Lo zucchero entra nell’era della sostenibilità

Innovazione

Eridania Sadam misura per la prima volta il “carbon footprint” nella filiera: 1,31 kg di CO2 per kg prodotto


Gianni Gnudi
bietola

Per produrre un kg di zucchero vengono emessi 1,31 kg di CO2.
Poche righe e un numero apparentemente neutro significano invece molto per la filiera bieticolo-saccarifera italiana e, più in generale, per i prodotti di largo consumo.
È questo, infatti, il risultato finale del progetto portato avanti da Eridania Sadam (gruppo Maccaferri), con il co-finanziamento del ministero dell’Ambiente e la consulenza tecnica di Ecoinnovazione (spin-off di Enea), per misurare il carbon footprint (l’impronta di carbonio) dello zucchero Zefiro, il marchio top della società. Impronta che è ormai uno degli indici più utilizzati per misurare la sostenibilità di un prodotto.
Il progetto appare innovativo sia per la proficua collaborazione fra privato e pubblico, sia perché è la prima volta che una simile metodologia viene applicata a un prodotto come lo zucchero.
Eridania, insieme a Ecoinnovazione, ha realizzato l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA), secondo lo standard Iso 14040 e Iso 14044, dello zucchero Zefiro in confezione da 1 kg per la vendita al dettaglio e sfuso per i clienti industriali, con l’obiettivo di individuare e attuare misure per ridurre le emissioni di gas climalteranti, in tutto il ciclo di vita: dalla produzione delle materie prime fino allo smaltimento degli imballaggi.
L’analisi ha evidenziato che è la fase di trasformazione industriale della barbabietola a contribuire per il 69% a quell’1,31 kg di CO2 emessi per produrre un kg di zucchero. Proprio per questo, partendo dai risultati dello studio, Eridania Sadam ha anche elaborato – unica azienda nel settore saccarifero a livello internazionale – una Dichiarazione ambientale di prodotto (Dap). La Dap è uno strumento volontario che fornisce informazioni quantitative in merito alle prestazioni ambientali del prodotto, suddivise in funzione delle fasi di ciclo di vita.
La Dichiarazione prevede anche una certificazione da parte di un organismo indipendente per verificare i risultati dello studio di Lca condotto, attività che è stata affidata all’ente internazionale di certificazione Dnv. Attualmente l’iter di certificazione è in fase di completamento e la Dap sarà disponibile a breve sul sito www.environdec.com.
«Da tempo – ha ricordato durante la presentazione del progetto nella sede industriale di S. Quirico (Pr), Daniele Bragaglia, direttore generale di Eridania Sadam – siamo impegnati per innalzare il livello di qualità nella nostra filiera. E non è un caso che, dal 2003 a oggi, abbiamo investito nello stabilimento qualcosa come 64 milioni di euro».
Più di un ragionamento viene fatto anche sulla parte agricola, che contribuisce per il 23% all’impronta di carbonio dello zucchero.
«Il progetto – conclude Bragaglia – si inserisce in una filosofia orientata al rispetto ambientale portata avanti da anni dall’azienda, che si traduce in un continuo miglioramento della coltivazione delle barbabietole, sia in termini di resa in zucchero prodotto, sia in termini di riduzione di fertilizzanti e agrofarmaci».
Eridania Sadam offre ad esempio un servizio di analisi del terreno, per consentire di ottimizzare gli apporti di fertilizzanti. Allo stesso tempo, circa l’80% delle barbabietole viene conferito allo stabilimento di San Quirico (Pr) utilizzando caricatori sterratori per minimizzare i costi energetici, in fase di trasporto, e i costi energetici e idrici, in fase di produzione. E così, per l’acquisto di caricatori sterratori, dal 2012, Eridania ha previsto un contributo a fondo perduto. Quanto? Indicativamente 15mila euro per chi raccoglie un migliaio di ettari.

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