Biostimolanti, antistress economico e sostenibile per le piante

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I biostimolanti sono prodotti naturali che possono contrastare gli effetti negativi del clima e dei parassiti, supportando le piante nelle fasi delicate come fioritura, maturazione dei frutti e post raccolta. Inoltre, sono un valido supporto per preparare al meglio la stagione successiva in modo sostenibile sia per l’ambiente sia per il conto economico

Dalle gelate tardive della scorsa primavera fino alla pesante e prolungata siccità estiva, aggravata dalle temperature africane di giugno, luglio e della prima metà di agosto. Quella appena conclusa è stata un’annata molto stressante per le colture, in particolare per le piante da frutto e per la vite, ma anche per i cereali. Per salvaguardare il loro reddito gli imprenditori agricoli hanno quindi bisogno di prodotti in grado di aiutare le colture a superare le difficoltà, che possono scaturire sia da fattori biotici che abiotici. I biostimolanti, specialità fogliari completamente naturali, sono la soluzione ideale.

Le insidie del clima

Siccità e temperature elevate non sono gli unici fattori abiotici a influenzare in maniera negativa le colture. Sempre più spesso il climate change costringe gli agricoltori a fare i conti con eventi atmosferici estremi come grandinate, trombe d’aria, gelate e nevicate fuori stagione, rovesci brevi e intensissimi. Queste calamità possono danneggiare gli organi vegetativi e riproduttivi della pianta (rami, foglie, germogli, fiori e frutti), oppure provocare squilibri fisiologici e nutrizionali dovuti alla perdita o al danneggiamento delle foglie e il repentino cambio degli equilibri ormonali come conseguenza dei danni riportati a gemme e apparati riproduttivi, oltre al danno fisico sui frutti in crescita. Attacchi fungini o di insetti parassiti possono minare ulteriormente la fisiologia delle piante, aggravando ulteriormente lo scenario.

Raccolti poveri

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Vigneti colpiti dal gelo della scorsa primavera in Veneto

L’insieme di questi input negativi si ripercuote inevitabilmente sui raccolti. Per quanto riguarda la viticoltura, ad esempio, quest’anno l’Unione europea stima in 22 milioni di ettolitri il calo produttivo nel continente rispetto al 2016 (-14,4%). In Italia è andata anche peggio, con poco più di 40mila ettolitri prodotti: -21% rispetto all’annata precedente. Stagione in rosso a causa del freddo primaverile e delle scarse precipitazioni estive anche per il mais, con rese in calo del 10/15% rispetto al 2016 dove si è potuto intervenire con irrigazioni di soccorso e del 30% dove non c’è stata la possibilità di fornire acqua. Sempre a causa della siccità, la risicoltura ha patito cali di resa di 2/4 quintali a ettaro a seconda della varietà. Anche la campagna del kiwi ha fatto registrare decrementi produttivi del 14% a causa degli stress climatici: a soffrire sono stati in particolare gli areali del nord Italia.

Autunno, mesi chiave per la stagione che verrà

Tra marzo e maggio, la fioritura e per le varietà più precoci anche l’allegagione, sono momenti decisivi per il successivo sviluppo dei frutti sulle piante. In questa fase è importante mantenere l’equilibrio nutrizionale e idrico delle colture cercando di limitare al massimo i fattori di disturbo esterni, che possono compromettere i raccolti sia come quantità di frutti, ma anche come qualità: calibri, forme e colorazione non conformi agli standard richiesti dal mercato provocano abbassamento delle quotazioni e possono compromettere seriamente il reddito degli imprenditori agricoli.
Ma anche l’autunno è un momento chiave, perché in questi mesi rappresentano il secondo momento di massima attività radicale dopo la primavera, durante il quale le piante sono grado di assorbire sostanze nutritive, ed è in questa fase che si prepara al meglio la stagione successiva. E proprio dopo un’annata molto stressante come quella appena conclusa è fondamentale focalizzare l’attenzione su una buona ripresa vegetativa e sulla nutrizione delle gemme ancora indifferenziate, che serviranno alla produzione del prossimo anno. Oltre a dei razionali interventi di potatura e fitosanitari, l’apporto di sostanze biostimolanti che favoriscano la veloce ripresa delle funzioni biochimiche della pianta, può essere un valido supporto.
Inoltre, in questo periodo, i biostimolanti aiutano le colture orticole autunnali, che sono nel pieno del loro ciclo produttivo, a non risentire dei primi freddi o degli sbalzi termici tra giorno e notte. Questo si traduce in una maggiore pezzatura e qualità dei raccolti.

