Cereali, precision farming utile anche a basse redditività

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Nella coltivazione dei cereali l'agricoltura di precisione consente vantaggi economici variabili tra 206 (semina su sodo) e 147 (lavorazione tradizionale) euro a ettaro, pur con l'applicazione dei soli primi due livelli, cioè guida assistita e distribuzione degli input a rateo variabile. Il 20 luglio a Foggia durante Nova Agricoltura in Campo si potranno vedere da vicino le macchine e le tecnologie per applicare anche il terzo livello della precisione farming, cioè la raccolta e l'interpretazione dei dati di campo

I cereali sono tra le coltivazioni alle quali, da più tempo e più diffusamente di altre, sono state applicate le tecniche dell’agricoltura di precisione, dalle più semplici come il miglioramento delle collimazioni, fino ai massimi livelli delle possibili applicazioni tecnologiche, pur con diversa intensità e soprattutto in un contesto di creazione di valore contenuto rispetto alle produzioni intensive.

A Foggia in mostra il meglio dell'agridigit

Di agricoltura di precisione e innovazione nella filiera della pasta per una produzione di qualità si parlerà alla sesta edizione di Nova Agricoltura in Campo, l'evento organizzato da Edagricole e Crea con il patrocinio della Regione Puglia e della Città di Foggia. Dopo il successo del 2017, anche quest’anno la giornata dimostrativa e formativa si svolgerà nei terreni del Crea Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia, con un programma ricco di contenuti tecnici e tante novità, oltre alla presenza del sottosegretario al Mipaaf Alessandra Pesce e del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Venerdì 20 luglio a partire dalle 9:30 si potranno vedere in azione trattori, erpici a dischi, decompattatori, seminatrici da sodo, irroratrici, coltivatori, spandiconcime, pneumatici, cingoli, dispositivi per l'agricoltura di precisione, macchine per l'orticoltura, droni e sistemi per la difesa delle colture.

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Grano, costi e ricavi

La produzione lorda vendibile (Plv) generata dal combinato resa ettariale (60/70 q/ha) per prezzo di mercato, che negli ultimi 5 anni si attesta tra i 18 e i 20 euro/q al lordo delle spese di stoccaggio e conservazione (valori confermati anche dalle prime quotazioni campagna di raccolta 2018), produce ricavi al netto della Pac mediamente da un minimo di circa 1.000 €/ha a un massimo di circa 1.250 €/ha. Questi modesti ricavi lordi frequentemente non coprono nemmeno i costi diretti di produzione e hanno indotto molti cerealicoltori, da oltre 2 decenni, all’utilizzo di tecniche a basso contenuto di input tecnici, come ad esempio la coltivazione su terreno non lavorato. Questa metodica, dove e quando applicabile, nell’areale emiliano storicamente riduce gli obiettivi medi di resa di circa 5 q/ha, pari a circa 85/90 euro/ha, ma contiene i costi rispetto al convenzionale di circa 300 €/ha, grazie all’eliminazione della lavorazione del terreno e alla possibilità di azzeramento delle infestanti in presemina con disseccanti.
In questa sede analizziamo gli effetti sui costi e ricavi del grano tenero che, con i prezzi medi di mercato degli ultimi anni, si è storicamente caratterizzato per la modesta capacità di esprimere un apprezzabile grado di redditività (peraltro spesso negativa), pur computando valori di resa media a ettaro medio/alti sia in contesto di coltivazione tradizionale su terreno lavorato sia su sodo. Tecnica quest’ultima indipendente, ma non alternativa all’applicazione dell’agricoltura di precisione, cui può essere auspicabilmente associata e mantenuta nel tempo.

Agricoltura di precisione: il primo livello

Il livello di base o “primo livello dell’agricoltura di precisione”, in grado di gestire il miglioramento della collimazione, assicurato dalle varie tipologie di guide assistite semi-automatiche e/o automatiche applicate alla trattrice, è quello più utilizzato. Ciò è dovuto non solo a motivi di semplicità di utilizzo e di ritorno immediato delle utilità potenziali, ma anche perché ha rappresentato un facile ed economico upgrade innovativo della trattrice, che è la macchina di cui ogni azienda agricola è dotata. Con l’applicazione delle guide assistite si rendono più efficienti i cantieri di lavoro agromeccanici nello svolgimento di tutte le operazioni colturali e ciò si traduce in risparmio di costi fino a 70/90 euro/ha su lavorato (che più o meno si dimezzano su sodo).

