TECNICA

L’automazione irrigua convince

automazione irrigazione
TECNICA – I sistemi per l’irrigazione si prestano facilmente a essere automatizzati. Senza costi eccessivi

La prepotente espansione delle tecniche di microirrigazione, già affermate da tempo, ma in costante incremento in termini di diffusione, oltre alle particolari peculiarità agronomiche porta con sé anche il vantaggio della facile automazione dei sistemi. Automazione che in tanti casi è ben più che un semplice accessorio e che oggi si può realizzare senza nemmeno gravare in modo sensibile sui costi. I vantaggi sono ovviamente notevoli tanto da rendere queste soluzioni irrinunciabili a partire dai casi in cui l'alimentazione idrica è generata da elettropompe e soprattutto in presenza di portate modeste.

 

L'automazione di settori irrigui è semplicemente realizzabile ricorrendo a elettrovalvole o idrovalvole che altro non sono che rubinetti elettrici la cui affidabilità ed efficienza ha raggiunto oggi livelli che le rendono preferibili anche alla classiche valvole o saracinesche manuali. Il tutto senza peraltro generare costi maggiori.

Un sistema semplice ed economico

 

L'estrema semplicità costruttiva e di funzionamento, oltre alla possibilità di utilizzarle anche manualmente, intervenendo con semplici gesti che peraltro non richiedono sforzo fisico alcuno, le rendono molto spesso preferibili rispetto alle vecchie soluzioni manuali che soprattutto sui grandi diametri diventano anche estremamente più laboriose. Notoriamente una elettrovalvola genera la chiusura del flusso dell'acqua o la sua apertura in funzione della posizione che una particolare membrana in gomma si trova ad assumere all'interno della stessa in virtù del movimento dell'acqua secondo particolari percorsi. Il cambio di posizione della membrana viene determinato dall'inversione di un minimo flusso idrico generato elettricamente dall'apertura o chiusura di un orifizio a mezzo di un'elettrocalamita o solenoide. Questa apertura o chiusura richiede uno sforzo, sia elettrico che idraulico, minimo e che è praticamente identico sul tutti i tipi di elettrovalvole ed è per questo che non esiste differenza di consumo o di necessità di pressione in funzione della portata della linea. I solenoidi possono essere alimentati da vari tipi di corrente anche se quelli più diffusi sono rispettivamente quelli a corrente trasformata a 24 volt (corrente alternata) e quelli a pile da 9 volt o a batteria da 24 o 12volt (corrente continua).

 

L'apertura e la chiusura delle elettrovalvole deve poi essere affidata a elettroprogrammatori che permettono molteplici opportunità di impostazione dell'irrigazione e sono oggi disponibili a costi mai eccessivi. I modelli più diffusi necessitano dell'impostazione dell'orario di avvio del ciclo di irrigazione che può essere programmato per essere eseguito tutti i giorni, a giorni alterni, ogni tre giorni ma anche due volte al giorno e via di seguito. Per ogni settore realizzato deve essere impostato il tempo di funzionamento e nella situazione di maggiore semplicità i settori vengono avviati in sequenza uno dopo l'altro. In questo modo all'avvio del ciclo di irrigazione il primo settore inizia a funzionare per il tempo prestabilito, dopo di che, al suo spegnimento, parte immediatamente il funzionamento del settore successivo. Da questo tipo di programmazione anche con le tipologie di centraline (elettroprogrammatori) più diffuse è poi possibile sbizzarrirsi nella creazione di programmi più complessi che possano per esempio prevedere delle pause fra il funzionamento di un settore e quello successivo, utili per esempio nel caso sia necessario un tempo per il ripristino della disponibilità idrica, o l'irrigazione di alcuni settori in un giorno e di altri in un giorno differente. Anche per quanto riguarda i programmatori la loro alimentazione può essere elettrica, in genere a 220 volt con trasformatore incorporato per produrre la corrente a 24 volt per le elettrovalvole, oppure a pile o a batteria. Un particolare aspetto della realizzazione dei settori irrigui è quello relativo al posizionamento delle elettrovalvole in campo che può essere centralizzato o localizzato in prossimità dei singoli settori. In tutti i casi in fase di dimensionamento e progettazione occorre tenere in debito conto la necessità di realizzare l'alimentazione delle elettrovalvole o idrovalvole (a seconda che la modifica di stato sia generata direttamente da energia elettrica o energia elettroidraulica) con cavi elettrici o microtubi per assicurare l'apertura e la chiusura delle stesse. Per le grandi superfici si stanno in questi ultimi tempi diffondendo particolari programmatori a batteria con funzionamento radio che a fronte di maggiori costi delle apparecchiature permettono notevoli risparmi dal punto di vista dell'alimentazione elettrica o elettroidraulica.

