Altri due anni di Legge Sabatini, occasione per innovare

Sabatini
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Sostegno per le piccole e medie imprese agricole che decidono di acquistare macchinari e strumenti innovativi con un fondo ad hoc a interessi agevolati

Buone notizie per gli agricoltori che hanno intenzione di investire in innovazione. La Legge di Bilancio 2017 approvata dal governo poco prima di Natale ha prorogato di due anni la cosiddetta Legge Sabatini, portando al 31 dicembre 2018 il termine per accedere ai finanziamenti agevolati.
La misura (art. 2 del D.L. 21 giugno 2013 n. 69, coordinato con la legge di conversione n. 98/2013) sostiene gli investimenti nuovi in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature di fabbrica ad uso produttivo e hardware, nonché in software e tecnologie digitali, destinati a imprese già attive di tutti i settori, compresa l’agricoltura.
Tra le spese ammesse al contributo (maggiorato del 30% rispetto alla misura massima stabilita dalla disciplina vigente), rientrano gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID), sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
L’investimento deve prevedere un finanziamento bancario o leasing, concesso da parte di banche o società di leasing aderenti alla Convenzione MiSE-Abi-Cassa depositi e prestiti, con le seguenti caratteristiche:
- essere deliberato a copertura degli investimenti e fino al 100% degli stessi;
- avere durata massima di 5 anni;
- essere deliberato per un valore non inferiore a 20.000 e non superiore a 2 milioni di euro;
- essere erogato in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla stipula del contratto di finanziamento.

A fronte del finanziamento o leasing, il ministero dello Sviluppo Economico concede un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo pari all’investimento, al tasso d’interesse del 2,75 per cento.
Possono beneficiare delle agevolazioni le Pmi di tutti i settori produttivi che hanno una sede operativa in Italia e sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese e non si trovano in condizioni tali da risultare “imprese in difficoltà”. Per il 2017 sono stati stanziati 27 milioni di euro, che dovrebbero diventare 84 nel 2018, 112 milioni per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021; 84 milioni per l’anno 2022 e 28 milioni nel 2023, per far fronte agli oneri derivanti dalla concessione dei contributi statali in conto impianti, rapportati agli interessi sui finanziamenti concessi.
A oggi sono state presentate oltre 19mila domande di agevolazione per un contributo concesso superiore a 360 milioni di euro.

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