IrriFrame, un servizio in continua evoluzione grazie alla tecnologia

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Il 28 giugno a Metaponto durante Nova Agricoltura Irrigazione saranno illustrate le innovazioni riguardanti il servizio di supporto per la gestione dell'irrigazione Irriframe

Capacità di sfruttare i dati in arrivo da satelliti e da sensori di campo, inserimento di variabili dipendenti dalle mappe georeferenziate e gestione della fertirrigazione, per un'irrigazione sempre più precisa ed efficace, oltre alla possibilità di funzionare in rete con il sistema di gestione dei canali irrigui. Nato sette anni fa, il servizio informatico di supporto alle decisioni per l'irrigazione in agricoltura IrriFrame continua a evolversi grazie alla tecnologia per offrire agli imprenditori agricoli uno strumento sempre più puntuale e in grado di soddisfare le esigenze delle singole aziende. Oggi, grazie all'app IrriVoice, è disponibile anche sui dispositivi mobili.

1. Integrazione con il satellite

Uno dei punti maggiormente dibattuti sull’aggiornamento di IrriFrame è stata l’integrazione nel servizio di dati provenienti dall'osservazione della terra, ovvero dati provenienti da satellite, a causa della difficoltà concettuale di pensare come compatibili la scala di impiego del servizio a livello di appezzamento e la scala d'impiego del satellite che è assai maggiore. Il progetto Moses (H2020) ha puntato all’integrazione dei due ambiti sviluppando all’interno di IrriFrame un sistema di acquisizione di dati da satellite e sviluppando una piattaforma su tecnologia Gis denominata Moses; tra le varie informazioni da essa messe a disposizione, IrriFrame utilizza le previsioni meteorologiche e il monitoraggio da satellite dello stato idrico delle colture. In particolare, per quanto riguarda il monitoraggio dello stato idrico delle colture i parametri utilizzati sono:

  • coefficiente colturale (Kc) calcolato a partire dall’indice Ndvi;
  • coefficiente colturale (Kc) calcolato come rapporto tra ET0 ed ETc.

Quest’ultimo valore viene calcolato con l’applicazione diretta dell'equazione di Penman-Monteith utilizzando come parametri caratteristici della coltura valori stimati da satellite. I valori vengono analizzati da una procedura di validazione appositamente realizzata che permette di scegliere il parametro più adatto tra quelli proposti da Moses e quelli presenti nel db di IrriFrame, e infine entrano nei procedimenti di calcolo del modello andando a determinare il momento di intervento irriguo e il quantitativo di acqua più adatto da distribuire in campo, rendendo compatibili tra loro due ambiti territoriali piuttosto differenti.

2. Integrazione con droni e/o satellite: irrigazione di precisione

Per rimanere nel campo dell’acquisizione di dati provenienti da remote sensing, il servizio IrriFrame è stato individuato come terminale ideale del progetto Por Fesr - Aladin. In sostanza, dopo aver sviluppato e validato innovative soluzioni sensoristiche di pieno campo per il monitoraggio dello stress idrico delle colture, il progetto ha messo a punto tecnologie per il monitoraggio idrico delle colture tramite telerilevamento da droni e/o satellite, per la produzione di mappe georeferenziate, integrando queste ultime con il servizio di assistenza irrigua IrriFrame e sviluppato nuove tecnologie per macchine irrigue semoventi, completa la sequenza funzionale attraverso un protocollo di Irrigazione di Precisione. Lo schema a blocchi di fig.4 riassume le mansioni e gli attori messi a sistema nell’ambito del protocollo di Irrigazione Ottimale Aladin. Nel corso della sperimentazione l’acquisizione di immagini ha riguardato sia piattaforme Apr (droni) sia piattaforme satellitari (Sentinel-2) e la loro elaborazione è stata sempre ricondotta alla generazione di mappe georeferenziate dell’indice Ndvi (Normalized Difference Vegetation Index).
La sequenza di operazioni che il protocollo Aladin svolge automaticamente è la seguente:
- l’apposito modulo del servizio Aladin calcola il valore medio di Ndvi in ogni cella di una griglia disegnata sull’appezzamento in base alle caratteristiche della macchina irrigatrice e la invia a Irriframe che la associa all’appezzamento;
- Irriframe calcola il fabbisogno idrico della coltura e restituisce, cella per cella, la ricetta idrica al servizio Aladin;
- l’utente interroga telematicamente il servizio Aladin chiedendogli di tradurre la ricetta idrica in una lista di comandi per la macchina irrigatrice equipaggiata con elettronica special purpose;
- l’utente riceve la lista di comandi e tramite l’app Aladin Mobile dà avvio all’irrigazione a rateo variabile.
In questo modo IrriFrame, utilizzando una procedura di validazione appositamente realizzata che permette di scegliere il parametro più adatto tra quelli proposti da Aladin e quelli presenti nel db di IrriFrame,  è in grado di erogare consigli aderenti alle differenti condizioni colturali realizzando di fatto, con l’ausilio dell’attrezzatura irrigua adatta, una vera e propria irrigazione di precisione, che segue il dettaglio del rilievo con il drone, evidentemente superiore a quello satellitare e dice all’agricoltore quando irrigare e quanta acqua distribuire nelle diverse zone idroesigenti del campo.

