CONTOTERZISMO

Oltre un secolo di attività conto terzi in agricoltura

agricoltura
CONTOTERZISMO – L’impresa agromeccanica dei fratelli Tosetto nel Vicentino risale agli inizi del Novecento

Tante delle aziende che visitiamo hanno una lunga tradizione alle spalle. Si risale quasi sempre ai genitori e spesso ai nonni, dal momento che, come noto, avviare da zero un’attività di contoterzismo oggi richiede investimenti che pochi possono sopportare. Quasi mai, però, ci è capitata un’impresa che risale al trisnonno degli attuali titolari e ha una storia documentata che comincia nei primi anni del secolo scorso. Tale è, però, l’Agromeccanica dei fratelli Fernando, Amorino e Nazareno Tosetto di Campiglia dei Berici (Vi), soci della locale Apima Vicenza. «Siamo contoterzisti da sempre – ci confermano – e lo dimostra una medaglia assegnataci negli anni Settanta per i settant’anni di attività. Inoltre, tra le carte abbiamo trovato una ricevuta del 1906 che attesta il pagamento della tassa sulle macchine a vapore». Almeno 106 anni di storia documentata, quindi. «Il nostro bisnonno aveva una delle prime macchine a vapore, con la quale faceva trebbiatura nelle aie. Da lui e dal bisnonno l’attività passò a nostro nonno, poi a nostro padre – che però morì molto giovane – e allo zio. È stato lui a trasmettercela, negli anni Settanta».

Alla ricerca di nuove idee

 

Quando una ditta ha radici così profonde, resta spesso legata a schemi del passato e fatica ad adeguarsi all’evoluzione del settore. Per esempio, continua a proporre i tradizionali lavori agricoli senza rinnovare la propria offerta. Non è il caso dei fratelli Tosetto, che anzi sono assai più “moderni” di molti colleghi nati professionalmente da pochi decenni. «Negli anni Ottanta abbiamo sentito l’esigenza di rinnovare l’attività e abbiamo deciso di abbracciare il concetto di “servizio a tutto campo” per l’agricoltore.

 

Siamo un’azienda che opera davvero a tutto tondo: non soltanto effettuando ogni tipo di lavoro agricolo, ma anche fornendo i mezzi tecnici. Vendiamo infatti concimi, sementi e prodotti vari. Questo per i nostri clienti, al momento, anche se in passato avevamo pensato di allargare il giro a tutti gli agricoltori. Ma abbiamo visto che per il momento è un passo troppo lungo. Occorre creare una rete commerciale e poi ci si scontra con una concorrenza molto agguerrita».

 

Quando parla di “servizio”, Fernando Tosetto non lo fa a caso. L’Agrotecnica Tosetto, infatti, non soltanto vende mezzi tecnici ed effettua i lavori agricoli, ma ritira anche il prodotto. Soprattutto, fa i conti alla fine; in altre parole l’agricoltore coltiva il terreno senza tirar fuori un euro. «Svolgiamo un po’ la funzione di una banca, in effetti. Diamo concimi e sementi ai clienti, facciamo i lavori che ci assegnano, ma né per i primi né per i secondi chiediamo soldi. Quando l’agricoltore vende il prodotto, facciamo i conti delle spese che hanno avuto». Chiaramente, se il prodotto è ritirato dai fratelli Tosetto, l’agricoltore riceverà la differenza tra il suo valore e le spese sostenute.

Il commercio di cereali

 

A Campiglia dei Berici troviamo due essiccatoi e un nutrito numero di silos e capannoni. «Stocchiamo circa 190mila quintali l’anno di cereali. La metà circa trebbiati da noi, il resto acquistato sul mercato. Da quando, nel 1996, abbiamo rinnovato le strutture, abbiamo iniziato infatti ad allargare il giro dei cereali al di là di quelli che raccogliamo dai clienti. Acquistiamo e rivendiamo anche prodotto estero, talvolta senza vederlo nemmeno passare in azienda. È un’attività che dà i suoi frutti, una volta entrati nel giro. Attualmente è anzi quella che sta dando il vero valore aggiunto all’azienda».

 

La decisione di espandere l’attività commerciale, continua Nazareno, è stata in qualche modo una scelta obbligata. «Lo faceva già qualcuno, in zona, e il cerchio si stava stringendo. Siccome questo territorio ha una delle più alte concentrazioni di contoterzisti d’Italia, lo spazio sui normali lavori agricoli era ridotto e quindi siamo stati in un certo modo costretti ad ampliare il settore commerciale, per differenziare. Un po’ quello che fanno tutti i colleghi, in fondo: c’è chi segue le stalle e chi fa spurghi, chi commercia paglia oppure si dedica al movimento terra. Noi ci siamo orientati sui cereali».

Macchine in primo piano

 

Sebbene il commercio dei cereali assorba energie (fisiche e soprattutto finanziarie), i Tosetto non hanno affatto dimenticato di essere contoterzisti agricoli. Pertanto sotto i loro nuovissimi capannoni troviamo un’attrezzatura di prim’ordine, che ha in Fendt e Claas i suoi punti di forza rispettivamente per trattori e macchine da raccolta. Per esempio, troviamo una Lexion 570 per le trebbie, mentre uno degli acquisti più recenti è stata la Jaguar 960 di ultima generazione. «Una macchina molto valida. Abbiamo voluto aspettare la seconda serie, perché per esperienza sappiamo che quando una macchina è stata profondamente rinnovata, è sempre meglio attendere il secondo giro per acquistarla. In effetti abbiamo avuto ragione, perché l’ultima versione ha corretto alcune lacune che a nostro avviso erano presenti sulle prima macchine messe in commercio».

 

La trincia è stata acquistata anche in previsione di un più intenso impiego con i biodigestori, naturalmente. E allo stesso scopo è stata acquistata anche la testata per la raccolta diretta di foraggi Direct Disc. «Indispensabile perché chi produce biogas cerca di sfruttare al massimo i terreni e quindi spesso fa un primo raccolto di triticale, oltre al classico trinciato di mais», spiega Fernando Tosetto.

 

Per i trattori, come anticipato, i tre fratelli si affidano a Fendt. «Ci piace la filosofia di questo marchio: sono macchine molto comode e finora ben costruite. Certo, rimpiangiamo un po’ i motori Man e di conseguenza aspettiamo con un certo interesse i Sisu, perché abbiamo un 211 con un tre cilindri Sisu, appunto, che fa davvero faville».

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