Corteva Agriscience: dal campo alla tavola a sostegno del made in Italy

Conoscere nel dettaglio le caratteristiche nutrizionali e qualitative dell’alimento che arriva alla bocca dell’animale è l’aspetto prioritario per la produttività e per il benessere animale delle stalle moderne. Pioneer, in Italia, mette a disposizione degli allevatori l’esperienza, la professionalità e i servizi analitici di un laboratorio agronomico specializzato sulla qualità dei foraggi

La costituzione di Corteva Agriscience, divisione Agricoltura di DowDuPont è stata annunciata a febbraio 2018 come risultato finale del processo di fusione di Dow e DuPont.
Corteva diventerà una società indipendente e interamente focalizzata sull’agricoltura a giugno 2019, quando si completerà la procedura di riorganizzazione e divisione di DowDuPont in entità distinte, tra cui la stessa Corteva Agriscience.
La nuova società raggrupperà i punti di forza di DuPont Pioneer, DuPont Crop Protection e Dow AgroSciences e si dedicherà allo sviluppo di nuove soluzioni per l’agricoltura, offrendo agli agricoltori di tutto il mondo la più completa gamma di prodotti e servizi del settore.
Corteva, infatti, non vuole essere solo un mero fornitore di prodotti per l’agricoltura, ma mira a diventare un chiaro punto di riferimento agronomico e gestionale per l’intero comparto agroalimentare italiano. «L’obiettivo è quello di contribuire attivamente al successo di tutti gli attori della filiera, dai coltivatori fino ai consumatori finali, con proposte innovative da cui tutti potranno trarre beneficio – affermano gli esperti Corteva -. E poiché siamo convinti che l’agroalimentare sarà sempre più una risorsa per il nostro paese, in Italia abbiamo creato un gruppo di lavoro, definito Food Chain, che integra le competenze di Pioneer, DuPont e Dow nel campo della qualità e della tutela dei progetti di filiera».
Questo team si occupa di sviluppare, supportare e sostenere percorsi di tracciabilità, di sostenibilità e di caratterizzazione delle produzioni, che diano valore al prodotto locale e a tutti gli attori che hanno contribuito a generarlo, avvalendosi di strumenti che fanno parte dell’eredità di Pioneer nel campo dei servizi di consulenza per un’agricoltura più efficiente e sostenibile.

La valorizzazione delle risorse aziendali associata alla migliore genetica

Il primo passo di questo percorso è associare la migliore genetica alla valorizzazione delle risorse aziendali, quali: suolo, reflui e acqua. Gli strumenti tecnici a disposizione per il supporto della gestione colturale sono molteplici:

  • l’analisi dei suoli per conoscere la fertilità disponibile, la variabilità all’interno dell’azienda (analisi di più appezzamenti), ma anche la variabilità all’interno dell’appezzamento. «La crescita delle tecnologie di agricoltura di precisione, in particolare la gestione variabile della semina e della fertilizzazione – spiegano gli esperti -, ci ha portato infatti a sviluppare programmi di campionamento e di analisi di campioni multipli all’interno dello stesso appezzamento, finalizzati alla creazione e allo studio delle mappe di variabilità dell’appezzamento. Un filone di ricerca e di applicazione sicuramente molto importante e interessante in agricoltura, per il quale abbiamo tutti gli strumenti necessari per supportare l’azienda»;
  • l’analisi dei reflui aziendali è di enorme valore nella gestione della nutrizione delle colture e quindi nella gestione economica dell’azienda. Il refluo distribuito sui campi è a tutti gli effetti un fertilizzante, e in quanto tale, è fondamentale conoscerne la composizione. La conoscenza analitica del prodotto insieme al piano di spandimento e alla conoscenza del suolo, consente di valorizzare al massimo questa risorsa. Ogni metro cubo di refluo contiene sostanza organica, azoto, fosforo e potassio, oltre ad avere altre proprietà biologiche importantissime, che possono sostenere la nutrizione del mais e il benessere dei terreni nel lungo periodo. Certo è che un potenziale così importante deve essere gestito nel modo più efficiente possibile.

«Da quest’anno – continuano i tecnici Corteva - abbiamo l’opportunità di migliorare l’uso dell’azoto dei reflui, e del suolo più in generale, attraverso l’applicazione di un prodotto denominato N-Lock. N-Lock è uno stabilizzatore dell’azoto minerale, che viene applicato al suolo direttamente, o in miscela con i reflui, e permette di conservare la quota ammoniacale per un periodo più lungo migliorando abbondantemente l’efficienza d’uso dell’azoto. Questo elemento infatti nelle normali condizioni (suolo, clima, piogge, irrigazioni) va purtroppo incontro a perdite dovute alla volatilizzazione e alla lisciviazione, N-Lock attraverso un’azione sui batteri che elaborano l’azoto nel suolo permette proprio di ridurre queste perdite».

