Irrigazione per il trinciato da biogas

biogas
L’esperienza su mais della cooperativa Agricola Clt di Medicina (Bo)

L’irrigazione fa la differenza e se condotta con metodi innovativi permette di raggiungere obbiettivi considerati quasi irraggiungibili. Nella Cooperativa Lavoratori della Terra (Clt, soc. coop. agricola) di Medicina (Bo), storicamente dedicata alla produzione e alla disidratazione di erba medica, fino al 2012 l’irrigazione ha ricoperto un ruolo marginale nel processo produttivo, ossia fino a quando un impianto a biogas da 1 MW è diventato parte integrante della filiera produttiva. Questo impianto ha un fabbisogno giornaliero di cica 50 t di insilato, che viene garantito dagli oltre 300 ha destinati a mais da trinciato integrale. «Senza irrigazione non saremmo in grado di ottenere né le rese di 50-60 t/ha che ci consentono di garantire il fabbisogno giornaliero dell’impianto, né la qualità per mantenere l’impianto in piena efficienza» ci spiega Marco Pederzoli, direttore della cooperativa.

L’azienda era dotata di alcuni semoventi ad ala avvolgibile (rotoloni) datati e di piccolo diametro utilizzati su colture di secondo raccolto e su barbabietola da zucchero ma ormai insufficienti per soddisfare le nuove esigenze irrigue. «Abbiamo quindi deciso di dotarci di due macchine moderne – continua –, con tubo di grande diametro (140mm per 500 metri di lunghezza) per ridurre le perdite di carico e quindi risparmiare energia». Per raggiungere gli appezzamenti da irrigare è stata posata una rete interrata da 200 mm di diametro che attualmente si estende per circa 1.800 m, che viene integrata con tubazioni mobili.

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 33-34/2016 L’Edicola di Terra e Vita

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