Grana Padano, il software che monitora la sostenibilità della filiera

Grana Padano
Da un accordo tra il Consorzio di Tutela e il Politecnico di Milano. Punta a valutare le performance ambientali di prodotto durante il suo ciclo di vita, basandosi su un approccio multicriterio.

I produttori e i confezionatori del Consorzio Tutela Grana Padano potranno disporre di un software in grado di valutare la sostenibilità di tutta la filiera, sino alla realizzazione del packaging e al suo smaltimento. Sarà messo a punto in un progetto, che ha come capofila il Dipartimento di Energia e il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e di cui il Consorzio è partner. Ad illustrarlo a Milano il prof. Jacopo Famiglietti del Department of Energy del Politecnico, in un intervento sul tema “Nuove basi per le produzioni di qualità – Conoscersi per migliorare”, durante il Seed & Chips - Global Food International Summit, svoltosi al Mico - Milano Congressi.
La manifestazione, erede dell’esperienza di Expo Milano 2015, ha approfondito il futuro dell’alimentazione e il suo rapporto con l’ambiente, dalla ottimizzazione delle risorse alla lotta allo spreco, dalla sostenibilità al miglioramento del benessere animale, obiettivi sui quali il Consorzio Tutela Grana Padano ha maturato in oltre un decennio un’esperienza importante attraverso studi mirati a valutare e a contenere l’impatto dell’intera filiera produttiva del formaggio a denominazione d’origine protetta più consumato nel mondo, che nel 2017 ha prodotto 4.942.054 forme, delle quali circa 1,8 milioni vendute all’estero.

Gli occhi dell'Ue sul Grana Padano

Il progetto rientra nell’attività di promozione e sviluppo della metodologia Product Environmental Footprint (Pef), voluta dalla Commissione europea per i formaggi a pasta semi dura - dura Dop, e punta a valutare le performance ambientali di prodotto durante il suo ciclo di vita, basandosi su un approccio multicriterio.
Accanto a Politecnico di Milano, anche con il suo spin off Enersem, e Consorzio di Tutela, che parteciperà con 19 tra caseifici, confezionatori e stagionatori e 68 stalle conferenti alla filiera Grana Padano, partner della ricerca sono l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, OriGin Onlus Prodotti Dop, con sede in Svizzera, Qualivita (Fondazione per la protezione e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità), Cniel - Centre national Interprofessionnel de l’Economie Laitière (Parigi - Francia).
La ricerca è di rilevanza europea e passa dunque attraverso la quotidiana attività produttiva del Sistema Grana Padano. “Commissionando le ricerche sul tema della sostenibilità – spiega il presidente Nicola Cesare Baldrighi - il Consorzio ha voluto ribadire l’attenzione alla zona di produzione del formaggio italiano Dop più consumato al mondo. La qualità del Grana Padano Dop è frutto della simbiosi tra i fattori naturali, come clima e territorio, e fattori umani, come gli usi, le scelte tecnologiche e la ricerca. La necessità di tutelare anche questo patrimonio tecnico e culturale ha originato nel corso degli anni, diversi studi, come punto di partenza di un programma di miglioramento a favore dell’equilibrio ambientale”.

Obiettivo del progetto

Obiettivo del progetto è valutare e ridurre gli impatti ambientali, consentendo agli operatori delle varie fasi di essere partecipi attraverso il software che sarà realizzato e messo a loro disposizione dopo essere stato testato su alcuni caseifici. Consentirà di ridurre tempo e risorse nella valutazione e certificazione del ciclo di vita (Lca) dei prodotti con approccio alla valutazione di tutta la filiera sino a comprendere la fase finale del prodotto, ovvero packaging e relativo smaltimento.
L’eco-progettazione quindi coinvolgerà l’intero ciclo di vita dei prodotti, puntando in particolare a implementare una tipologia di packaging che parli direttamente al consumatore finale comunicando le buone pratiche ambientali, come la riduzione degli sprechi alimentari. I risultati saranno poi trasferiti a un consorzio Dop francese attraverso il Cniel e diffusi a livello nazionale ed europeo.
Il software è atteso per il 2021 e sarà utilizzabile da tutte le aziende consorziate, che potranno così calcolare, ridurre e certificare la propria impronta ambientale in conformità con la metodologia Pef promossa dalla Commissione europea insieme all’elaborazione di un packaging innovativo volto ad accrescere la consapevolezza ambientale del consumatore finale.

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