Solarizzazione integrata con il carbone vegetale, ecco un nuovo metodo

solarizzazione integrata
Temperature più alte dei terreni a varie profondità, tempi di applicazione più brevi, costi contenuti, uso di carbone attivo vegetale, utilissimo per i terreni. Sono alcuni dei vantaggi del metodo di solarizzazione innovativo messo a punto dal Cnr-Isasi di Pozzuoli (Na) e il Crea-Ci di Caserta nell'ambito di un progetto bilaterale Italia-Cina

La solarizzazione, ovvero la “sterilizzazione” dei terreni mediante l’energia solare “intrappolata” nel suolo, è ormai una pratica ben nota e consolidata, specialmente in alcune aree come il basso Lazio e, più recentemente, la piana del Sele in Campania, nelle quali gli agricoltori da oltre trenta anni ricorrono a tale metodica semplice, naturale, efficace ed economica (rispetto alla fumigazione). Gli ingredienti per avere i migliori risultati possibili sono: un film coprente con elevate proprietà ottiche e termiche, l’applicazione rigorosa del protocollo (irrigazione a tenuta di campo e perfetta chiusura ermetica del telo), serra chiusa e un tempo di esercizio di almeno 40/50 giorni, da ritagliare tra giugno e agosto.

Tuttavia queste caratteristiche rappresentano spesso dei limiti: il periodo di attesa (40/50 giorni) ancora troppo lungo, la limitata efficacia a certe latitudini e la scarsa azione termica legata all’uso di film con caratteristiche ottiche non appropriate.

Un liquido biodegradabile di colore nero

Di fronte a questa strada senza uscita, una nuova pratica per migliorare notevolmente gli effetti della solarizzazione dei terreni si sta affacciando in agricoltura. Infatti recentemente è stato messo a punto e testato un metodo innovativo che migliora notevolmente le performance della solarizzazione tradizionale; esso è basato sull’impiego di un liquido biodegradabile di colore nero, derivante da carbone vegetale, da aggiungere nella fase finale dell’irrigazione prima di coprire il terreno con il telo solarizzante. In tale configurazione, si simula un pannello solare termico per la produzione di acqua calda.

Temperature più alte dei terreni a varie profondità (dai 10 °C ai 4 °C in più), tempi di applicazione più brevi (dai 40/50 giorni ai 20/30 giorni), ottime performance agronomiche in fase post-solarizzazione, costi contenuti, uso di carbone attivo vegetale, utilissimo per i terreni.
Sono i vantaggi che offre il metodo innovativo di solarizzazione scaturito dal Progetto bilaterale Italia-Cina Cnr-Chinese Academy of Agricultural Sciences (Caas) “Highly Innovative Technique for soil solarization: a new approach in the Environment Respect (Inter)”. Annualità 2017-2019. Anzi, come afferma Pasquale Mormile, ricercatore del Cnr-Isasi di Pozzuoli (Na) e responsabile scientifico del progetto, oltre che responsabile dell’unità Cnr-Isasi (il prof Yan Changrong è stato responsabile per la Caas), i risultati ottenuti candidano la solarizzazione innovativa non solo a sostituire totalmente quella tradizionale ma in un futuro prossimo, grazie a ulteriori miglioramenti attesi da sperimentazioni in corso su nuovi materiali, a ridurre le quote di fumigazione ancora presenti nei trattamenti disinfestanti dei terreni.

Leggi l'articolo integrale sul n. 3 di Colture protette o sul sito https://coltureprotette.edagricole.it

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