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Agricoltura di precisione: il secondo livello

Il livello superiore di agricoltura di precisione in integrazione al primo livello, applicabile con cantieri di spandimento fertilizzanti e fitofarmaci necessariamente già evoluti dal punto di vista meccanico, permette, tramite l’uso di apposite tecnologie applicate e integrate alle macchine distributrici in campo sopracitate, l’automazione della distribuzione a rateo variabile e mirata dei mezzi tecnici, che per il grano si identificano in fitofarmaci e concimi. Gli apporti nutrizionali al grano sono pianificati dall’elaborazione di mappe di resa storica ottenute durante la trebbiatura negli anni precedenti, che evidenziano bisogni e, di conseguenza, apporti nutrizionali diversi nelle varie aree del campo. Alla metodica descritta si può combinare l’apporto di fertilizzante, la cui distribuzione variabile non avviene su base storica di resa, ma dalla lettura in tempo reale del vigore vegetativo della produzione in campo mediante l’utilizzo di appositi sensori applicati al cantiere di spandimento del concime: un frazionamento degli apporti del fertilizzante con una prima passata che “variabilizza” in funzione delle rese storiche e una seconda passata che variabilizza sulla base del vigore attuale della pianta.

Agricoltura di precisione: il terzo livello

Il terzo livello di applicazione dell’agricoltura di precisione è ancora poco diffuso su scala reale, ma potenzialmente può rappresentare un nuovo valore aggiunto alla produzione, in termini sia intra aziendali sia extra aziendali, di entità e utilità anche maggiori rispetto a quanto ottenuto con i primi due livelli di applicazione. Tale livello si estrinseca nella rilevazione e mappatura, tramite monitoraggi con sensori implementati sulle macchine da raccolta, dei parametri non solo quantitativi, ma anche qualitativi. I dati ottenuti sulla produzione in campo alla raccolta sono utili sia agronomicamente sia alla trasformazione, in quanto possono mettere in relazione la resa con la qualità, accrescendo gli obiettivi e le azioni dei cerealicoltori. Sarà, infatti, possibile attuare azioni non solo orientate all’aumento di resa, ma anche all’ottenimento di qualità congrua ai bisogni della filiera di trasformazione, che potrà conoscere, in quanto rilevata alla raccolta, prima del conferimento se gli operatori della filiera sono interconnessi o, al più tardi, al momento della consegna in stoccaggio. Quanto descritto evidenzia la necessità di una forte e comune visione di intenti e obiettivi fra gli operatori della filiera, che ha come scopo la creazione di maggior valore e come collante l’equa distribuzione a tutti gli operatori di ogni fase dei miglioramenti ottenuti. In questo contesto, il paradigma e i concetti dell’industria 4.0, oltre alle tecnologie innovative in grado di applicarli, trovano piena rispondenza. Ciò contribuirebbe all’implementazione di moderne ed efficienti filiere agro-alimentari, dove l’indispensabile e ineludibile fase di campo, atta alla fornitura di prodotti finiti o destinati alla trasformazione, troverebbe una più reale e facile computazione del proprio valore. Immaginiamo come potrebbero accrescere il valore di produzioni agricole (come anche il grano), seppur oggi considerate commodity, se realmente e in modo comprovato più rispondenti alla trasformazione in produzioni alimentari Dop, Igt, Igp ecc. che il mondo globalizzato sembra diffusamente apprezzare.

Cereali, i vantaggi economici

Per quanto riguarda la distribuzione dei fitofarmaci, le tecnologie permettono di evitare sovrapposizioni tramite la chiusura in automatico degli ugelli quando si ripassa su un'area già trattata o da non trattare; inoltre, evidenziano all’operatore l’eventuale presenza di aree non trattate, con il risultato di evitare sovradosaggi e fallanze. Il risparmio economico è influenzato dal mutare dei costi dei mezzi tecnici, ma mediamente negli ultimi anni può essere quantificato in circa 35/45 euro/ha sia in coltivazione tradizionale sia su sodo. I risparmi economici ottenibili mediamente sono, quindi, nell’ordine di 100-130 euro/ettaro, ma rappresentano solo parzialmente i vantaggi dell’agricoltura di precisione applicata al grano. Dall’utilizzo di queste applicazioni, infatti, derivano significative variazioni agronomiche durante l’accrescimento, che si traducono in una diminuzione della disomogeneità produttiva e qualitativa e in una conseguente maggiore resa (che nelle esperienze su scala reale analizzate si quantifica in circa 5 q/ha). Il beneficio economico della maggiore produzione ettariale ai prezzi di mercato attuali si traduce a sua volta in un maggior ricavo di circa 90-100 €/ettaro, che fa salire il vantaggio economico complessivo fino a oltre 200 €/ettaro per la produzione in convenzionale e oltre 140 €/ettaro per la produzione su sodo. I valori di risparmio ottenuti sono proporzionali all’intensità del ricorso a input tecnici e al loro costo, e in un contesto di intensivizzazione saranno crescenti, pertanto l’applicazione dell’agricoltura di precisione sarà determinante ai fini della sostenibilità intesa in ogni declinazione: economica, qualitativa, ambientale ecc. (tab. 1).

