Valorizzazione dei reflui zootecnici

Valorizzare i reflui zootecnici significa accrescere il loro potere fertilizzante e, in condizioni di eccesso, gestirli adeguatamente per ridurre gli effetti indesiderati sull’ambiente.

Una moderna e sostenibile gestione dei reflui zootecnici può interessare le fasi del loro stoccaggio e del loro spandimento in campo.

 

Stoccaggio

Una prima soluzione innovativa prevede l’applicazione di coperture alle vasche di stoccaggio dei liquami. In tal modo si può limitare l’emissione di ammoniaca e di gas ad effetto serra in atmosfera, nonché l’ingresso di acque piovane nel refluo.

Si possono inoltre adottare tecniche di separazione solido liquido, che permettono di gestire in meglio l’utilizzo agronomico dei prodotti di risulta.

Inoltre, favorire nelle vasche processi biologici di abbattimento dell’azoto permette di ridurre il contenuto di azoto del refluo del 90%, liberando l’azoto in eccesso nell’aria come N molecolare.

Sempre nella fase di stoccaggio delle deiezioni animali, processi di strippaggio permettono di ridurre il tenore azotato dei reflui a vantaggio della produzione di solfato di ammonio.

Infine, processi di ultrafiltrazione, previa adeguata separazione solido-liquido, permettono di ottenere acqua, una preziosa risorsa per l’azienda agricola, e nel contempo ridurre i volumi e i quantitativi di azoto da distribuire.

 

Spandimento

La tendenza che si sta maggiormente affermando è l’interramento dei liquami localizzato in prossimità delle radici della coltura.

L’operazione può essere abbinata a una “minima lavorazione” del terreno.

Sono disponibili sul mercato macchine specializzate in questo tipo di operazione, abbinabili al carro botte.

Un ulteriore e particolarmente moderno sviluppo di queste tecniche di interramento consiste nell’abbinarlo agli ultimi sistemi di agricoltura di precisione.

In tal modo il contenuto azotato dei liquami riuscirà a fertilizzare la coltura, raggiungendo contemporaneamente altri tre obiettivi:

- non esporre al rischio inquinamento le falde o l’atmosfera;

- ottimizzare la ricerca e il coinvolgimento di terreni agricoli destinati a ricevere i liquami;

- risparmiare in maniera sensibile sul costo della concimazione nonché sul costo del gasolio.

 

Esperto: Maurizio Moschini

Ricercatore presso l’Istituto di Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, è docente nel corso di “Sostenibilità del Sistema Agro-zootecnico” ed è specializzato nei temi della nutrizione animale.

 

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