Qualità e sostenibilità, Nova in Vigneto disegna il futuro della viticoltura

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Il futuro della viticoltura italiana? Guadagnare di più producendo uve e vini di maggior qualità, in maniera più sostenibile. Come? Grazie alla vera e propria rivoluzione nella conduzione dei vigneti permessa dall'innovazione. Nova Agricoltura in Vigneto ha mostrato il meglio del mercato

La qualità delle uve e dei vini, ricercata anche e soprattutto esaltando i vitigni espressione dei territori e la biodiversità. Il rispetto dell'ambiente, vero mantra della viticoltura contemporanea, concetto sempre più importante sia per chi produce sia per chi consuma il prodotto finito. Questi i temi principali della quarta edizione di Nova Agricoltura in Vigneto che si è svolta nell'impianto San Lorenzo dell'azienda vitivinicola Umani Ronchi a Osimo (AN). La giornata in campo organizzata da Edagricole e Nova Agricoltura con le riviste TerraèVita e VVQ (Vigne, Vini & Qualità), in collaborazione con Assam Marche, Consorzio Vini Piceni, IMT (Istituto Marchigiano Tutela Vini) e FederUnacoma, ha portato per la prima volta nelle Marche una selezione delle migliori soluzioni meccaniche, dei formulati, delle pratiche agronomiche e delle tecnologie innovative presenti sul mercato per praticare una viticoltura efficiente e sostenibile, coniugando le frontiere più estreme dell’innovazione e la tradizione delle buone pratiche colturali di campo.

Una rivoluzione che poggia sull'innovazione

Imprenditori agricoli, studenti universitari, degli istituti agrari delle Marche, tecnici e agronomi hanno seguito con interesse il tour tra i cantieri di lavorazione delle macchine e i laboratori tematici, interessati a toccare con mano le grandi opportunità offerte alla viticoltura dall'innovazione: una vera e propria rivoluzione copernicana, che sfruttando le tecnologie digitali coinvolge le macchine per la gestione del vigneto, gli agrofarmaci e tutti i processi produttivi, sia in campo sia in cantina.
Dalle irroratrici a rateo variabile e a recupero di prodotto in grado di ridurre l'utilizzo di agrofarmaci ed eseguire trattamenti mirati, alle macchine per eseguire diserbi meccanici, fino alle cimatrici e agli attrezzi per lavorare il terreno tra i filari, utili per eseguire sovesci e pacciamature: pratiche agronomiche antiche, oggi riscoperte per la rinnovata sensibilità al rispetto dell'ambiente e per la necessità di preservare e aumentare la quantità di sostanza organica dei terreni. E poi la sensoristica, dalla guida automatica agli strumenti capaci di raccogliere dati di campo mentre passano tra i filari, utili per prendere decisioni rapide ed efficaci per risolvere le criticità. A completare il quadro una carrellata di formulati per la nutrizione e per la lotta ai parassiti sempre più in linea con le nuove direttive europee e con i disciplinari di produzione sempre più stringenti in fatto di utilizzo di agrofarmaci. Su tutti i biostimolanti, sostanze ammesse in agricoltura biologica con molteplici funzioni. In pratica, durante la mattinata in campo si è simulata la conduzione di un vigneto del futuro.

Guarda il video ripreso dal drone

Il futuro della viticoltura marchigiana

Nel pomeriggio, dopo il pranzo offerto dagli organizzatori, si è svolto il convegno dal titolo "La precisione nelle piccole cose che fanno grande il vigneto", durante il quale si è parlato di cambiamento climatico e nuove strategie per la gestione sostenibile dei vigneti con Alberto Palliotti dell'Università di Perugia e Oriana Silvestroni dell'Università delle Marche. Gli stress estivi degli ultimi anni stanno compromettendo in maniera grave sia le produzioni sia le piante. Per questo è necessario affidarsi a nuovi strumenti (come l'internet of things) e quindi c'è bisogno di nuove professionalità capaci di usare sensori e software in grado di fornire allerte e consigli per la gestione dei filari.
Michele Morgante dell'Università di Udine ha invece illustrato i risultati ottenuti sul fronte della sostenibilità della viticoltura con le nuove tecniche di miglioramento genetico (cisgenesi e genome editing), mentre Denis Pantini di Nomisma Wine monitor ha illustrato le prospettive di mercato dei bianchi marchigiani, che piacciono molto in Nord America e in Asia, soprattutto se biologici.
La manifestazione si è chiusa con la tavola rotonda sul futuro del settore vitivinicolo marchigiano con interventi di Alberto Mazzoni e Antonio Centocanti dell'Imt, Armando Falcioni e Giorgio Savini del Consorzio Tutela Vini Piceni, Massimo Bernetti dell'azienda Umani Ronchi, Moreno Pieroni (Regione Marche). Nova Agricoltura in Vigneto tornerà nel 2019 in Veneto.

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