3. Integrazione con sensori meteo-suolo-pianta

Un altro passaggio cruciale, per rendere il servizio ancora più efficace, è avvicinare sempre di più gli input e taluni output alla realtà puntuale dell’azienda agricola. Il servizio è stato sviluppato fin da subito perché potesse utilizzare gli input territoriali, in modo da evitare all’utente di inserirli lui stesso, tuttavia questa impostazione, tuttora valida per potere distribuire il servizio sul territorio, in taluni casi risulta obsoleta, alla luce della diffusione di sensori per il rilievo dell’umidità in campo e di strumentazione meteorologica aziendale. Per non parlare dell’incipiente messa a disposizione all’azienda agricola di strumentazione in grado di rilevare l’andamento dello sviluppo del prodotto finale, per condizionare le pratiche agronomiche, quali diradamento e distribuzione di nutrienti e acqua.
Per superare l’impermeabilità del servizio all’utilizzazione di input aziendali è stato creato un apposito progetto Psr Goi - Sensori e Irrinet, nel quale sono stati sviluppati i moduli per l’integrazione in IrriFrame del dato proveniente da:

  • Sensore di umidità in campo, ovvero il servizio utilizza pienamente
    il dato aziendale, avendo individuato una procedura che validi la misura e la acquisisca, previo confronto con il dato stimato da IrriFrame. Tale procedura ha il merito di valutare se il dato aziendale sia stato eventualmente influenzato dalle irrigazioni o dalle piogge e sia compatibile con le costanti idrologiche del terreno in oggetto, inoltre è in grado di distinguere la tipologia di sensore e di assegnare al dato un valore compatibile alle necessità dimensionali del calcolo del bilancio idrico. In questo modo si ottengono tre importanti risultati:

    • Viene superato il limite territoriale alla rappresentatività del dato rilevato dal sensore, che può in questo modo essere esteso ad una superficie molto più ampia, grazie all’integrazione nel bilancio idrico,
    • Viene assegnato al dato del sensore un valore compatibile con il concetto di acqua disponibile per la pianta, dando un significato concreto al mero e asettico valore numerico dello strumento
    • Viene superata la difficoltà di IrriFrame di valutare correttamente lo stato idrico del suolo in annate precocemente siccitose ed in terreni complessi da valutare in termini di contenuto idrico.
  • Stazione meteo aziendale; è evidente che qualsiasi dato meteo proveniente da una rete di rilevamento territoriale, può essere sostituito con maggiore efficacia dal dato aziendale. È stata dunque sviluppata una procedura automatica di validazione del valore di pioggia ed evaporato che consente di pesare qualitativamente il dato, ed acquisirlo in sostituzione di quello presente in IrriFrame, se il test viene superato. In questo modo si introduce un miglioramento nell’interpretazione della variabilità spaziale delle precipitazioni, che in stagioni caratterizzate da precipitazioni temporalesche molto localizzate, può costituire un elemento di sovra o sottostima delle precipitazioni con conseguenze immaginabili sul risparmio idrico oppure sul raggiungimento di adeguati risultati produttivi.
  • Strumenti per la misura dell’accrescimento dei frutti; è stato sviluppato un modulo che consente di inserire all’interno del bilancio idrico di IrriFrame obiettivi produttivi connessi con la misurazione dell’accrescimento del frutto, in modo da poter validare il criterio gestionale seguito o modificarlo per rispondere agli obiettivi prefissati. L’estensione PerFrutto (PF) sulla base di misurazioni periodiche della velocità di accrescimento dei frutti, è in grado di predire la pezzatura finale dei frutti; PF funziona esternamente al sistema di bilancio idrico e viene interrogato da IrriFrame, qualora l’utente decida di utilizzare l’estensione all’interno del servizio. In questo caso IrriFrame prima dell’invio del consiglio interrogherà l’estensione PF per verificare gli obiettivi produttivi previsti ed eventualmente modificare di conseguenza il consiglio irriguo. Questo permetterà di adattare prontamente il servizio ad obiettivi produttivi, elaborando la strategia irrigua più adatta al loro raggiungimento.

