Fondi per l’agricoltura, in Emilia-Romagna superato il miliardo

G7
L'assessore all'Agricoltura Simona Caselli ha fatto il punto sui primi trenta mesi della nuova programmazione. L'Emilia-Romagna è una delle Regioni più virtuose nell'erogazione dei fondi. Soddisfazione per i risultati espressa dal mondo della cooperazione agricola
Un miliardo e 160 milioni di euro. A tanto ammontano i fondi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per finanziare progetti di investimento realizzati nel settore agricolo e agroindustriale, destinati all'innovazione e alla maggiore competitività del comparto nei primi 30 mesi del Programma di sviluppo rurale 2014-2020.

Un forte stimolo per l'economia agricola

«Si tratta di un’imponente operazione di stimolo all’economia regionale - ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli - visto che gli interventi messi in campo avranno effetti anche su altri settori: dall’edilizia alla meccanica ai servizi. Nei primi due anni e mezzo di operatività del Psr - ha continuato Caselli - la Regione ha avviato bandi e procedure di assistenza tecnica, concentrando in particolare gli stanziamenti a sostegno delle aziende agricole e agroindustriali. E i numeri parlano chiaro: oltre il 75% delle risorse già programmate, 879,3 milioni messi a bando, di cui oltre 280 per accrescere la competitività».
Dalla fotografia presentata emerge la massiccia adesione ai bandi «generata dalla volontà di sviluppo delle aziende - ha spiegato l’assessore Caselli - che ha spinto la Regione a sperimentare una nuova modalità di sostegno all’imprenditorialità del settore attraverso nuovi strumenti finanziari che consentono un accesso al credito più facile e oneri minori per le imprese».

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Simona Caselli

Il fondo multiregionale amministrato da Fei

Per sostenere ulteriormente la propensione all’investimento delle aziende si è deciso l’avvio di un fondo multiregionale amministrato da Fei (Fondo europeo per gli investimenti), con la compartecipazione della Bei (Banca europea per gli investimenti) e di Cassa depositi e prestiti.
Grazie a questa partnership con le autorità europee e nazionali del settore del credito, che avrà durata fino al 2031, e ai sei milioni di euro che la Regione metterà a disposizione, le imprese potranno attivare, nella fase iniziale, finanziamenti aggiuntivi per circa 22 milioni che potranno salire a un massimo di 34. La leva finanziaria garantita sarà pari al 4% e potrà raggiungere il 6,4%. Inoltre, i sei milioni messi a disposizione dalla Regione potranno essere successivamente reinvestiti in altri finanziamenti.
In virtù dell’accordo con il Fondo europeo per gli investimenti, si riducono poi le garanzie collaterali richieste ai beneficiari che pagheranno tassi di interesse più bassi e minori commissioni. L'imprenditore agricolo avrà la possibilità di aumentare l’investimento entro il limite del 30% dell’importo totale.

Guarda la videointervista a Simona Caselli

Il punto sui finanziamenti del Psr

Per quanto riguarda gli investimenti per la competitività, dal 2015 a oggi sono stati pubblicati 7 bandi, di cui 3 a sostegno delle aziende guidate da giovani al primo insediamento. Per le aziende agroindustriali e per quelle agricole sono stati emanati 2 bandi in approccio individuale e 2 in approccio di filiera.
«Oggi - ha continuato l’assessore Caselli - presentiamo la raccolta delle domande per i bandi di filiera: uno dei punti di forza dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna, fatta di importanti filiere che vanno da tutti i prodotti Dop e Igp, all’ortofrutta, al lattiero-caseario, ai cereali. Sosteniamo investimenti nel settore agricolo e agroindustriale che prevedono anche progetti di innovazione e trasferimento tecnologico».
I fondi messi a bando nel 2017 sono 72,4 milioni di euro per le aziende agricole (operazione 4.1.01) e 52,4 milioni di euro per le aziende agroindustriali (operazione 4.2.01).  Le domande sono state 1.688 per 70 progetti di filiera che potranno generare complessivamente investimenti per circa 482 milioni.

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Bandi per giovani e innovazione

Ben 1.497 progetti riguardano le imprese agricole, 127 quelle agro-industriali e 64 propongono azioni di innovazione e trasferimento tecnologico. La richiesta di contributo è stata complessivamente di 176,5 milioni di euro. Tre i bandi (uno all’anno dal 2015) per i giovani imprenditori (operazione 4.1.02) per un totale di circa 44 milioni di euro. La richiesta di contributi fino ad ora soddisfatta, considerando i soli bandi che hanno concluso l’iter istruttorio, è stata del 67% delle concessioni rispetto alle domande ammesse.  La previsione è di stimolare investimenti per oltre 112 milioni.
Nel 2016 sono stati pubblicati i primi bandi per le aziende agroindustriali e per le aziende agricole in approccio individuale (operazione 4.1.01 e 4.2.01) con risorse pari a 112 milioni di euro. Le richieste hanno superato le disponibilità finanziarie e grazie al meccanismo dell’overspending sono state incrementate di 7 milioni, per un totale di 119 milioni. Gli investimenti ammessi ammontano a 566,2 milioni.

La soddisfazione di Agrinsieme

«Dalla fotografia presentata dalla Regione Emilia-Romagna emerge una massiccia adesione al bando sui progetti di filiera 2017, segno di dinamismo e crescita del settore - sottolinea il direttore di Agrinsieme Emilia-Romagna Cristian Maretti - concordiamo con la soddisfazione espressa dall'assessore Caselli sull'impulso che i 482 milioni di euro mobilitati dal contributo pubblico eserciteranno sul Pil regionale. Questi risultati sono il frutto di un percorso di confronto franco, partecipato, con le principali organizzazioni agricole, cooperative, industriali e sindacali - spiega Maretti - un metodo di lavoro che comunque continuiamo a valutare adeguato all'importanza ed alla necessità di investire le risorse pubbliche con attenzione e su obiettivi condivisi e prioritari».

L'importanza della cooperazione

«La metà dei progetti di filiera presentati ha come capofila una impresa cooperativa - fa notare Maretti - ciò va a testimonianza del ruolo fondamentale che la cooperazione ha nel sistema agroalimentare regionale e nazionale e del fatto che l'impresa cooperativa con i propri soci, aziende agricole, sia la rappresentazione naturale della filiera agroalimentare. Nonostante la pesante burocrazia che ha rallentato la presentazione delle domande - sottolinea Agrinsieme - esprimiamo una generale soddisfazione per un'opportunità di crescita e di sviluppo di tutte le filiere dell'agroalimentare regionale. lo strumento dei progetti di filiera rappresenta una naturale occasione del rafforzamento del legame tra la fase produttiva, la trasformazione e il mercato, con l'importante obiettivo di rafforzare e riequilibrare la distribuzione del valore aggiunto in tutta la filiera».

Cristian Maretti

Gli obiettivi ancora da centrare

«Obiettivo di tutti gli attori del sistema per il prossimo anno - annuncia Agrinsieme - sarà reperire le risorse mancanti per gli investimenti nelle aziende agricole, con particolare riferimento al settore lattiero-caserario, dove si è registrato il maggior fabbisogno finanziario rispetto alle domande presentate. In un contesto nazionale dove si attesta la spesa pubblica sui fondi Feasr attorno al 12% - conclude il direttore - come Agrinsieme ribadiamo la necessità di iniziare il confronto a livello regionale e nazionale, affinché, alle revisioni di metà programmazione, si possano recuperare risorse a vantaggio delle regioni più virtuose  rispetto alla capacità di spesa, nelle quali gli investimenti possono generare importanti ricadute economiche e sociali».

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