Confronto tra costi e ricavi grano tenero (sodo vs lavorato, con e senza agricoltura di precisione)
Coltivazione con su terreno sodo Coltivazione con su terreno lavorato
Su lavorato con tecniche convenzionali Su lavorato con applicazione AP Risparmi medi ottenibili con AP Su sodo con tecniche convenzionali Su sodo con applicazione AP Risparmi medi ottenibili con AP
Operazioni agromeccaniche:
Lavorazione Principale terreno 200 165 35 0 0 0
Lavorazione Secondaria terreno 100 80 20 0 0 0
Diserbo (azzeramento disseccante) 0 0 0 30 26 4
Semina su sodo 0 0 0 46 40 6
Semina su lavorato 40 35 5 0 0 0
Concimazioni 23 20 3 23 20 3
Diserbo
e trattamento
30 27 3 30 27 3
Concimazioni 24 20 4 23 20 3
Trattamento 31 27 4 31 27 4
Raccolta 180 170 10 175 168 7
Trasporto 60 60 0 58 58 0
Totale oper. agromeccaniche 688 604 84 416 386 30
Mezzi tecnici
di produzione:
Fertilizzante (Urea) 160 140 20 160 140 20
Diserbi
e trattamenti
180 160 20 180 160 20
Semente 160 150 10 160 155 5
Totale
mezzi tecnici
500 450 50 500 455 45
Costo €/ha 1188 1054 134 916 841 75
Produzione q/ha 65 69 4 60 64 4
riepilogo
per calcolo marginalità
riepilogo per calcolo marginalità Scostamenti economici valoriali riepilogo per calcolo marginalità riepilogo per calcolo marginalità Scostamenti economici valoriali
Prezzi €/q x valorizzazione media € 18,00 € 18,00 € 0,00 € 18,00 € 18,00 € 0,00
PLV  da mercato € 1.170,00 € 1.242,00 € 72,00 € 1.080,00 € 1.152,00 € 72,00
Vantaggio economico totale (€/ha)     206,00     147,00

Precision farming, il valore per la filiera

L’agricoltura di precisione è applicata su superfici crescenti, ma ancora modeste se parliamo di dati a livello generale e nazionale. Esistono comunque anche cerealicoltori (pochi, ma significativi) che la applicano a tutti i livelli e su tutta la loro superficie aziendale. Partiamo dal contributo che queste poche ma significative aziende hanno portato alle filiere agroalimentari e proviamo a implementare un sistema di computazione complessivo e di ridistribuzione del maggior valore generato in filiera. In poco tempo potrebbero essere noti dati economici, produttivi, ambientali, che rappresentano la vera sostenibilità nel tempo e anche la base oggettiva di ragionamento circa potenziali specifiche azioni di sostegno alle imprese da parte della politica agricola.
Quanto sopra  descritto, pur se acclarato e apprezzato dai trasformatori agroalimentari di grano tenero e duro, ne è un esempio, ma non l’unico: l’interesse di Barilla al tema che in collaborazione con il Cnr di Firenze e Foggia ha portato all’implementazione di una piattaforma informatica di supporto ai cerealicoltori, non trova ancora riconoscimento economico ai produttori di cereali. Indubbiamente un riconoscimento economico premiale, per essere riconosciuto, deve essere frutto di computazione oggettiva di un maggior valore che la produzione con tecnologie di agricoltura di precisione apporta alla filiera. Se il versante “miglioramento dei costi e resa” è, per chi scrive, facilmente computabile in casa del cerealicoltore, il versante “maggior valore economico industriale” e l’ulteriore apporto di valore immateriale determinato da una coltivazione più sostenibile rispetto alla coltivazione tradizionale, non è altrettanto facilmente computabile, pur essendo certo che esiste.

*Coordinatore agromeccanizzazione Legacoop Agroalimentare

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