins ha una formulazione concentrata in gel e si usa sempre in abbinamento con Bluact, concime fluido a elevato contenuto di azoto e calcio che funge da attivatore nutrizionale.

uva da tavola

Bluprins, il parere di chi lo usa

Trenta ettari dedicati all’uva da tavola, sui cento totali dell’azienda agricola a Noicattaro, 16 Km a sud di Bari, con terreni posti a un’altezza compresa tra 90 e 120 metri sul livello del mare. Antonio Lamanna, 52 anni, è un imprenditore agricolo che ha a cuore la qualità del prodotto e l’etica del lavoro. Oltre al padre Cesare e al fratello Vito, a occuparsi del vigneto, dei 30 ettari di uliveto, dei 6 di ciliegi e dei seminativi, ci sono i figli e una trentina di collaboratori.
Sulle sue uve di varietà Italia, Black Pearl, Black Gold, Palieri, e le apirene Midnight beauty (Sugrathirteen), Thompson, Vitroblack Ophelia e Autumn King, l’agricoltore pugliese utilizza Bluprins di Biolchim: «Iniziai a testare il prodotto quando ancora era in fase sperimentale, in collaborazione con l’ufficio tecnico Biolchim – racconta Lamanna – e devo dire che i risultati sono più che soddisfacenti. La scorsa stagione, che come tutti sanno è stata molto avara di precipitazioni, ha portato a una produzione media inferiore del 20-30% rispetto a quella abituale. Grazie all’effetto positivo di Bluprins non ho registrato cali di produzione. Bluprins è un ottimo prodotto, perché oltre a simulare l’effetto freddo, fornisce una sorta di serbatoio di energia supplementare alla pianta che così ha più forza per superare la fase stressante del germogliamento. Inoltre, è “gentile” sulle viti, contribuendo a migliorare lo stato vegeto-produttivo degli impianti, e non dà luogo ad alcun fenomeno di fitotossicità».
Lamanna ci tiene a sottolineare che per avere una produzione abbondante e piante forti e sane bisogna curarle durante tutto l’anno: «A settembre eseguo la concimazione post-raccolta per fornire alla pianta una riserva di energia da immagazzinare durante l’inverno ed utilizzare in primavera – specifica l’imprenditore pugliese – poi, dopo l’applicazione di Bluprins, per ridurre la dominanza apicale e migliorare la fioritura e l’allegagione, utilizzo anche Folicist».

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La famiglia Lamanna con alcuni dipendenti dell’azienda agricola

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