In Europa solo il 6% degli agricoltori ha meno di 35 anni

Nell’Unione europea oltre il 56% degli imprenditori agricoli ha oltre 55 anni. Si intensifica l’appoggio dell’Ue al ricambio generazionale

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I giovani sono particolarmente importanti per il settore agricolo comunitario e ad affermarlo è stato il commissario all’Agricoltura Phil Hogan in una conferenza organizzata dal Conseil Européen des Jeunes agriculteurs (CEJA) e dal DeLaval il 27 settembre. I giovani, infatti, rappresentano il futuro dell’agricoltura europea che manifesta sintomi d’invecchiamento e di scarso ricambio generazionale. Infatti gli agricoltori con meno di 35 anni sono appena il 6% degli addetti mentre oltre il 56% degli agricoltori europei ha oltre 55 anni.
Eppure le tecnologie più avanzate, alle quali sono più avvezzi giovani, ormai hanno raggiunto anche l’azienda agricola come ad esempio i robot da mungitura o l’irrigazione tramite i telefoni cellulari o l’utilizzo di altre sofisticate App che più facilmente mettono in difficoltà di utilizzo, gli ultra cinquantacinquenni.
Con una comunità agricola invecchiata, il rinnovamento generazionale è sempre più cruciale per cui deve essere accompagnato da politiche adattate che peraltro l’Ue ha già adottato e che intende solo sviluppare per ottenere subito i migliori risultati senza crisi e traumi per il settore agricolo.
Il dipartimento della Commissione agricoltura e sviluppo rurale sostiene i giovani agricoltori attraverso la politica agricola comune. Ad esempio, più di 177.000 giovani agricoltori beneficeranno fino al 2020 dell’aiuto di start-up che vengono messi in atto nell’attuale politica di sviluppo rurale. Inoltre, in Europa oltre 280.000 beneficiano del sostegno aggiuntivo ai pagamenti diretti, corrispondenti ad un 25% di maggiorazione dell’aiuto base per un periodo massimo di cinque anni.

L’innovazione fatica a imporsi in Europa anche per l’età media avanzata degli imprenditori agricoli

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Phil Hogan

Sono disponibili altri strumenti europei per sostenere le generazioni più giovani di agricoltori, come il partenariato europeo per l’innovazione. Attraverso questo strumento, sono stati progettati alcuni programmi per incoraggiare l’adozione di tecniche innovative. Ad esempio, è stato creato un gruppo di focus per individuare le caratteristiche chiave dei nuovi agricoltori, le principali sfide che hanno affrontato e come promuovere l’innovazione e l’imprenditoria in agricoltura per questi nuovi arrivati.
Tuttavia, come sottolineato dal commissario Hogan: «La società già si aspetta che il nostro settore agroalimentare mantenga la nostra offerta di alimenti sicuri e di alta qualità, per cui anche se ci aspettiamo che il settore possa guidare dal fronte rispetto all’ambiente e al clima, devono essere messe in atto strutture di ricompensa».
Il dipartimento agricolo della Commissione sta lavorando ad adeguare le sue politiche e riconosce la necessità di collaborare direttamente con gli attori del settore. Ecco perché è stata avviata una consultazione pubblica “modernizzare e semplificare la politica agricola comune” da febbraio a maggio 2017. Per i giovani agricoltori, i risultati hanno rivelato che le principali barriere di diventare agricoltori sono i prezzi e la disponibilità di terreni, secondo i partecipanti.
Inoltre, quando si chiede come migliorare la politica agricola comune ai giovani agricoltori o ad altri giovani imprenditori rurali, i partecipanti alla consultazione pubblica si sono concentrati principalmente sul sostegno all’avvio del business (20% delle risposte) e al sostegno al trasferimento di conoscenze, alla consulenza e formazione professionale (16%).

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