 

Dal lato pratico in genere sono più frequentemente automatizzati con elettrovalvole gli impianti che operano con portate modeste, in quanto portate elevate permettono di servire contemporaneamente superfici molto importanti per cui, in quei casi e in funzione delle dimensioni aziendali, la realizzazione di più settori è meno frequente. In presenza di un solo settore l'automazione di funzionamento potrebbe anche essere realizzata con un semplice temporizzatore sul quadro di accensione dell'elettropompa.

L'irrigazione impossibile

 

L'irrigazione a goccia si è rivelata in questi ultimi anni una soluzione irrigua capace di permettere l'apporto di acqua anche laddove con altre tecniche era stato fino a ieri impossibile sia per causa della conformazione del terreno che per la scarsa disponibilità di acqua. Da questo punto di vista l'irrigazione a goccia permette di operare anche in condizioni di pendenza e soprattutto anche con modeste disponibilità di acqua grazie appunto alla suddivisione dell'impianto in settori. A titolo di esempio si consideri che per l'irrigazione di un ettaro di vigneto sono sufficienti portate anche inferiori ai 200 litri al minuto facilmente suddivisibili in settori senza particolari aggravi di costi. Questo per il semplice motivo che la realizzazione di un maggior numero di linee principali, che però sono di portata inferiore, permette una riduzione dei diametri dei tubi tanto che il costo finale dell'impianto alla fine più o meno si equivale. A titolo di esempio si può osservare come il costo di realizzazione di un sistema fisso di irrigazione al servizio di un ettaro di vigneto realizzato con suddivisione dell'impianto in 2 settori oppure in 8 settori alla fine comporta una differenza di costo del solo 6%.

Costi non sempre proporzionali

 

Ovviamente esistono altre economie che possono entrare in gioco come per esempio quella legata al sistema di filtraggio automatico. Un filtro di grandi dimensioni, pur costando di meno in rapporto alla quantità di acqua che è in grado di filtrare nell'unità di tempo, molto spesso è dedicato a un minor numero di settori. Allo stesso modo un filtro automatico di portata inferiore, pur potendo arrivare a costare anche un 50% in più nel rapporto prezzo unitario/capacità filtrante rispetto a un filtro con portata di 5 volte superiore, può da solo servire un maggior numero di settori rivelandosi forse più velocemente ammortizzabile. Per il corretto dimensionamento di un sistema fisso di irrigazione a goccia occorre innanzitutto partire dalla disponibilità idrica tenendo però conto del fatto che questo tipo di irrigazione necessita di una frequenza degli interventi che può andare dal quotidiano a un massimo di tre giorni fra un turno e l'altro. In funzione di questo e della superficie complessiva da irrigare andranno dimensionati i settori per far sì che la portata idrica individuata permetta la corretta realizzazione dei turni in funzione dei tempi di funzionamento. L'automazione dell'impianto diventa tanto più indispensabile quanto più sono numerosi e piccoli i settori anche se per la brevità dei turni irrigui imposta da questi sistemi, talvolta anche solo 2 o 3 ore di funzionamento, l'automazione a mezzo elettrovalvole permette la più razionale esecuzione della pratica irrigua. Anche il costo delle elettrovalvole, che possono essere in materiale plastico o metallico, così come quello degli elettroprogrammatori, molto spesso hanno incidenze di costo che non necessariamente vanno a gravare sulla scelta di realizzare un maggior numero di settori piuttosto che il contrario.

Foto di Claudio Corradi

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