Controllo costante della coltura anche da remoto

In una gestione agronomica ben pianificata non può venire a mancare un’attività di monitoraggio delle colture in campo. Oggi le nuove tecnologie ci aiutano in questo, specialmente l’utilizzo e l’interpretazione dei dati satellitari, risulta la branca più interessante. «Abbiamo sviluppato una piattaforma, denominata Pioneer ViGIS, che ci permette di osservare costantemente dall’alto le colture e di registrare le mappe di vigore vegetativo attraverso specifici indici che indicano lo stato di salute della coltura e la sua eventuale variabilità sull’appezzamento – spiegano gli esperti -. Attraverso queste informazioni, che condividiamo con gli agricoltori, possiamo individuare eventuali condizioni di stress e prevedere, dove possibile, necessarie correzioni alla gestione del campo o comunque segnalare particolari condizioni che vi possono supportare nelle scelte gestionali: es. momento di raccolta, sequenza di raccolta, segregazione delle partite, ottimizzazioni per l’anno successivo. Il vantaggio più grande di queste tecnologie è che le informazioni sono ricavate settimanalmente dai satelliti, e non richiede operazioni dedicate come il volo di un drone».

Screening delle produzioni fino alla bocca dell’animale

Dato l’aumento di specializzazione e produttività degli animali da allevamento, negli ultimi decenni, conoscere nel dettaglio le caratteristiche nutrizionali e qualitative dell’alimento che arriva alla bocca dell’animale è l’aspetto prioritario per la produttività e per il benessere animale delle stalle moderne. Per questo Pioneer, in Italia, mette a disposizione degli allevatori l’esperienza, la professionalità e i servizi analitici di un laboratorio agronomico specializzato sulla qualità dei foraggi in cui si monitora la qualità dell’alimento che arriva alla bocca dell’animale, per tutelarne la salubrità.
Il laboratorio, con sede a Cremona, gestisce ogni anno oltre 40mila campioni di foraggi aziendali provenienti dalle aziende di tutta Italia. Grazie all’applicazione della spettroscopia Nir è possibile fornire un accurato profilo nutrizionale per tutti i foraggi, il profilo fermentativo degli insilati e la digeribilità dell’NDF per silomais e insilati di cereali vernini e loietti. Sono prodotti inoltre report analitici anche riguardo il profilo fisico di silomais, pastoni di granella e unifeed, e report circa il profilo sanitario dei foraggi, con particolare attenzione alle principali micotossine di interesse zootecnico e alimentare.


«Oltre ai laboratori mobili attrezzati, grazie a uno spin-off con l’Università di Padova, negli ultimi anni, abbiamo investito anche su tecnologie portatili e moderne per effettuare direttamente in azienda le principali analisi dei foraggi - concludono gli esperti -. Nell’ottica di proteggere le produzioni di mais destinate all’alimentare e alle produzioni zootecniche dai problemi di contaminazione da micotossine, abbiamo lavorato con Università di Piacenza per mettere a punto AF-X1, un innovativo agente di biocontrollo in grado di ridurre sensibilmente il rischio di problemi sanitari legati all’A. flavus».

In occasione dell’evento in campo Nova Agricoltura

Per avere maggiori dettagli sui prodotti Corteva, vieni all’evento in campo organizzato da Edagricole in collaborazione con il Crea di Lodi “Nova Agricoltura Filiera mais e zootecnica di precisione” che si terrà a Lodi, presso il Crea, Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura, a Cascina Baroncina (via della Baroncina) il giorno 27 settembre.
L’evento si svolgerà in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana:

  • Mattina: visita guidata al caseificio sperimentale di Cascina Baroncina; tour guidato “Macchine al lavoro” nel campo di mais adiacente Cascina Baroncina, al silo e alla stalla; tour guidato “Zootecnia di precisione”: precision feeding, sensoristica su animali, gestione dati.
  • Pomeriggio: Tavola rotonda: “I punti critici della filiera del silomais, dal campo alla stalla al caseificio.  La trinciatura, l’insilamento, l’alimentazione delle bovine, la qualità del latte, la caseificazione”.

Per informazioni:

eventi.edagricole@newbusinessmedia.it
Tel. 0516575834

 

 

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