4. Irriframe e il modulo fertirrigazione

Lo sviluppo che ha avuto la pratica fertirrigua in questi anni e la parallela affermazione del concetto di nutrizione che accomuna acqua e concime, ha condotto all’integrazione in IrriFrame del modulo fertirrigazione. È stato avviato il progetto Psr Goi – Fertirrinet, che avrà termine nella primavera del 2019, per lo sviluppo del modulo fertirriguo, che per il momento riguarda le sole colture di patata, pomodoro, mais e pero, ma che è facilmente estendibile a tutte le colture che utilizzano la fertirrigazione. Il concetto sviluppato nel modulo è quello di realizzare il “motore” di un servizio fertirriguo, che rispetti alcune regole base:

  • Il calcolo del quantitativo massimo di concime da distribuire alla coltura durante il suo ciclo di vita, sia esso proveniente da regole precise (Disciplinari di Produzione) oppure dalle conoscenze tecniche dell’utente in base alle caratteristiche fisico chimiche del terreno.
  • Frazionare correttamente la quota di concime da distribuire durante la stagione irrigua, armonizzando irrigazioni e concimazioni in modo da abbinarle costantemente in tutte le condizioni operative ed inserendole nei rispettivi bilanci, idrici o nutrizionali, in funzione del sistema irriguo adottato.
  • Frazionare la distribuzione assecondando la fisiologia della coltura, e lo sviluppo dinamico dell’apparato radicale, utilizzando allo scopo il motore di sviluppo fenologico di IrriFrame. In questo modo si distribuisce un quantitativo di concime tale da essere localizzato nello strato occupato dalle radici e si evita la percolazione in profondità, inutile per la pianta e inquinante per le falde. Naturalmente il modulo sviluppato è perfettamente integrato in IrriFrame, ne rispetta l’interfaccia, l’approccio territoriale che prevede una precisa individuazione dei suoli ed infine ne riproduce le logiche di documentazione dell’attività svolta, attraverso la compilazione automatica del registro delle fertirrigazioni effettuate.

5. Integrazione con la gestione delle reti consortili

Il servizio IrriFrame si caratterizza sempre di più per la sua versatilità di impiego e le novità descritte ne sono, oltre che la dimostrazione, il braccio operativo. Parlare di versatilità in questi termini è tecnicamente appropriato, ma è riduttivo se si pensa alla reale applicazione del servizio sul territorio, poiché essendo uno strumento dei consorzi di bonifica ha grandi potenzialità che si riversano sull’intera rete di consegna delle acque alle aziende agricole. Tra le tante possibilità che il servizio offre a livello gestionale, peraltro colte dai consorzi, vale la pena segnalare un progetto Psr Goi - Reti di consegna intelligente, che intende collegare il servizio al telecontrollo della rete di vettoriamento delle acque, in modo che siano le reali esigenze irrigue delle colture degli appezzamenti serviti da vari tratti di rete, a determinare l’operatività dei manufatti di gestione, incidendo di fatto sull’apertura delle paratoie e, in definitiva, sui prelievi dal corpo idrico da cui viene prelevata la risorsa idrica.
Attualmente il progetto si trova al secondo anno di sperimentazione e, nelle due aree test nel bolognese e nel piacentino, ha dato risultati incoraggianti in situazioni complicate come sono quelle dinamiche del prelievo da fiume, è presumibile che l’applicazione dell’idea sia maggiormente profittevole in condizione di prelievo da fonti statiche, come dighe o acquiferi profondi.

6. Acqua, Italia virtuosa, ma non basta

E nonostante secondo l'indice della sostenibilità alimentare, sviluppato dal Centro per l’alimentazione Barilla e dall’Economist Intelligence Unit (EIU), presentato di recente a Bruxelles l'Italia sia al top in Europa per la gestione sostenibile delle risorse idriche in agricoltura, l'acqua, o meglio la sua gestione razionale e sostenibile attraverso l'irrigazione, è un fattore sempre più determinante per l'agricoltura del bacino del Mediterraneo. Ecco perché il settimanale TerraeVita Nova Agricoltura in collaborazione con Alsia (Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura), hanno deciso di dedicare una giornata in campo al tema dell'irrigazione, con focus sulla frutticoltura, durante la quale sarà presentato l'Acqua Campus Med, un campo sperimentale per le attrezzature e le tecnologie più avanzate dedicate all'irrigazione, che riprodurrà in proporzioni ridotte quello realizzato dal Cer (Canale Emiliano Romagnolo) a Budrio (BO) nel 2016, dedicato alla distribuzione dell'acqua per i seminativi. L'appuntamento è per giovedì 28 giugno alle 15:30 all'azienda sperimentale dimostrativa Pantanello di Metaponto (MT).

Clicca qui per iscriverti e scoprire i dettagli della giornata

 

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