Innovazione in irrigazione

Perché un’innovazione

L’innovazione in irrigazione si è sviluppata sia per ridurre la quantità di risorsa idrica impiegata (l’acqua è un bene prezioso e lo sarà sempre più in futuro) sia per intervenire sulle colture in modo da massimizzarne le rese ed elevarne la qualità in funzione delle richieste del mercato.

In sostanza si punta su un uso efficiente in funzione di un determinato scopo. Per far questo si sta lavorando sulle tecnologie. Risulta altresì fondamentale la preparazione (formazione) dell’operatore agricolo per gestire al meglio i mezzi che la tecnologia gli mette a disposizione,

I sistemi irrigui sui quali l’innovazione sta facendo i maggiori progressi sono quelli delle due grandi famiglie dell’irrigazione a pioggia e della microirrigazione. Mentre (salvo casi eccezionali) sono ormai improponibili i metodi per scorrimento.

 

Cos’è

Le tecnologie si stanno evolvendo in particolare nell’irrigazione a pioggia, mentre nella microirrigazione si sta lavorando soprattutto sui materiali, che devono garantire le loro performance nel tempo.

Le macchine per l’irrigazione a pioggia appartengo fondamentalmente a tre categorie: rainger, pivot e rotoloni. Il problema più grosso per questa tipologia di attrezzature è l’elevato impiego di energia a causa delle elevate pressioni in gioco. Per la loro riduzione si ricorre a tecnologie che riguardano l’adattamento delle conduttore, l’impiego delle turbine (basso consumo energetico), la struttura degli irrigatori.

Sui rotoloni, in particolare, possono essere montate barre irrigatrici che, oltre a ridurre la pressione necessaria per la spinta dell’acqua, favoriscono una distribuzione omogena sul terreno.

Le applicazioni di elettronica sono sempre più diffuse per un controllo remoto delle attrezzature che consente una gestione efficiente, con un basso impiego di manodopera. Le centraline elettroniche vengono montate da tempo anche sui rotoloni per un controllo via computer, smartphone e tablet grazie anche all’adozione del gps per la geolocalizzazione delle attrezzature irrigue.

Per i sistema a goccia uno dei problemi più grossi che ne può limitare l’efficienza è l’occlusione degli irroratori che porta a una distribuzione disuniforme. Per far questo sono stati individuati sistemi autopulenti praticamente in tempo reale che evitano il blocco dell’irrigazione. Per fornire acqua di qualità si sta lavorando anche sui filtri, anche questi autopulenti.

L’irrigazione a goccia è strettamente legata all’impiego dei concimi liquidi o solubili (fertirrigazione). L’impiego dei fertilizzanti liquidi o solubili, un tempo effettuato tramite semplici tubi Venturi, oggi viene gestito da modernissime centraline elettroniche che selezionano con estrema precisione il dosaggio del concime in funzione delle specifiche esigenze delle colture.

 

Come può cambiare il modo di lavorare

La tendenza è quella di sviluppare una vera e propria irrigazione di precisione. Questa, sulla base dello studio della tipologia del terreno, dell’individuazione della quantità necessaria in funzione della fase fenologica della pianta e, attraverso centraline meteorologiche (e previsioni su larga scala), dell’andamento delle piogge e dell’evapotraspirazione, è in grado di garantire alla pianta sempre il quantitativo di acqua necessario.

Naturalmente si sta già lavorando già in questa direzione, Le nuove tecnologie sicuramente ci permetteranno di allungare il passo verso una gestione dell’acqua sempre più razionale ed efficiente.

Esperto: Graziano Ghinassi

PhD, Ricercatore presso il Dipartimento GESAAF dell’Università di Firenze, dove tiene i corsi di Idraulica Agraria e On Farm Irrigation. Svolge intensa attività internazionale nel settore dell’irrigazione ed è responsabile scientifico di progetti di ricerca. E’ autore e coautore di oltre 50 pubblicazioni.

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