Mais, con l’agricoltura di precisione +40% nelle rese in 10 anni

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I vantaggi dell'agricoltura di precisione sono concreti e devono essere comunicati. Ci ha pensato l'Università di Padova che ha portato a Eima campus un caso reale di un'azienda che fa agricoltura di precisione da più di 10 anni

Di agricoltura di precisione se ne parla da tempo, una gestione dell’attività agricola basata sull’utilizzo di tecniche digitali per monitorare e razionalizzare tutte le operazioni e che consente di ottenere una maggiore sostenibilità e una maggiore produttività. Si conoscono gli strumenti e le applicazioni, ma l’aspetto più complicato resta la comunicazione alle imprese agricole dei vantaggi concreti che derivano dall’applicazione in campo delle tecnologie di precisione. È proprio di questo che Marco Sozzi, PhD dell’Università di Padova, ha parlato nell’incontro “I vantaggi dell'Agricoltura di Precisione: 10 anni di applicazione in un'azienda reale” a Eima Campus, l’area della fiera dedicata a eventi sull’importante connubio tra realtà produttiva, università e centri di ricerca.

Agricoltura di precisione da oltre 20 anni

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Marco Sozzi illustra il caso studio

«Lo studio è stato condotto sull’azienda S.A. Porto Felloni caratterizzata da con 460 ettari lavorati (frumento, mais, pisello, fagiolino, pomodori e noci), da un alto livello di meccanizzazione e soprattutto dall’adozione dell’agricoltura di precisione basta su mappe di prescrizione da oltre 20 anni, che – come ha spiegato Sozzi – ha permesso di produrre delle analisi dei risultati di lungo periodo».

L’analisi ha riguardato in particolare 22 ettari con irrigazione a pivot e coltivati a mais dal 2008 al 2017. Durante il decennio l’azienda ha adottato diverse tecnologie di precisione, mappe di resa cartacee, mappe digitali, analisi del suolo, mappe di georesistività e immagini satellitari che hanno portato a un aumento dell’efficienza produttiva, sia in termini di rese che di concimazione.

Incremento delle rese e dell’efficienza nella concimazione

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Alle spalle di Sozzi il dettaglio dell'incremento delle rese

In particolare, come ha illustrato il ricercatore, «l’incremento delle rese tra il 2008 e il 2017 è stato del 40% (da una produzione di 9.76 ton/ha a 13,81 ton/ha) a cui si è aggiunta una riduzione della variabilità produttiva stagionale dell’appezzamento e un aumento della stabilità produttiva annuale. Anche dal punto di vista dell’efficienza della concimazione azotata si sono ottenuti notevoli vantaggi: da 50 kg di granella per kg di azoto utilizzato a 87 kg di granella per kg di azoto. Quindi una migliore strategia di gestione della variabilità, permessa solo dall’agricoltura di precisione, porta a un aumento delle caratteristiche produttive dell’appezzamento».

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