Filiere alimentari sostenibili? Un aiuto dai microrganismi

batteri
Sfruttare le potenzialità dei microbiomi di animali e piante per creare nuovi alimenti sostenibili e di qualità superiore. È l’obiettivo di Circles, il nuovo progetto europeo coordinato dall’Università di Bologna

Premiato dalla Commissione europea con un finanziamento di circa 10 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020, Circles è un nuovo progetto di ricerca europeo coordinato dall'Università di Bologna che punta a migliorare la produzione alimentare dal punto di vista della sicurezza, produttività, qualità e sostenibilità, sfruttando le potenzialità dei microbiomi, che colonizzano ogni nicchia ecologica sul pianeta, inclusi tutti gli esseri viventi.

L'obiettivo concreto è la creazione di Smart Microbiome Food Products: nuovi alimenti a base di ortaggi, carne e pesce prodotti in modo sostenibile attraverso l'utilizzo di microbiomi di animali e piante da utilizzare in modo integrato e circolare.

Piccoli esseri viventi, grandi potenzialità

La produzione alimentare a livello globale sta mettendo a dura prova la conservazione e la disponibilità di risorse naturali. E i problemi sono destinati a crescere. Si stima che nel 2050 la popolazione mondiale arriverà a contare circa 9,7 miliardi di persone: produrre cibo sufficiente per tutti sarà una delle sfide più difficili per il genere umano. Per superarla, i sistemi di produzione alimentare dovranno diventare estremamente efficienti: filiere in grado di produrre cibo sicuro e nutriente, riducendo al tempo stesso in modo deciso l’impatto ambientale.

Una delle strade più promettenti per arrivare a questo risultato sta proprio nel potenziale metabolico dei microbiomi, le vastissime comunità di microorganismi – batteri, virus, funghi – che colonizzano ambienti, piante e animali. «Viviamo in un mondo popolato, in termini numerici, principalmente da batteri - spiega Marco Candela, docente dell’Università di Bologna che coordina il progetto - per questo è importante imparare a conoscerli e a convivere con loro, in modo da poter anche usare le loro abilità per migliorare la salute globale e promuovere un’economia sostenibile».

Studi approfonditi su questi microorganismi hanno mostrato che la loro presenza è fondamentale per garantire lo sviluppo di tutti gli esseri viventi. «Oggi si guarda in modo integrato alla relazione tra un ambiente o un organismo e il microbioma che lo abita - continua Candela - per questo, i microbiomi rappresentano un potenziale per tutti gli attori della filiera, from farm to fork: suolo, acqua, mangimi, piante e animali, prodotto finale, ambiente, prodotti di scarto, lavoratori e, infine, consumatori».

Circles (Controlling mIcRobiomes CircuLations for bEtter Systems)

Nel corso del progetto, che durerà cinque anni, saranno studiate e migliorate le filiere alimentari già esistenti, grazie alla collaborazione delle aziende partecipanti. Ci saranno dei veri e propri "laboratori sul campo" che permetteranno di sperimentare soluzioni innovative sui sistemi strategici per il mercato europeo: gli ortaggi (pomodori e spinaci), l’allevamento intensivo (polli e suini), l’acquacoltura e la pesca (l’orata nel Mediterraneo e il salmone nell’Atlantico).

I ricercatori prepareranno strumenti specifici in grado di modulare la composizione dei microbiomi (Smart Microbiome Modulators) da utilizzare in modo integrato e circolare. In questo modo sarà possibile migliorare qualità produttività,sicurezza e sostenibilità dell’intero processo produttivo. Tutti i cibi saranno certificati grazie anche a un innovativo metodo di etichettatura che garantirà la trasparenza sulla qualità del processo produttivo.

1 commento

  1. Finalmente anche in Italia si inizia a dare il giusto riconoscimento ai microrganismi! Io li conosco da diversi anni, e mi sono reso conto dopo averli usati nei più svariati campi (compostaggio domestico, trattamento acque reflue e non, agricoltura, zootecnia, bonifica ambientale, benessere e salute personale, pulizia della casa, ecc ecc…) che sono sì, il nostro passato, visto che la nostra evoluzione parte da loro, ma soprattutto il nostro presente e il nostro Futuro.

    In particolare ho conosciuto e tutt’ora utilizzo la miscela di microrganismi EM (EM-Technology) una selezione di lieviti lactobacilli e batteri fotosintetici individuata negli anni ’80 in Giappone dal prof. Teruo Higa, il cui metabolismo ha particolari effetti probiotici e antiossidanti sulla materia in genere. In italia sono conosciuti e diffusi da molto meno tempo. Ugualmente, vi sono già molte evidenze scientifiche sulla loro efficacia. Anche la stessa Università di Bologna li ha testati: http://www.italiaem.it/Em_Technology/test_scientifici/test_scientifici_universitari_em.html. E persino ricercatori del CNR hanno testato con entusiasmo e soddisfazione la loro efficacia. http://www.italiaem.it/News/blog/2017/0419_19apr17analisipreliminari.html
    o centri di ricerca privati come ASTRA, http://www.italiaem.it/News/blog/2014/0307_sperimentazioneASTRA6mar14.html si spinge addirittura a dire come:

    (..) evidenziato un tenore di nitrati nelle foglie considerevolmente inferiore. A livello ‘salutistico’ tale andamento riveste importanza fondamentale in quanto i nitrati, una volta
    ingeriti, possono essere trasformati in nitriti e, successivamente, in nitrosammine, prodotti
    potenzialmente cancerogeni per l’organismo umano. (..)

    Insomma un loro continuo e costante utilizzo avrebbe effetti benefici sia per la nostra amata Madre Terra, ma contemporaneamente anche per i processi di produzione agricola e animale e per i trattamenti di bonifica ambientale, in maniera naturale e senza alcun effetto collaterale. Vale la pena un approfondimento attento.

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