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Macys Bc 28, ricostituente naturale per le piante

I biostimolanti sono prodotti naturali a base di sostanze vegetali. Come Macys Bc28 di Cifo, un concime fogliare a base di Macrocystis integrifolia, un’alga dell’ordine delle laminariali che cresce sul fondale roccioso dei mari canadesi, ricca di sostanze biologicamente attive che influenzano positivamente la fisiologia delle piante. Conosciuta anche come Giant Kelp, Macrocystis integrifolia è un’alga marrone raccolta nella Columbia Britannica dove trova le condizioni ideali per svilupparsi: acque fredde e incontaminate e lunghe giornate di sole nella stagione crescente.
La Macrocystis è anche chiamata “foresta del mare” perché fornisce una grande percentuale di ossigeno: centinaia di specie dipendono da essa per la sopravvivenza, come una foresta terrestre. Può arrivare a 30 metri di lunghezza, infatti, è la pianta che cresce più velocemente nell’oceano. Raccolta a mano con le regole che si tramandano da secoli, viene poi lavorata con un metodo di produzione non caustico, per preservare al massimo i costituenti naturali. Macys Bc 28 di Cifo contiene il 100% di Macrocystis, ed è uno stimolante della crescita ricco di ormoni naturali (particolari auxine), amminoacidi e polisaccaridi (Acido alginico, fucoidina, Laminarine, ecc...). Questi composti attivi regolano lo sviluppo delle cellule (promuovendo la crescita dei tessuti giovani), aumentano la resistenza allo stress, stimolano il radicamento e il supporto alla fioritura delle piante da frutto. Inoltre, favoriscono uno sviluppo uniforme dei frutti e una maggiore pezzatura.
Nel vigneto, Macys Bc 28 può essere utilizzato durante le prime fasi di raccolta per aumentare la resistenza allo stress (gelo e condizioni meteorologiche avverse) e per promuovere lo sviluppo delle piante. Poco prima della fioritura aumenta la fertilità dei fiori e la regolazione dei grappoli. Se necessario, Macys Bc 28 può anche essere utilizzato dopo lo sviluppo dei frutti e degli acini per promuoverne la crescita.

Il parere di chi lo usa: «In vigneto produzione su del 10% e meno irrigazione»

Giacomo Groppetti

In un’annata caratterizzata da una grave siccità come quella appena conclusa c’è chi ha risparmiato almeno due cicli di irrigazione e incrementato la produzione del 10% grazie alla somministrazione di Macys Bc 28. A confermarlo è Giacomo Groppetti, agronomo dell’azienda Cascina Le Presceglie, dieci ettari di Trebbiano di Lugana a sud di San Martino della Battaglia (Bs). «Dopo le gelate primaverili e la carenza di precipitazioni abbiamo contattato Cifo per capire se si poteva fare qualcosa per supportare le vigne – racconta Groppetti – l’azienda bolognese ci ha consigliato Macys Bc 28 che abbiamo somministrato a inizio e a metà giugno. Abbiamo riscontrato subito un evidente effetto dal punto di vista idrico – sottolinea Groppetti – il nostro vigneto è dotato di ala gocciolante e quest’anno, nonostante la siccità l’abbiamo utilizzata solo un paio di volte nel periodo precoce, mentre abbiamo notato che nelle aziende vicine le vigne sono andate in stress idrico». Come conseguenza di questa minore sofferenza delle viti l’agronomo dell’azienda bresciana parla di un incremento produttivo del 10% che per la quotazione del Trebbiano di Lugana significa circa duemila euro a ettaro di maggior guadagno: «Visti i risultati ottenuti e considerando l’ormai cronica carenza di precipitazioni che si verifica nelle nostre zone tra giugno e luglio mi sento di dire che la somministrazione di Macys Bc 28 si può mettere a calendario».

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